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Stefano Pasquini

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Albe/Ariette / Non di solo pane e petrolio

«Pane o petrolio?», è la domanda che Stefano Pasquini del Teatro delle Ariette pone al pubblico raccolto attorno a un tavolo imbandito di tortelli, frutta, formaggio, vino e immancabilmente pane verso la fine dello spettacolo Pane e petrolio, co-prodotto con il contributo del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro. Si tratta dell’unico momento del lavoro in cui l’attore e regista esce dalla partitura scritta per entrare in modalità improvvisativa pura, cercando di coinvolgere gli spettatori a prendere posizione in merito a questi beni. Albe/Ariette si espongono dunque all’ignoto e sottopongono il teatro alla prova del presente. In base alle reazioni del pubblico che è in quel momento coinvolto da una domanda diretta, fondamentale, si capirà dove una parte sia pur piccola ma viva dell’umanità individua il suo bene di riferimento: quello che risulta più rilevante per condurre la sua esistenza e, se possibile, per renderla anche felice.   Il dilemma morale e poetico del lavoro di Albe/Ariette sta dunque tutto qui, nella scelta di uno di tre possibili connettori tra le parole “pane” e “petrolio”. Potremmo avere un aut aut, quindi una presa di posizione esclusiva e decisa per uno solo...

Il teatro nasce in Valsamoggia / Le Ariette, l'amore e i “territori da cucire”

La bazzanese è una strada provinciale nella pianura emiliana antropizzata. Si parte da Bologna in direzione Valsamoggia e si prosegue sino al modenese, toccando Vignola e Maranello. Ai lati della strada gradualmente spuntano capannoni industriali, vetrerie, bar gestiti da cinesi, hamburgherie colorate di neon, gommisti, palazzi dall'intonaco scrostato, concessionari d'automobili, cantine sociali, pizzerie, negozi di ingrosso, supermercati. La Valsamoggia inizia a Crespellano, borgo alle porte di Bologna aggregato attorno alla provinciale e alla ferrovia suburbana, scelto dalla multinazionale Philip Morris come sede di uno stabilimento per sigarette “che non bruciano”, il futuro del tabacco, dicono, con seicento posti di lavoro promessi e l'apertura di uno svincolo autostradale. Procedendo verso Modena sul lato sinistro compaiono i primi campi coltivati, giallo intenso del grano di fine estate, balle e ballette ordinate, verdi filari di viti e svolte che promettono agriturismi e caseifici.   Bazzanese.   Giriamo verso Monteveglio, zona di Pignoletto dei colli bolognesi e di capitani di industrie di sistemi elettronici per la sicurezza domestica, paese in cui si ritirò il...

Il sentimento del per sempre nel Teatro delle Ariette / Tutto quello che so del grano

In questi tempi di pornografia psico-filosofica, di stanca fame di realtà e di fuffe linguistiche, il Teatro delle Ariette sembra una zona franca in cui deporre incartamenti e livore.Inchiodati sul confine tra la resa e la voglia di trovare uno slancio, indecisi su cosa fare delle nostre vite e della nostra fiducia, su cosa pensare e sentire – se sia meglio vivere liberi o in coppia, se la carne faccia male o no, se convenga crescere i figli in campagna o in città, se sia bene leggergli solo favole gender friendly, se il biologico sia poco meno di una truffa, se l'arte e la storia siano morte col romanticismo o meno, se abbia ragione Heidegger o Bloch, se sia meglio il manicheismo o il relativismo, se il teatro sia parola, gesto, o tutte e due, o nessuna delle due... – guardiamo Stefano, Paola e Maurizio che in scena impastano, cuociono, tagliano, servono, mentre raccontano la loro biografia di uomini donne e artisti, dandoci la sensazione che sappiano esattamente cosa stanno facendo con le mani, e che qualsiasi cosa uscirà dal forno o dai pentoloni sarà sicuramente, incontrovertibilmente, straordinariamente squisito e sano. E noi li guardiamo, appunto, come profeti di una vita e...