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Ugo Pirro

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Massini e Tiezzi al Piccolo di Milano / Freud o l’interpretazione dei sogni

Sembra, in questo nuovo anno, che il teatro torni a interrogarsi sui fondamenti del Novecento. Freud e Marx, il sogno, la scoperta di quella moltitudine interiore che chiamiamo inconscio, e le lotte politiche e sindacali per vincere l’alienazione della fabbrica e creare una società più giusta. Qui parliamo – in questa recensione in prosa, e nei seguenti Pensieri di Giuliano Scabia in righe simili a versi – del primo spettacolo, Freud o l’interpretazione dei sogni, tratto da un “romanzo” di Stefano Massini, lo stesso autore che in Lehman Trilogy aveva narrato le trasformazioni dell’homo oeconomicus nell’epoca dell’apogeo del capitalismo. Di fabbrica, lotte sindacali e utopie politiche novecentesche, ma aperte sull’oggi, tratteremo la prossima settimana prendendo spunto da La classe operaia va in paradiso di Paolo Di Paolo dal film di Elio Petri e Ugo Pirro, nuova produzione Ert con la regia di Claudio Longhi. Nel Freud prodotto dal Piccolo Teatro di Milano che ha debuttato al Tetaro Strehler la scorsa settimana con la regia di Federico Tiezzi viene rovistato nella parte interna, interiore, quello stesso uomo (e la donna) dell’età del capitalismo e del familismo trionfante.  ...

Indagine su un cittadino

Più che una recensione, quelle che seguono sono alcune osservazioni suscitate dalla visione su grande schermo di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, che dopo un breve passaggio nei cinema italiani lo scorso aprile, viene riproposto lungo tutto il mese di giugno presso lo Spazio Oberdan della Cineteca Italiana di Milano.     Cosa rimane di un film così profondamente ancorato all'attualità dell'epoca in cui fu girato?Innanzitutto, è singolare il destino critico di un regista come Elio Petri, detestato in vita tanto dalla critica filo-maoista (celebri le stroncature di Goffredo Fofi), quanto da quella più strettamente cinefilo-autorialista. Un'ostilità della critica che non pregiudicò peraltro l'esito commerciale del film, che con un incasso di quasi due milioni lire risultò essere uno dei più visti in Italia durante la stagione 1969-70 - senza contare i premi raccolti in giro per il mondo, dal Gran Premio della Giuria a Cannes fino all'Oscar come miglior film straniero nel 1971. Un successo basato del resto su quelle stesse componenti che ne decretarono l...