Categorie

Elenco articoli con tag:

Fumetti

(102 risultati)

Sottsass a fumetti

Quando hai annunciato di lavorare a un fumetto su Ettore Sottsass, ho pensato che questa relazione tra fumetto e design era una storia tutta italiana, nel senso che in questi modi si è manifestata solo qui. Il tuo caso è esemplare perché sei fumettista e anche designer. Ad ogni modo mi è venuto in mente un precedente. Ricordavo che Alessandro Mendini ti aveva chiesto di disegnare un fumetto quando aveva saputo che tu e Maurizio Cattelan eravate stati compagni di scuola e che avevate condiviso buona parte dei vostri pomeriggi padovani di giovani adolescenti. Tu però avevi spostato la scena a Milano per raccontare di Cattelan e le sue incursioni nel design degli anni Ottanta. Il racconto si avvia mentre si dirige verso l'Atelier Mendini con i suoi progetti sotto braccio per sottoporli al giudizio del maestro (una lampada che cammina e un armadio a forma di bara). Quanto c’è di vero in questa storia?   Dal punto di vista strettamente storico non sono neanche sicuro che al tempo raccontato dalla storia ci fosse già un Atelier Mendini perché nella metà degli anni Ottanta c’era lo Studio Alchimia. Se...

Manu Larcenet. Blast

Le grandi opere a fumetti scontano spesso un curioso destino. In molti casi, quando ci si trova di fronte a un lavoro fuori dal comune in grado di stagliarsi sopra la sterminata produzione annuale di tavole e baloon, si finisce per ricorrere a parallelismi con altre forme espressive di matrice letteraria, quasi che riconoscere la grandezza di un fumetto non possa che coincidere con una sorta di “promozione” all'alveo del romanzo. Questo curioso processo di nobilitazione rischia chiaramente di far venire meno il carattere unico di quei libri che sanno cristallizzare lo specifico della nona arte e del suo essere amalgama assolutamente peculiare in cui la narrazione è alchimia perfetta fra disegno e parola. BLAST (Dargaud 2009) di Manu Larcenet è da annoverare senza appello fra quei pochissimi libri che segnano in modo indelebile una vetta assoluta del fumetto contemporaneo, fuori da quella retorica figlia del marketing che vuol fare di ogni novità editoriale l'ennesimo e automatico capolavoro.     Dopo Lo scontro quotidiano, storia di stampo realista e autobiografico dedicata alle vicende di un fotografo in crisi d'identit...

Comics sotto l'ombrellone

Ultime battute d'estate. Niente di meglio dunque per godersi questo ultimo scampolo (o inizio tardivo) di vacanza, che tuffarsi nella lettura di un fumetto. Qui per voi alcuni fra i libri più belli e significativi usciti in questi ultimi mesi.       L'arabo del futuro, di Riad Sattouf Rizzoli Lizard 2015   Riad Sattouf è certamente un artista poliedrico: fumettista pluripremiato, regista cinematografico (vincitore ai Cesar con l'opera prima Les Beau Gosses), collaboratore di Charlie Hebdo fino al 2014 con la striscia La vita segreta dei giovani. Con il libro a fumetti L'arabo del futuro Sattouf decide di affrontare la propria storia personale. Nato nel '78 a Parigi da madre francese e papà siriano, Riad passerà la propria infanzia fra la Libia di Gheddafi, l'Algeria e la Siria. Il risultato di questo racconto in prima persona è un libro assolutamente straordinario, prima parte di un racconto destinato a proseguire, con una narrazione che mescola la naïveté del piccolo Sattouf, spaesato e sballottato al seguito del padre, che decide di diventare insegnante universitario in Libia prima e in Siria poi, con una voce narrante secca e disincanta che fa di ogni...

L’equivoco del graphic novel

Graphic novel, ossia romanzo grafico: da qualche anno questa nuova, ancorché vecchia definizione si è imposta con tale forza che non c’è libreria di varia senza uno scaffale dedicato alle nuvole disegnate. Ma se già ben prima che questa espressione si imponesse le librerie più fornite non esitavano a ospitare di tanto in tanto qualche bel fumetto, va aggiunto che la storia del graphic novel comincia nel non più vicinissimo 1978, in corrispondenza della pubblicazione di quel che è unanimemente considerato il primo romanzo grafico, quel A contract with God di Will Eisner che in realtà fu una raccolta di quattro racconti brevi del celebre fumettista statunitense. Will Eisner, A Contract with God È opinione comune che la differenza fondamentale tra i fumetti e i graphic novel consisterebbe in una maggiore elaborazione di scrittura, illustrazione e soprattutto contenuti nei secondi rispetto ai primi. Maggiore densità che farebbe dei graphic novel non un genere del fumetto, ma un linguaggio a sé stante rispetto al fumetto stesso, qualcosa di altro e soprattutto di “alto”, degno di suscitare nel lettore il senso del sublime, di sviluppare tematiche universali o quanto meno di...

Hip Hop Family Tree Vol. 1 di Ed Piskor

25 anni fa ci avrebbero scommesso in pochi. Il rap nel nostro paese all'inizo degli anni '90 era un fenomeno relativamente di nicchia, parzialmente politicizzato e militante, che vedeva in fenomeni quali Jovanotti o Articolo 31 blande declinazioni meainstream che per il grande pubblico poco o nulla avevano a che fare con le radici profonde di quel fenomeno musicale e non solo nato sul finire degli anni settanta negli Stati Uniti. Oggi il rap è uno dei generi più ascoltati e seguiti dagli adolescenti italiani – come del resto da quelli di tutto il mondo – con una scena che nelle modalità e nei generi rispecchia in tutto e per tutto,  non senza una buona dose di vuota emulazione, trend e mode che arrivano da oltreoceano.     La diffusione capillare di beats, rime e pose è però fortemente orientata al presente e poco o nulla ha a che fare con quel senso più generale di Cultura che da sempre caratterizza l'Hip Hop (inteso come tradizione vuole quale insieme di Djing, Rap, Breakdance e Graffiti). Niente di meglio dunque, per ravvivare la memoria e rivivere una delle saghe musicali più eccitanti...

Atelier dell'Errore

Tre grandi carte installate al Buchheim Museum (Museo della Fantasia) di Bernried nei pressi di Monaco di Baviera, stese su pannelli di enormi dimensioni accolgono i visitatori della mostra. Ritraggono alcuni animali dello zoo fantastico di Giulia Zini: Orso Bruno, Golilla Madredipella, Catoblepa Occhi Luminosi, Pirottico Ferrocito, Piotruco che guarda le femmine, Piraostre Elegante, Cerva Di Santo Eustachio Gesù Infinito. Sono pastelli e disegni su carta che Giulia abbozza e campisce stando molto vicina al foglio, quasi aderente, sdraiata. Con dedizione assoluta questa ragazza di diciassette anni ha tracciato linee e segni sull’enorme spazio bianco appoggiato al pavimento dell’Atelier dell’Errore di Reggio Emilia. Con queste opere Giulia ha vinto nel 2014 il premio euward 6, art in disability, prestigioso concorso europeo di Outsider Art, organizzato dall’Augustinum Stiftung di Monaco uno dei più noti al mondo, con un catalogo dove campeggia in copertina un suo contributo. In giuria Arnulf Rainer e Roger Cardinal, due grandi esperti di questa arte.   Scoiatto Motosega, Giulia, Atelier dell'Errore   Tra qualche giorno, il...

La bellezza della fiaba

Mentre stavo scrivendo questo articolo, ho visto al cinema Il racconto dei racconti, adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, realizzato da Matteo Garrone. La mia impressione è che sia un film clamorosamente non riuscito, sotto tutti i punti di vista: recitazione, sceneggiatura, caratterizzazione dei personaggi, montaggio eccetera. Confesso di essere uscita dal cinema al primo tempo. Ma come è possibile, mi sono chiesta, che persone competenti e preparate come Garrone e la sua troupe facciano un autogol di queste proporzioni, e con una materiale così generoso e ricco quale è la fiaba? Possibilissimo. Anzi, con la fiaba il rischio di sbagliare è colossale. Perché ci sono pochi terreni scivolosi e impervi quanto le fiabe. Facilissimo, infatti, è travisare la loro natura, il loro spirito, capire dove risieda davvero la loro bellezza e importanza che non stanno mai, ma proprio mai in quello che sembra al primo sguardo.   Salma Hayek nel film Il racconto dei racconti, di Matteo Garrone 2015   Alcuni giorni fa, a un workshop di scrittura che ho tenuto all'...

Sam Zabel e la penna magica di Dylan Horrocks

Di tutte le forme e i generi narrativi il fumetto è probabilmente quello che più di ogni altro è legato alla dimensione dell'evasione, utilizzato com'è da milioni di lettori come strumento a buon mercato con il quale, senza fare nemmeno troppo sforzo, ci si può proiettare in universi più o meno lontani dal nostro, infiniti mondi finzionali dove regnano codici e regole facilmente riconoscibili e governabili. La sedimentazione della pratica del romanzo grafico, per come questa è stata sintetizzata da Will Eisner in poi, ha certamente mescolato le carte, ampliando in modo esponenziale le potenzialità del fumetto e facendo della narrazione sequenziale uno strumento attraverso il quale affrontare temi complessi e ambiziosi con l'immediatezza dell'incontro fra parola scritta e disegno.   Non è un caso dunque che sulla copertina italiana di Hicksville campeggi la dicitura "Un romanzo di Dylan Horrocks". Autore neozelandese considerato fra i giganti del graphic novel contemporaneo, Horrocks sale alla ribalta internazionale nel 1998 con questo suo primo lavoro annoverato fra le pietre miliari...

L'immaginazione pigra di un attivo disegnatore / Omaggio alla pigrizia di Barthes

Il mio segreto è che non so disegnare e sono pigro. Si tratta di una miscela di qualità che va trattata con una certa cautela ma che può garantire risultati accettabili. Provate a pensarci.  Un Pigro cercherà tutti i modi per realizzare qualcosa senza passare per la formazione canonica: un sistema semplice per avere la probabilità di scoprire qualche nuova tecnica.  La stessa persona è troppo pigra per cercare a lungo qualcosa da copiare: si affrancherà prima dalla “tirannide” dei modelli.  Non avendo talento naturale per il disegno, il Nostro si guarderà bene dall’applicarsi con costanza a un apprendimento faticoso evitando così i rischi di uno stucchevole virtuosismo.  Al contrario cercherà di produrre illustrazioni con il minimo numero di segni, costringendosi in tal modo alla riposante disciplina della sintesi.  Inoltre il dispendio energetico richiesto dissuaderà ben presto il Pigro dal futile proposito di seguire le mode.  Naturalmente, non potendo contare sul talento e su strabilianti mezzi tecnici, sarà costretto ad inventarsi qualcosa perché i suoi disegni possano piacere a qualcuno.  Per fortuna,...

Disegnare

Disegnare, disegnare. Mi prendo cura di me quando disegno davvero. Non quando ho una copertina o un articolo da illustrare. In quel caso applico, metto in pratica, competenze che mi sono procurato. Progetto ed eseguo.     Disegnare davvero, invece, è divagare. Come una passeggiata, ha poco a che vedere col pensiero razionale.     I risultati non sono attesi o predisposti. Neanche ricercati. Ci si muove su un terreno più o meno coltivato, più o meno esplorato, e si aspetta che accada qualcosa.     Il filo che collega la mano e la mente non è la parola. Quando si è stanchi o si ha fame si torna. Anche solo con un filo d'erba tra i denti, un fiore che forse ci meraviglierà una volta seccato, una piccola vertigine… Ma se si è stati fortunati, allora si è provato per un attimo il dolce naufragio di Leopardi.

Love and Rockets

Lo scorrere del tempo è stato sempre un problema per il fumetto popolare americano. Nella patria dei comic book di super eroi, il legame fra il passare degli anni e i personaggi in calzamaglia è stato inevitabilmente il grande convitato di pietra nel rapporto fra scrittori, disegnatori e lettori. Esiste sì un principio di logica interna al racconto – o meglio ai racconti – che si sono accumulati negli anni intorno ad un gruppo di personaggi, la così detta continuity. Questo strano concetto, custodito gelosamente da editor che tutto sanno e tutto governano, permette di ricostruire una catena quantomeno plausibile fra i tanti eventi accumulatisi in anni di storie. Ma anche questo sacro vincolo di credibilità è stato più volte tradito e dopo oltre 50 anni dalla sua prima apparizione Peter Parker, alias l’Uomo Ragno, ha all’incirca sempre una ventina d’anni, nonostante il mondo intorno a lui sia in costante evoluzione e aggiornamento. Questo ovviamente per restare sempre credibile e appetibile al pubblico e alla sua contemporaneità. Cambiano le automobili e i vestiti, arrivano i computer e spariscono...

Il tempo ritrovato di Masha e Orso

C’erano una volta – e ci sono tuttora – Masha e Orso. Il nuovo tormentone di Rai YoYo che allieta le giornate di grandi e piccini, si ispira a una favola, e non a una qualunque. Si tratta, infatti, di materiale tratto dal folklore russo, di una di quelle favole archiviate dal grande Afanas’ev dalla cui miniera il celebre Vladimir Propp pescò per rivoluzionare, con la sua Morfologia della fiaba, la cultura umanistica e le scienze sociali. Pedigree di un certo rilievo, dunque. Anche se, una volta evocato cotanto riferimento (che nei paesi slavi tutti ovviamente riconoscono), il format della nuova serie se ne allontana. Vedremo in che termini.   La storia della fiaba è nota. Ci sono dei nonni che lasciano allontanare la loro nipotina, non prima di averle esplicitamente raccomandato di non addentrarsi nel più classico dei boschi da fiaba. La bambina, altrettanto classicamente, non dà ascolto alle raccomandazioni e vi si perde. Questo spazio ostile e pericoloso rivela, però, un’oasi di salvezza che si concretizza in una rassicurante casetta presso cui cercare riparo. Si scopre, nondimeno, che la casa è abitata da un temibile orso che ne approfitta per schiavizzare la piccola Masha...

Zerocalcare. Il mio nome è fumetto

Questa storia, in un certo senso, parte dalla fine. Da quando, a qualche mese dall’uscita, Dimentica il mio nome vince il premio come Miglior libro dell’anno a Fahrenheit, la trasmissione di RadioTre. O meglio subito dopo, dal momento in cui, timido ma non troppo, si è alzato un coro di “ah, ma quello non è un libro”. Ovvero: è un fumetto – e un fumetto non è un libro. Polemiche simili avevano accompagnato l’ingresso di Gipi tra i candidati allo Strega – polemiche sulla distinzione tra letteratura e fumetto, dunque tra generi, e tra libri-libri e libri meno libri di altri. Su Dimentica il mio nome, insieme al silenzio di buona parte del mondo del fumetto italiano, è piombato un altro giudizio, che pretenderebbe di essere più sottile, più raffinato: Zerocalcare non è Gipi. Zerocalcare è solo fumetto.   Non è di questo che vorrei parlare qui, o meglio non così, non per partito preso: in questo senso si è già detto e scritto fin troppo, e la mia posizione in merito è diametralmente opposta a quella di chi si ostina a mettere etichette....

Accarezzare l'invisibile

Un giorno, camminavo in montagna con un'amica e sulla neve trovammo il guanto di un bambino, tutto colorato. Allora l'amica mi raccontò che da mesi le capitava continuamente di trovare guanti spaiati. Guanti di piccola taglia, soprattutto. Guanti persi da bambini. Così, mi spiegò, aveva cominciato a raccoglierli, mettendone insieme una piccola collezione.   Questo episodio mi è tornato in mente leggendo una delle storie contenute nel bellissimo Fiabe d'inverno. 13 storie di neve e Natale, recentemente pubblicato da Taschen. Da alcuni anni, Taschen all'approssimarsi delle feste, pubblica magnifiche raccolte illustrate di storie dedicate ai più piccoli: gli scorsi anni sono usciti due volumi che raccolgono una selezione delle fiabe dei Grimm (2011) e di Andersen (2013).     Caratteristica di queste raccolte è proporre ogni storia in una edizione del passato caratterizzata da illustrazioni particolarmente interessanti. L'emerita curatrice di questi volumi è Noel Daniel, a cui si devono l'impeccabile gusto e il sicuro intuito con cui è operata la scelta di testi e immagini. L'ultimo volume è un omaggio allo splendore della stagione invernale e propone 13 storie scritte...

Sarò Charlie

Ovvero: come ho fallito nel disegnare la mia vignetta per Charlie Hebdo

Tavoli | Emiliano Ponzi

Ci sono due tavoli. Il primo si vede subito: è fatto di angoli retti e composti. È un avere le idee chiare e pulite, un fare linee pulite. Un allineamento di pensieri e modi per generare uno spazio dentro al quale gli oggetti si muovono e danzano. Un'interazione fatta di proseguimenti e intersezioni. Una costruzione, precisa e dinamica. Una bella sensazione di rigore ma di fantasia, di movimento e di stabilità.   Dicevano gli antichi, lo dice Michelangelo, lo ripete Munari, che si arriva alla sintesi con un incessante lavoro di analisi, uno sciogliere di nodi, un metodo. C'è una quotidiana classicità nel vizio del fumo, nel metodo preciso per farsi una sigaretta e scegliere con che accendino iniziare la giornata.  Ci sono uno schermo, un portatile aperto, un iPad in un angolo e un telefono. Cerca, disegna, ascolta della musica, senti una voce. Il secondo tavolo invece non si vede subito.   È quello fatto di questi stessi oggetti, leggermente disallineati. Lo schermo che riflette la luce della finestra, una scatola ha il coperchio girato dal lato opposto alla sua gemella, un libro non ha il dorso allineato con...

Il ritorno di Valentina

È nella terza puntata de La curva di Lesmo di Guido Crepax, pubblicata su Linus nel 1965, che entra in scena la fotografa milanese Valentina Rosselli. Capelli tagliati a caschetto, sinuosa, elegante, disinibita, con lunghissime gambe, Valentina prende immediatamente il posto del protagonista della storia a fumetti, il critico d’arte e investigatore dilettante Philip Rembrandt, alias Neutron, suo fidanzato, fornito di una particolarità: possiede uno sguardo che paralizza, rallenta o blocca lo scorrere del tempo. Sono trascorsi quasi cinquant’anni e Valentina ritorna. O forse non se n’è mai andata, dal momento che è lei il personaggio femminile dei fumetti più famoso d’Italia, e non solo. L’editore Mondadori distribuisce in edicola in questi giorni l’intera opera di Crepax con il titolo Guido Crepax – Erotica. Il primo volume s’intitola Venere in pelliccia. Eros e Psiche (€ 9,99): cartonato, di 21 x 26 cm. Nelle stesse settimane s’è aperta a La Spezia, presso lo Spazio 32, centro culturale per i ragazzi con biblioteca specializzata in fumetti, una mostra di venti tavole originali e...

Quando una gallina ha mal di denti

Quando una gallina ha mal di denti   Nell'ultimo fumetto di Zero Calcare, Dimentica il mio nome, (Baopublishing 2014), Lady Cocca, madre-chioccia del protagonista/autore ritratta da sempre con impareggiabile umorismo, trova il suo grande riscatto. Se è inabile alle moderne tecnologie, di certo sa come cavarsela, al contrario di suo figlio, al cospetto delle tragedie della vita e della Storia.   Zero Calcare, Dimentica il mio nome, Lady Cocca, 2014   Walt Disney, Robin Hood, Lady Cocca, 1973       Che questa grossa e pragmatica gallina bianca, rubata alla versione Disney di Robin Hood (1973), mostri un coraggio da leone conferma la memorabile battuta: “Non c'è niente di più risoluto di una gallina con un piano”, tratta dal bellissimo Galline in fuga (Chicken Run, regia di Nick Park, Peter Lord, 2000), lungometraggio animato in cui le abitanti di un pollaio lager gestito dalla temibile Miss Tweedy, capeggiate dalla loro leader Gaia, si rivelano capaci di una vittoriosa ribellione. Questo per dire che, come tutti gli stereotipi, frutto di scarsa fantasia e deficitaria osservazione della realt...

BilBolBul Memory

"Cerco di non lasciarmi scappare niente di quello che sento potrebbe servirmi" M. Fior     "Cinque euro?! Devo pagare cinque euro per vedere 10 mq di mostra??". "Sì, il biglietto è valido per la visita al museo della musica, la mostra di Canicola-Germania è ospitata nel Palazzo Sanguinetti". La piccola mostra collettiva è di sette giovani fumettisti e illustratori che spaziano tra l'astratto, il surreale e il fantastico, dal comico all'introspettivo, tra il bianco e nero e l'esplosione mai solare dei colori, con matite, tempere, acquerelli, serigrafia e risograph. Le loro storie sono riunite nel volume monografico Canicola Germania.     All'uscita tanto vale dare un occhio al museo della musica: un’illuminazione. Nella Sala delle Arti i libri per musica di fine Quattrocento sembrano giochi grafici e gli strumenti dei secoli XVI e XVII (liuti, flauti, violini, ghironde, serpentine, corni, cornetti, tiorbe) una danza delle forme. Il fumetto bussa alla porta dei luoghi dell'arte e della cultura, chiede ospitalità e relazione.     Sulle tracce della...

Edo Chieregato: La sfida di Canicola

Un dato è innegabile. Negli ultimi anni il panorama dell'editoria italiana dedicata al fumetto si è fatto sempre più ricco e frastagliato. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Edo Chieregato, fra i fondatori della bolognese Canicola, realtà fra le più significative sul piano non soltanto nazionale ma anche europeo e mondiale, che da dieci anni lavora con grande attenzione su artisti e proposte che sfidano convenzioni e generi.     Possiamo partire dal principio, dal quadro anagrafico e di contesto. Quando e come nasce Canicola ?   Dieci anni fa a me e Andrea Bruno è venuta la voglia di fare una rivista di soli fumetti che riunisse disegnatori laterali dalla forte personalità, distanti dalla parola d’ordine “graphic novel” e non ancora conosciuti (metà degli autori storici non avevano sostanzialmente ancora iniziato a fare fumetti). In quegli anni editori per lo più di area bolognese (Black Velvet, Coconino press, Kappa edizioni) stavano portando avanti un buon lavoro di traduzione di romanzi a fumetti, ma noi eravamo interessati alla dimensione del racconto breve e...

Heidi vs Peppa Pig

Heidi è ritornata in tv per spodestare Peppa: e ci sta progressivamente riuscendo. Le puntate della serie sono, infatti, trasmesse, due volte al giorno, negli orari di punta della programmazione di Cartoonito, conquistando i piccoli telespettatori ormai troppo cresciuti per la programmazione di Rai YoYo. C’è, infatti, una sottile linea d’ombra che divide il mondo dei piccoli spettatori del noto canale Rai da quello degli spettatori di Cartoonito, una treanniemmezzità che chiede al mondo (e alla fiction!) scenari e trame più complesse e articolate di quelle fin qui digerite. Ed è a questa volontà che Heidi, ritornata in tv, con le sue caprette e il suo nonno zoticone viene chiamata a rispondere.     La storia di Heidi è un classico della letteratura per l’infanzia da oltre centotrent’anni. Il romanzo della scrittrice svizzera Johanna Spyri che ne propone per la prima volta le avventure viene, infatti, pubblicato nel 1880 e diventa velocemente un riferimento essenziale per la gioventù tedesca del tempo, in un contesto continentale in piena e galoppante industrializzazione. Natura incontaminata, montagna, pascoli e caprette vengono, allora, arruolati contro la città e la...

Ferriera, storie dappertutto

Ferriera è il ritratto di un uomo attraverso lo sguardo di una figlia. La prima immagine è la carta di identità di Mario Valentinis, classe 1928, operaio in fabbrica a Udine fin da adolescente, a quattordici anni orfano di padre per un incidente sul lavoro, emigrante in Australia come bracciante agricolo dal 1960 al 1963 e attrezzista laminatoio in fonderia fino agli anni settanta.     Ferriera è anche l’immaginario di una donna che dà forma alla consapevolezza di se stessa attraverso le storie di famiglia. Girando pagina c’è Pia Valentinis, di spalle e sola alla scrivania, che guarda una tavola del fumetto che sta illustrando.     

Una relazione complessa quella tra Mario e Pia, fatta di poche parole, di vergogna e fascino.     

Mario era “un operaio, una persona semplice e fin troppo diretta”, “di umore imprevedibile” che “peggiorava quando beveva”, che sapeva “di sudore, fatica, vino, nazionali senza filtro, ferro infuocato e fumo oleoso”. Un uomo duro e a tratti rabbioso. Non sopportava la disonestà e l’...

Gipi. unastoria

Una storia: quella di Silvano Landi, scrittore in crisi coniugale, d’identità e d’ispirazione che soffre senza un motivo preciso ma si appassiona alla “storia bellissima” del bisnonno Mauro, ricostruita attraverso le lettere spedite alla famiglia dal fronte della prima guerra mondiale.       L’altra storia: quella di Mauro, giovane soldato, sprofondato nel buio e nell’attesa delle trincee nel 1918, che è tenuto in vita dall’amore per la moglie e il figlio e dal ricordo intenso dell’albero del bosco vicino a casa, dove, abbracciati al sole, potevano guardare liberamente il cielo.   Una storia nascosta, quasi marginale e dimenticata, di una figlia che assiste disarmata alle difficoltà di un padre cinquantenne, finito in una clinica perché capace di entrare in relazione più con un passato lontano e incomprensibile che con lei. Una figlia che si allontana con rabbia dalla sofferenza di un abbandono e che rivendica il diritto di stare nel presente e di guardare a ciò che esiste.       Tre uomini che non comunicano tra loro. Tre generazioni...

Primo Levi, uno e bino

Una stella tranquilla è un racconto di Primo Levi che apre la sezione “Futuro anteriore” del suo libro narrativo, Lilít, pubblicato nel 1981. Si tratta di un racconto strano. Inizia con la descrizione di un universo molto lontano e di una stella. Poi la voce narrante s’interrompe e comincia a discettare su tre aggettivi attribuiti al corpo celeste appena evocato: “grande”, “calda”, “enorme”.     Come si fa a descrivere qualcosa che sfugge alle dimensioni umane?, si chiede il narratore. E spiega come la definizione di grande o piccolo appartenga alla storia delle idee e delle percezioni dell’uomo. Poi di colpo cambia ancora marcia, e torna a raccontare, non senza aver riflettuto sul raccontare stesso, di una stella. Per qualche riga ancora la storia si mantiene su un tema astrofisico, sul fatto che la stella si sia trasformata in una “nana bianca” per via del suo consumarsi interno: brucia. Prima di entrare in una dimensione fiabesca – Levi evoca un antico astronomo arabo che l’ha osservata per molta parte della sua vita – parla della stella come se fosse una...