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Cinema

(784 risultati)

#140cine: da venerdì 22 giugno al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 22 giugno in sala: Un amore di gioventù di Mia Hansen-Løve (Un amour de jeunesse, Francia 2011) #140cine Innamorarsi a 15 anni e non guarire più: il cinema francese al suo meglio, tra Rohmer, Téchiné e Assayas. Detachment - Il distacco di Tony Kaye (Detachment, Usa 2011) #140cine L’inferno è sulla terra. Per la precisione in una scuola pubblica americana. Fortuna che c’è Adrien Brody. Rock of Ages di Adam Shankman (id., Usa 2012) #140cine Broadway, anni 80, Bon Jovi, Poison, Def Leppard, Tom Cruise: non un film, ma una bottega di articoli vintage. Chernobyl Diaries - La mutazione di Bradley Parker (Chernobyl Diaries, Usa 2012) #140cine Un horror dalla più famosa tragedia moderna: basta girarsi e ci sono due millenni di storia da saccheggiare. Chef di Robert Fraisse (Comme un chef, Spa-Fra 2012) #140cine Figuriamoci se la distribuzione non sfruttava...

Nuri Bilge Ceylan. C’era una volta in Anatolia

Una sparuta pattuglia di uomini si aggira in auto, nella notte. Battono la zona collinare nei dintorni di Ankara, alla ricerca del cadavere di un uomo, che dovrebbe essere sepolto da quelle parti. “Dovrebbe” - il condizionale è d’obbligo: il suo (sospetto) assassino, infatti, non è più tanto sicuro del luogo.   Dopo un anno di attesa, mentre in molti stavano abbandonando le speranze, C’era una volta in Anatolia (Grand Prix al Festival di Cannes 2011, il terzo dopo quello del 2003 a Uzak e il premio alla regia per Le tre scimmie nel 2008), il sesto lungometraggio di Nuri Bilge Ceylan approda finalmente nelle sale italiane.     Ceylan - assistito in sceneggiatura da Ercan Kesal e dalla moglie Ebru - si serve dei generi come ingredienti: uno spunto narrativo, una suggestione visiva, un personaggio vengono utilizzati per comporre un lungo racconto in cui si mescolano stili e toni differenti. Il titolo sembra omaggiare il western di Sergio Leone (e con il cineasta italiano Ceylan condivide sicuramente lo stesso gusto dei grandi spazi aperti, enfatizzati dallo schermo panoramico); lo spunto iniziale è da...

#140cine: da venerdì 15 giugno al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 15 giugno in sala: C’era una volta in Anatolia di Nuri Bilge Ceylan (Bir Zamanlar Anadolu’da, Turchia 2011) #140cine Un omicidio, un’inchiesta, due uomini a confronto, un capolavoro sulle radici di un paese e del dolore. Le paludi della morte di Ami Canaan Mann (Texas Killing Fields, Usa 2011) #140cine Ok, troppo facile essere la figlia di Michael Mann. Ma è proprio lui a produrre, e allora il film funziona. Il dittatore di Larry Charles (The Dictator, Usa 2012) #140cine Sacha Baron Cohen, cioè Borat, cioè Brüno, ora fa il verso a Saddam. E magari gli riesce di far ridere. Paura 3D di Manetti Bros. (Italia 2012) #140cine Tre amici, un weekend, un vecchio strambo, una villa, una cantina... Paura, sì... delle idee soprattutto. La Bella e la Bestia in 3D di Gary Trousdale, Kirk Wise (The Beauty and the Beast in 3D, Usa 2012) #140cine Come il Titanic, sempre in 3D, torna...

Il caso Prometheus e il cinema in rete

Nel mondo del cinema che viaggia su internet, quello degli appassionati che gestiscono blog indipendenti e anche senza Megaupload sanno come rintracciare qualsiasi film rintracciabile, da qualche settimana è scoppiato il caso Prometheus. Il nuovo film di fantascienza di Ridley Scott, che dicono essere la risposta ad Avatar e che nelle intenzioni degli autori va all’origine della saga di Alien e forse della vita stessa, il filmone dell’anno di cui Roger Ebert ha parlato benissimo e qualche altro un po’ meno, uscito nelle scorse settimane negli Stati Uniti e nel resto del mondo, in Italia, ormai lo sanno anche i sassi, arriverà solamente il 19 ottobre. Se uno guarda su Imbd la lista dei paesi in cui il film verrà proiettato, siamo all’ultimo posto con la Svizzera italiana: nemmeno nella classifica Onu sulla libertà di stampa!   E allora è partita la polemica più o meno ovunque, e soprattutto su Twitter e Facebook, con la pagina della Fox Italia, distributrice del film, invasa da messaggi che invocano un’uscita adeguata al resto del mondo. Ma niente da fare: a meno di improvvisi cambiamenti o di...

#140cine: da venerdì 8 giugno al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 8 giugno (e anche un po’ prima) in sala: 7 Days in Havana di Laurent Cantet, Benicio Del Toro, Julio Medem, Josh Hutcherson, Daniel Brühl, Emir Kusturica, Ana de Armas, Elia Suleiman (7 Days in Havana, Francia, Spagna 2012) #140cine 7 giorni, 7 (a volte ottimi, a volte medi) registi, 7 (non sempre ottimi) corti. Idea vecchia, città stupenda. La mia vita è un zoo di Cameron Crowe (We Bought a Zoo, Usa 2011) #140cine Ci prova da tempo, Cameron Crowe, ad aggiornare il vecchio mélo. Non che gli riesca, però ci mette l'impegno. W.E. - Edward e Wallis di Madonna (id., Gb 2011) #140cine Mancava in effetti una storia di principi e principesse all’universo queer di Madonna: fatta anche questa. Project X - Una festa che spacca di Nima Nourizadeh (Project X, Usa 2012) #140cine Dopo le due notti da leoni, ecco quella da coglioni totali: e naturalmente in patria si fa gara a imitare. In...

Valérie Donzelli. La guerra è dichiarata

La guerra è dichiarata. Un titolo, un assunto: trattenete il respiro, serrate i pugni, spalancate le orecchie, assolutamente non chiudete gli occhi e gettatevi in questo film che, per una volta, è perfettamente rappresentato da quel manifesto rosa shocking con una coppia che gira su una giostra del luna park, bocca spalancata e un urlo liberatorio nella gola. Valérie Donzelli e Jérémie Elkaïm hanno scritto, interpretato e diretto, lei, la storia che ha segnato il loro passato più recente, la storia della malattia di un figlio al quale, a soli diciotto mesi, viene diagnosticato un tumore al cervello. Hanno archetipicamente chiamato i propri personaggi Romeo e Juliette, il figlio Adam e hanno raccontato un viaggio nell’inferno personale che ciascun genitore potrà riconoscere come il peggiore degli incubi. Paura? No: il risultato è un film sorprendente, assolutamente unico, un’esperienza esistenziale più che una visione cinematografica tout court, un film paradossale e mai tragico. Perché se c’è una cosa che questo film non fa mai è speculare sulla tragedia o essere...

#140cine: da venerdì 1 giugno al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 1 giugno (e anche un po’ prima) in sala: La guerra è dichiarata di Valérie Donzelli (La guerre est déclarée, Francia 2011) #140cine Lei, lui, il figlio. La malattia. Una storia vera e senza pudore. Cinema eccessivo, puro, straordinario. Margaret di Kenneth Lonergan (id., Usa 2011) #140cine Lisa è giovane, inquieta e ha visto una cosa terribile. Ma il film non è un horror. È l’urlo di un mondo ferito. Attack the Block - Invasione aliena di Joe Cornish ( Attack the Block, Gb 2011) #140cine E se i Goonies tornassero e sfidassero alieni fosforescenti nella periferia graffitara di Londra? Una chicca. In sala dal 30 maggio Il Mundial dimenticato di Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni (Italia-Argentina 2011) #140cine Soriano, il mondiale in Patagonia, i mapuche. Ora tutto questo è un doc. E merita di essere visto. Love & Secrets di Andrew Jarecki (All...

Cannes 65 – Al festival in Limousine

“Dove vanno a dormire le Limousine?” Si chiede Eric Packer, il giovane protagonista di Cosmopolis di David Cronenberg. La riposta gliela dà, in qualche modo, Leos Carax mostrando nel suo Holy Motors un nutrito gruppo di Limo che si prepara a “coricarsi” in un’autorimessa della periferia parigina, discutendo (letteralmente!) sulla natura e sul carattere dei propri conducenti. Questo di Cannes – sessantacinquesima edizione – è stato, per certi versi, un festival in Limousine. E non soltanto perché le lussuose autovetture sono protagoniste nei due film sopraccitati – tra i più controversi del Concorso – e nemmeno perché il celebre Boulevard de la Croisette ne è percorso in lungo e in largo e in continuazione, ma anche perché la Limousine, emblema del lusso, dell’eccentricità e dell’esibizione di più pacchiana natura, è sembrata assumere, nell’ambito festivaliero, i contorni di una metafora (anche cinematografica) molto ben adattabile ai nostri tempi. Divenendo, da un lato, il simulacro magniloquente, superfluo e ingombrante di un mondo...

#140cine: da venerdì 25 maggio al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 25 maggio (e anche un po’ prima) in sala: Cosmopolis di David Cronenberg (id., Canada-Francia 2012) #140cine Cronenberg che fa De Lillo! Una cosa così ovvia e naturale che ci si chiede perché arrivi solo ora. La fuga di Martha di Sean Durkin (Martha Marcy May Marlene, Usa 2011) #140cine Tre nomi, una donna, una setta, la controcultura, Manson nella memoria e la New Hollywood negli occhi. Silent Souls di Aleksei Fedorchenko (Ovsyanki, Russia 2010) #140cine Un road movie con cadavere. Ma è russo, non è Little Miss Sunshine, e gioca su tempi e silenzi infiniti. Killer Joe di William Friedkin (id., Usa 2011) #140cine Friedkin is back, ma pure black: il suo è un noir fuori di testa che sa tanto di serissimo cazzeggio. Un été brûlant di Philip Garrel (id., Francia-Italia-Svizzera 2011) #140cine C’era una volta Garrel, forse il più grande della sua...

Ursula Meier. Sister

Al secondo lungometraggio, Ursula Meier conferma la sua abilità nel costruire le sue narrazioni su spazi conflittuali, sulle frontiere che i personaggi attraversano o da cui sono attraversati, sulle linee di fuga concesse o negate. Se nel primo Home (2008) era la direttrice orizzontale di un’autostrada a investire ed esasperare i conflitti latenti in una famiglia che abita ai suoi margini, in Sister la tensione segue la verticalità di una funivia, che segna la distanza tra un fondovalle misero e brullo e le luccicanti piste da sci del Vallese svizzero. Il casermone popolare, che si erge penosamente sotto quelle cime maestose, è la casa dove il dodicenne Simon e la sorella Louise vivono senza genitori o altro sostegno alla loro precaria esistenza. Lei, che perde lavori con la stessa facilità con cui recupera partner poco raccomandabili, sembra incapace di assumersi qualsiasi responsabilità nei confronti del fratello: la sua è una deriva inconcludente, di fughe e ritorni impulsivi, che le lasciano rappresa sul volto una smorfia in cui convivono cinismo e umiliazione. Simon, invece, punta in alto, a quel paradiso artificiale del...

#140cine: da venerdì 18 maggio al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 18 maggio in sala: Another Earth di Mike Cahill (id., Usa 2011) #140cine Idea geniale: la Terra ha un suo doppio. Sta lì, nel cielo, ed è come il pianeta Solaris: purifica l’anima. Margin Call di J.C. Chandor (id., Usa 2011) #140cine “Mi parli di soldi come se fossi un golden retriever”, dice un miliardario di Wall Street. Ecco spiegata la crisi. Damsels in Distress di Whit Stillman (id., Usa 2011) #140cine L’ennesimo film americano in cui il college è il paradigma del mondo: la rivincita delle bionde intellettuali. Il pescatore di sogni di Lasse Hallström (Salmon Fishing in the Yemen, Uk-Usa 2011) #140cine Hallström è il regista più noioso del mondo. Cos’altro dire di una love story tra i salmoni dello Yemen? A Monster in Paris 3D di Bibo Bergeron ( Un monstre à Paris, France 2011) #140cine Cosa c’è di peggio del cinema...

I contemporanei: Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi

Se qualcuno vuole sapere cosa è il cosiddetto “contemporaneo” non ha che da visitare la mostra di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi aperta all’Hangar Bicocca di Milano: Non non non (fino al 10 giugno). Sono tre installazioni site-specific.   La prima s’intitola La marcia dell’uomo: 32 fotogrammi della durata di due secondi in cui si vede, virato in giallo, un nègre che cammina, tratto da Etienne-Jules Marey, che ha fissato un gruppo di uomini del Senegal: è il 1895, nascita del cinema. Nel secondo si scorgono dei “selvaggi” cui gli etnografi impongono pizzi, cappelli a cilindro e l’uso della forchetta. Il terzo, virato in rosso, risale agli anni sessanta del XX secolo: ragazze africane a seno nudo posano per un uomo occidentale che le paga per la loro prestazione. La musica di Keith Ulrich sospende il tutto in una sorta di vuoto pneumatico.     La seconda installazione è all’interno di un immenso spazio; alle pareti tre grandi teloni su cui vengono proiettati, con cadenza lenta, ma inesorabile, sequenze preordinate di film. Frammenti elettrici; un film sui Rom...

Turisti dello sguardo

Il cinema è come il crimine: lascia sempre delle tracce dove passa. Sono parole di un grande regista, Joseph L. Mankiewicz, e descrivono perfettamente ciò di cui andiamo in cerca quando i film restano nella mente e chiedono di ripresentarsi nello spazio. La memoria cinematografica, oltre che enciclopedica o sentimentale, legata a un momento, uno stato d’animo, una conoscenza, è anche geografica: legata cioè a dei luoghi. Luoghi privati, ma soprattutto collettivi, conosciuti nella finzione e rivissuti dal vivo, in sostituzione del reale. Se il cinema, come insegna il piccolo Hugo Cabret, è un’esperienza del mondo, e se amare il cinema significa trovare un posto nel mondo, allora la geografia che ogni film impone al suo spettatore offre la possibilità di un’esplorazione, di un viaggio immaginario ed emotivo nel mondo.   E in questo senso c’è un solo luogo che ciascuno di noi, attraverso il cinema, ha visto, immaginato, ricostruito e in certi casi, se fortunato, infine incontrato. Una città che appartiene non ai suoi abitanti, ma al mondo intero, agli spettatori di un immaginario che plasma...

#140cine: da venerdì 11 maggio al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 11 maggio (in realtà anche un po’ prima) in sala: Dark Shadows di Tim Burton (Dark Shadows, Usa 2012) #140cine Dark, gothic, romantico, vintage, horror. Burton continua a rifare se stesso, e stavolta gli riesce bene. Sister di Ursula Meier (L’enfant d’en haut, Svizzera-Francia 2012) #140cine Raccontare una storia, delineare personaggi, creare attese. E poi ribaltare tutto. Non è facile. Chapeau! Chronicle di Josh Trank (id., Uk-Usa 2012) #140cine Supereroi, ragazzini, fantasy, horror: basta. A meno che non si abbiano idee da vendere come in Chronicle. Il film è uscito mercoledì 9 maggio. Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret (Toutes nos envies, Francia 2011) #140cine Come fare il melodramma oggi? Così, con i giudici che fanno i buoni e banche e società di credito i cattivi. Disoccupato in affitto di Pietro Mereu, Luca Merloni (Italia 2011) #140cine E dopo...

Steve McQueen. Hunger

Nel 2008 l’artista inglese Steve McQueen, classe 1969, esordiva come cineasta presentando a Cannes nella sezione Un Certain Regard il film Hunger. Esordio fulminante: dal giorno della prima proiezione sulla Croisette non si parlò d’altro. Hunger, fame, è la mise-en-scène in tre atti dello sciopero della fame che condusse alla morte l’attivista nordirlandese Bobby Sands nel 1981. Il 5 maggio per l’esattezza Sands spirava dopo sessantasei giorni di fame, denutrizione, privazione, rinuncia, lotta testarda e suicida. Ce ne vollero altri sei, di morti, perché l’Irlanda vedesse riconosciuti ai detenuti politici alcuni fondamentali diritti, pur negando loro sempre e comunque lo statuto di prigioniero politico, riconoscimento che stava alla base della lotta di Sands e compagni. Sessantasei giorni di fame possono dire tutto su un paese, una fede, una lotta, una convinzione, possono dire tutto su un uomo. E lo fanno, magistralmente, in questo film davvero unico ed eccezionale, costruito come una passione religiosa, in questo esordio dei più travolgenti da diversi anni a questa parte che, tra l’altro, ha il pregio...

#140cine: da venerdì 4 maggio al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Con un voto da #0 a #0000 e il trailer. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 4 maggio (in realtà anche un po’ prima) in sala: Hunger Games di Gary Ross (The Hunger Games, Usa 2012) #140cine Un film fotocopia di ogni fantasy distopico vi venga in mente. Per questo è il più grande successo dell’anno. #00 Il film è uscito martedì 1 maggio. Ulidi piccola mia di Mateo Zoni (Italia 2011) #140cine Forse per caso, quasi ogni settimana esce un film italiano sulla malattia mentale. "Ulidi" è tra i migliori. #00 LennoNYC di Michael Epstein (id., Usa 2010) #140cine Alzi la mano chi, a NYC, non sia andato al Dakota, dove Lennon fu ucciso. Per tutti gli altri c’è questo film. #00 Il film è uscito lunedì 30 aprile. Gli infedeli di Michel Hazanavicius, Emmanuelle Bercot, Jean Dujardin, Fred Cavaye (Les infidèles, Francia 2012) #140cine Danni...

Parigi. Jean-Pierre Léaud

Scomparsi i filosofi (o presunti tali) in salsa Glucksmann o in salsa Bernard-Henri Lévy a seconda delle preferenze del salotto o del più modesto tinello, i grandi assenti delle elezioni francesi paiono essere proprio i pensatori e gli artisti. Il rapporto tra le élite culturali e il paese si è rarefatto, in buona parte ha cambiato forma e preso direzioni inedite. Prima che in una piazza, è così necessario entrare in un cinema e fare caso ad alcuni personaggi negletti e secondari. Ad esempio quelli interpretati negli ultimi anni da Jean-Pierre Léaud che ha saputo trasformare una dichiarazione pubblica di rivolta in un discorso intimo, e il buio di questi tempi in quello di una sala cinematografica.     Dopo avergli donato il personaggio di Antoine Doinel e un posto di rilievo assoluto nella storia del cinema, Francois Truffaut muore nell’inverno del 1984 abbandonando quello che resterà per sempre il suo figlioccio e alter ego sullo schermo. François Truffaut sta ormai morendo e Jean-Pierre Léaud vaga inconsolabile e disperato lungo boulevard Raspail: così lo incontriamo per l...

Woody Allen. To Rome with Love

Con To Rome with Love Woody Allen porta a compimento un percorso iniziato già da diversi anni. Un percorso che l’ha condotto a esplorare l’Europa in lungo e in largo e in modo del tutto personale. Attraverso una serie di film ambientati in diverse capitali del vecchio continente, infatti, Allen ha dato vita a quello che potremmo definire una sorta di “periodo europeo”. Non è del tutto chiaro (e nemmeno facilmente individuabile) quale sia il motivo che ha spinto il regista newyorkese a concentrare i suoi sforzi, il suo gusto e i suoi interessi sull’Europa e i suoi abitanti. Sarà che egli è da sempre considerato il più europeo dei registi americani, sarà perché nella fase matura della propria esperienza artistica ha deciso di andare all’origine dei propri modelli cinematografici e dei propri riferimenti autoriali, la maggior parte dei quali risiedono, appunto, in Europa, o sarà la necessità di voler trovare nuove idee, nuovi stimoli e nuove storie che l’America, e più strettamente New York, non erano più in grado di fornirgli (spiegazione questa che contraddice il...

#140cine: da venerdì 27 aprile al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Con un voto da #0 a #0000 e il trailer. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 27 aprile (in realtà anche un po’ prima) in sala: Il castello nel cielo di Hayao Miyazaki (Tenkuu no Shiro Laputa, Giappone 1986) #140cine  Torna (in realtà arriva per la prima volta) uno dei primi Miyazaki. Da rivedere con occhi ancora stupefatti.  #000 Il film è uscito mercoledì 25 aprile. Hunger di Steve McQueen (id., Gb 2008) #140cine  La prima di Fassbender, Bobby Sands, McQueen, un film di cui si parla da anni. Il cinema in sala è morto? #000 The Rum Diary - Cronache di una passione di Bruce Robinson (The Rum Diary, Usa 2011) #140cine Depp veste ancora i panni dell’amato Thompson. Ma più che Paura e delirio a Las Vegas, ricorda Havana. #00 Il film è uscito martedì 24 aprile. The Avengers di Joss Whedon (id., Usa 2012) #140cine Chapeau alla genialata di fare l’All Star...

Il mio ritratto, domani

Monica, la protagonista del film di Marina Spada Il mio domani, frequenta un corso di fotografia, i partecipanti devono imparare a realizzare un autoritratto. La cosa è tutt’altro che semplice, non basta infatti mettersi davanti alla macchina fotografica, appoggiarla su di un cavalletto e aspettare l’automatismo dello scatto. Farsi un autoritratto significa desiderare che si realizzi un’effettiva immagine di sé, significa scegliere una posa, dare un’espressione al volto, decidere magari un ambiente o un abbigliamento particolari che ci rispecchino al meglio. Nella frazione di un secondo, ma con una forza che ha in sé qualcosa di definitivo, si deve condensare quello che siamo, deve apparire un’immagine che rifletta nello sguardo degli altri come ci dovrebbero effettivamente vedere o come vorremmo che ci ricordassero. Ma un’immagine di questo tipo in realtà non esiste, è soltanto un’idea, le immagini di sé riflesse nelle fotografie sono soltanto fantasmi di quello che non siamo mai stati.   Monica infatti non riesce a realizzare il proprio autoritratto, ogni volta che si predispone a...

#140cine: da venerdì 27 aprile al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Con un voto da #0 a #0000 e il trailer. Aspettiamo sui Social Network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 27 aprile (in realtà anche un po’ prima) in sala: Il castello nel cielo di Hayao Miyazaki (Tenkuu no Shiro Laputa, Giappone 1986) #140cine  Torna (in realtà arriva per la prima volta) uno dei primi Miyazaki. Da rivedere con occhi ancora stupefatti.  #000 Il film è uscito mercoledì 25 aprile. Hunger di Steve McQueen (id., Gb 2008) #140cine  La prima di Fassbender, Bobby Sands, McQueen, un film di cui si parla da anni. Il cinema in sala è morto? #000 The Rum Diary - Cronache di una passione di Bruce Robinson (The Rum Diary, Usa 2011) #140cine Depp veste ancora i panni dell’amato Thompson. Ma più che Paura e delirio a Las Vegas, ricorda Havana. #00 Il film è uscito martedì 24 aprile. The Avengers di Joss Whedon (id., Usa 2012) #140cine Chapeau alla genialata di fare l’All Star...

#140cine: da venerdì 27 aprile al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Con un voto da #0 a #0000 e il trailer. Aspettiamo sui Social Network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 27 aprile (e in realtà anche un po’ prima) in sala: Il castello nel cielo di Hayao Miyazaki (Tenkuu no Shiro Laputa, Giappone 1986) #140cine  Torna (in realtà arriva per la prima volta) uno dei primi Miyazaki. Da rivedere con occhi ancora stupefatti.  #000 Il film è uscito mercoledì 25 aprile. Hunger di Steve McQueen (id., Gb 2008) #140cine  La prima di Fassbender, Bobby Sands, McQueen, un film di cui si parla da anni. Il cinema in sala è morto? #000 The Rum Diary - Cronache di una passione di Bruce Robinson (The Rum Diary, Usa 2011) #140cine Depp veste ancora i panni dell’amato Thompson. Ma più che Paura e delirio a Las Vegas, ricorda Havana. #00 Il film è uscito martedì 24 aprile. The Avengers di Joss Whedon (id., Usa 2012) #140cine Chapeau alla genialata di fare l’All Star...

Un cinema da inventare

La storia di Milano 55,1, il film collettivo sull’ultima settimana di campagna elettorale a Milano che ho curato con Luca Mosso, non è solo la storia di un singolo film, una case history e un esempio di produzione dal basso, partecipata e, appunto, collettiva. Questa storia, fatta di atti di volontà, entusiasmo e coinvolgimento, suscitato certamente dal momento che tutti stavamo vivendo, contiene infatti, in trasparenza, anni di pratiche virtuose e sotterranee, e fa parte di quella storia materiale della cultura italiana che un giorno forse andrebbe scritta. È la storia di quella particolare cultura, o sottocultura se vogliamo, costituita dalle pratiche documentarie nella città di Milano.   Si parla spesso della lontananza da Roma, del modo diverso di “produrre cinema” a Milano, del fare, come dice Marina Spada, “il Cinema con le telecamerine”. Ma al di là di una retorica del miserabilismo, di una riduzione ai minimi termini del fenomeno, è indubbio che si tratta di una cultura dell’utilizzo della realtà che ha retto e orientato molto cinema “lontano da Roma”, molto cinema...

Daniele Vicari. Diaz

Quando un film si propone come rielaborazione di fatti storici che, per quanto attutiti dalle intermittenze della memoria mediatica, bruciano ancora nel presente, entra di peso nel discorso pubblico, con tutto il peso specifico di quella macchina di finzione e persuasione che è il cinema e, dunque, con le relative responsabilità. Soddisfare insieme le esigenze di un’analisi storica rigorosa e la funzione di sintesi memoriale che gli è più o meno esplicitamente attribuita non è compito facile, anche perché, quando si interrogano le responsabilità del cosiddetto cinema civile, si tende spesso a chiedere troppo o troppo poco. Se andiamo a guardare alcuni commenti comparsi all’uscita di Diaz, ritroviamo questa oscillazione fra chi rimprovera al film approssimazioni e reticenze sospette, rispetto al proposito di attenersi agli atti dell’inchiesta, e chi lo celebra convinto che le sue immagini forti e necessarie possano colmare quello che per dieci anni è rimasto un opprimente fuori-campo della memoria e auspicando che questa visibilità possa “sanare una ferita”.     Ora, se...