Cinema

Intervista a Robert Guédiguian

Durante il recente Bergamo Film Meeting, il celebre regista francese Robert Guédiguian, autore di film come Le nevi del Kilimangiaro e Marius et Jeannette, noto per la militanza nelle sinistra francese e per un cinema popolare dai forti accenti sociali e dai toni sospesi tra il dramma e la commedia, ha tenuto una seguita masterclass. Doppiozero lo ha incontrato per una bella chiacchierata sul cinema italiano, il ruolo della memoria nel suo lavoro e la disgregazione sociale che ha caratterizzato gli strati più poveri della società  contemporanea.     Robert Guédiguian, lei da giovane ha seguito molto da vicino il cinema italiano…   Sì, a diciotto anni il cinema italiano era per me il migliore al mondo. Conosco a...

Christian Petzold. La scelta di Barbara

Tutto è relativo. Nei primi anni Novanta un film come La scelta di Barbara, Orso d’Argento al Festival di Berlino 2012, sarebbe stato una rivelazione per il coraggio e l’onestà autocritica che avrebbero riaperto il ricordo ancora recente delle due Germanie divise. Un caso non dissimile da quello realmente accaduto per Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck, a cui il film di Christian Petzold è stato non a caso paragonato.     Ma nel 2013 La scelta di Barbara altro non è che un racconto didattico, stilisticamente impeccabile nonché prevedibile, che soddisfa le aspettative dello spettatore lasciandolo però del tutto freddo: un problema prodotto sia dalla costruzione narrativa del film che dal...

Harmony Korine. Spring Breakers

Spring Breakers di Harmony Korine, uscito ieri nei cinema italiani dopo la presentazione in concorso all’ultima Mostra di Venezia, è una commedia noir coloratissima e in acido, tirata a lucido e fichetta, su quattro ragazzine del college che passano in Florida le vacanze di primavera, lo spring break del titolo, una pausa nel calendario scolastico americano diventata nei decenni un punto fisso per la cultura adolescenziale americana, un momento di follia collettiva a base di sesso, alcol, stupefacenti e musica hip hop. Per arrivarci, alla vacanza dei sogni in quell’orribile paradiso di cemento, piscine, motel e perenne sole a rosso d’uovo che è la Florida, le protagoniste non guardano in faccia nessuno: derubano armi in pugno un fast food e una volta sul...

Berlinale

Si è da poco concluso il festival del cinema di Berlino, tra le critiche che la vedono come una manifestazione troppo poco commerciale (eppure è il festival cinematografico con la più alta partecipazione di pubblico al mondo) e alcuni dei premi assegnati a piccoli grandi film. Ecco cosa ha visto una nostra collaboratrice, tra i film della competizione ufficiale.     W imie… di Malgoska Szumowska   Il concorso della Berlinale è stato aperto da un film polacco che riconferma la tendenza del festival ad aprirsi al cinema dell’est europeo. Escluse alcune vedute della campagna estiva, tanto assolata e affollata di campi di grano da far impallidire la produzione nostrana post Io non ho paura, il lavoro della Szumowska...

Kathryn Bigelow. Zero Dark Thirty

È possibile che una caccia ai fantasmi si trasformi in un’evocazione, che la pretesa razionalità di un dispositivo rivolto alla cattura di un nemico evanescente diventi una trappola che inghiotte chi l’ha progettato. L’oscurità che emana da Zero Dark Thirty è forse il risultato di un simile rovesciamento, e andrebbe considerata al contempo come una riuscita e un fallimento: evitando di fornire un quadro sufficientemente articolato dello scenario storico e politico affrontato (ovvero il “post-undici settembre”) e delle parti coinvolte così come di sintetizzarlo in un discorso assimilabile da una di esse (dunque senza essere né autenticamente critico né smaccatamente propagandistico), il film riesce tuttavia a...

Quentin Tarantino. Django Unchained

Come di tutti gli altri film di Quentin Tarantino, di Django Unchained risulta quasi impossibile dare definizioni, comporre etichette o tentativi di incasellamento in categorie filmiche, ordini estetici o specie cinematografiche. Anzi, per capire meglio di cosa si parla, per comprendere il significato e sviscerare il più possibile i contenuti dell’opera è senza dubbio consigliabile, piuttosto, capire quello che Django non è. E a voler essere precisi, ma anche un po’ pignoli per la verità, Django in prima analisi non è nemmeno un western. Non lo è nell’ambientazione (il sud e non l’ovest), non lo è nelle dinamiche della storia (manca l’emblema del western per antonomasia: il duello) e non lo è nemmeno,...

Steven Spielberg. Lincoln

“Retorica non è una brutta parola, sai – cercala sul dizionario”: così un sorridente Orson Welles ammoniva l’amico/discepolo Peter Bogdanovich. Naturalmente l’oggetto della conversazione era un altro (Ejzenštein, per la precisione), eppure crediamo che l’invito wellesiano si adatti molto bene all’ultima fatica di Steven Spielberg. Lincoln è, indubbiamente, un film retorico. Una lunga, paziente e minuziosa lezione di Storia (americana) che passa attraverso, o meglio, s’incarna - letteralmente - nell’uomo del titolo. Perché se è vero che il film, nel suo sviluppo più scoperto, è il racconto dei fatti che portarono alla proclamazione del tredicesimo emendamento alla Costituzione...

Giuseppe Tornatore. La migliore offerta

La migliore offerta, mai titolo fu più adeguato. Questo, infatti, è il cinema italiano che piace di più agli italiani. Parlano i numeri: uscito il 1 di gennaio è ancora terzo al Box Office, con una tenitura infrasettimanale di rara forza, viaggia verso i 7 milioni di euro di incasso, che certamente passerà. Un ottimo risultato per un film che conferma quanto Tornatore sia forse il più sopravvalutato dei registi italiani.    L’intenzione era evidentemente quella di fare un film dal respiro internazionale: interamente girato in inglese, con un cast di altissimo livello – Geoffrey Rush, Donald Sutherland, Jim Sturgess, Sykvia Hoeks – ambientato in un non luogo che potrebbe essere Vienna o una qualche amena, pulita,...

Cloud Atlas

In un bell’intervento pubblicato giovedì su doppiozero, Luca Scarlini ha raccontato la fatica e il piacere provati durante il lavoro di traduzione di L’atlante delle nuvole di David Mitchell, confessando i suoi timori alla viglia della visione del film che i fratelli Wachowksi e Tom Tikwer hanno tratto dal romanzo.     Come dice giustamente Scarlini, di fronte a Cloud Atlas in molti hanno storto il naso e la critica si è divisa tra accusatori e difensori. Questo perché Cloud Atlas, per noi che l’abbiamo già visto (e non abbiamo letto il romanzo), si pone come un film magniloquente, ambizioso e forse fuori tempo massimo. Se è vero infatti che segno della contemporaneità è una voce che toglie invece di...

Paul Thomas Anderson. The Master

The Master, inutile negarlo, è un film contraddittorio: maestoso eppure trattenuto, massimalista eppure intimista. Grande Hollywood che parla con il linguaggio ostico di un kammerspiele: difficile da ipotizzare, e pure da vedere. Ma non potrebbe essere altrimenti per un film che cerca di restituire le profondità della mente attraverso l’unica realtà rappresentabile, e cioè il corpo umano nella sua impenetrabilità. Ché in definitiva, nonostante le giustificate perplessità di chi ha faticato a coglierne il senso (in patria il celebre Roger Ebert, qui da noi Roy Menarini), The Master parla di questo: del corpo, della mente e del vuoto che li circonda. Parla di come al di là di un volto, nei pensieri e nell’inconscio di...

Ken Loach. La parte degli angeli

Per fortuna che c’è (ancora) Ken Loach. Per fortuna esiste un regista, e un uomo prima di tutto, che crede ostinatamente nelle persone e ancora più ostinatamente nel potere che il cinema ha di raccontarle, le persone. E per fortuna c’è chi, come lui, tutto questo lo fa fregandosene dei moralisti, dei benpensanti e del politically correct, riuscendo nonostante tutto a essere profondamente onesto, rigoroso e morale. Del resto la sua onestà sta nell’incapacità atavica e assoluta di mentire, di parlare in modo oscuro o di astrarre eccessivamente dalla reale i suoi racconti (anche se il suo film più significativo degli ultimi anni, Il mio amico Eric, sapeva far leva sulle corde del fantastico in modo esemplare), ma anche nella forza...

I film dell’anno di doppiozero | Parte III

Dicembre, si sa, è il mese delle classifiche: i migliori dischi, i migliori libri, i gol più belli, il Pallone d’oro, i personaggi dell’anno. E ovviamente anche i film della stagione, che poi in realtà non si mai quali siano, se quelli usciti nelle sale, se quelli visti ai festival, se quelli recuperati su internet, se quelli che film veri e propri non sono, come le serie tv, ma che ormai hanno spettatori, ammiratori e imitatori più dei film stessi. Presi dalla serietà del gioco, abbiamo deciso di raccogliere le nostre preferenze e di stilare una lista il più possibile esaustiva di quello che il 2012 ha detto al cinema: nelle sale, nei festival, magari anche in tv, con la speranza di presentare una serie, ovviamente parziale e...

I film dell’anno di doppiozero | Parte II

Dicembre, si sa, è il mese delle classifiche: i migliori dischi, i migliori libri, i gol più belli, il Pallone d’oro, i personaggio dell’anno. E ovviamente anche i film della stagione, che poi in realtà non si mai quali siano, se quelli usciti nelle sale, se quelli visti ai festival, se quelli recuperati su internet, se quelli che film veri e propri non sono, come le serie tv, ma che ormai hanno spettatori, ammiratori e imitatori più dei film stessi. Presi ovviamente dalla serietà del gioco, abbiamo deciso di raccogliere le nostre preferenze e di stilare una lista il più possibile esaustiva di quello che il 2012 ha detto al cinema: nelle sale, nei festival, magari anche in tv, con la speranza di presentare una serie ovviamente...

#140 cine: da giovedì 20 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 20 dicembre in sala.   La regola del silenzio - The Company You Keep  di Robert Redford (The Company You Keep, Usa 2012) #140cine Bello non è lo più da tempo, ma furbo lo è rimasto: Redford ritorna ai ‘70, scappa come il Condor, solo che stavolta è colpevole. Love Is All You Need di Susanne Bier (Den skaldede frisør, Ger-Dan-Fra-Ita-Sve 2012) #140cine Si può fare una commedia sdolcinata ed essere credibili? Senza troppo clamore, la Bier ci ha provato. E un po’ ci è riuscita. La bottega dei...

I film dell’anno di doppiozero

Dicembre, si sa, è il mese delle classifiche: i migliori dischi, i migliori libri, i gol più belli, il Pallone d’oro, i personaggio dell’anno. E ovviamente anche i film della stagione, che poi in realtà non si mai quali siano, se quelli usciti nelle sale, se quelli visti ai festival, se quelli recuperati su internet, se quelli che film veri e propri non sono, come le serie tv, ma che ormai hanno spettatori, ammiratori e imitatori più dei film stessi. Presi ovviamente dalla serietà del gioco, abbiamo deciso di raccogliere le nostre preferenze e di stilare una lista il più possibile esaustiva di quello che il 2012 ha detto al cinema: nelle sale, nei festival, magari anche in tv, con la speranza di presentare una serie ovviamente...

#140 cine: da giovedì 13 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 13 dicembre in sala. Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato di Peter Jackson (The Hobbit: An Unexpected Journey, Nuova Zelanda-Usa 2012) #140cine Tre film da un libro di 342 pagine sono un bel record: e se gli altri due sono noiosi come questo, sarà dura arrivare alla fine. La parte degli angeli di Ken Loach (The Angel’s Share, Gb 2012) #140cine Loach ritorna con la sua commedia sociale, ma tira fuori un bello spottone al whisky scozzese: tutti in gita alla distilleria! Tutto tutto niente niente di Giulio Manfredonia (Italia 2012) #140cine Albanese...

Wes Anderson. Moonrise Kingdom

C’è qualcosa di diverso rispetto al solito, in Moonrise Kingdom di Wes Anderson. Qualcosa di nuovo, meglio ancora, insieme a tutto il resto che già si sapeva: famiglie infelici, bambini con l’espressione da adulti e adulti con l’espressione da bambini, copertine di dischi e di libri inventate, piani fissi frontali, case di bambola e un amore disperato per la vita, per i suoi momenti dolorosi e preziosi che solo i più restii all’immaginario modernista di Anderson, non troppo cinematografico e più votato alla letteratura e il graphic novel, non hanno mai voluto cogliere. Sarà per questo, perché Anderson fa i conti con lo spirito della nouvelle vague, liberandosi a tratti delle sue influenze grafiche e aprendosi al...

#140 cine: da giovedì 6 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 6 dicembre in sala. Moonrise Kingdom - Una fuga d’amore di Wes Anderson (Moonrise Kingdom, Usa 2012) #140cine Anderson incontra la (sua) nouvelle vague, rifà se stesso, come sempre, ma pure Bergman e il muto. E gira uno dei film dell’anno. Ruby Sparks di Jonathan Dayton, Valerie Faris (id., Usa 2012) #140cine Uno scrittore incontra la donna della sua vita. È l’amore perfetto... anche perché l’ha creato lui con la macchina da scrivere. La bicicletta verde di Haifaa Al Mansour (Arabia Saudita 2012) #140cine Il...

#140 cine: da giovedì 22 novembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 29 novembre in sala. Lawless di John Hillcoat (id.Usa 2012) #140cine Lucido e splendente come un gangster movie non dovrebbe mai essere: il digitale, in fondo, non è che puoi usarlo con tutto. Di nuovo in gioco di Robert Lorenz (Trouble with the Curve, Usa 2012) #140cine Non è che a Clint gli si voglia meno bene dopo l'endorsement per Romney, ma questo film sul baseball di cui è interprete è robetta. Una famiglia perfetta di Paolo Genovese (Italia 2012) #140cine Castellitto, solo e ricco, ingaggia degli attori per avere...

Una conversazione con Miguel Gomes

In occasione dell’omaggio che il 30° Torino Film Festival (23 novembre - 1 dicembre) dedica al regista Miguel Gomes all’interno della sezione Onde, pubblichiamo alcuni passaggi dell’intervista che Francisco Ferreira ha curato per il catalogo generale.   Ex critico cinematografico, autore di cinque cortometraggi e tre lungometraggi, Miguel Gomes è una delle figure emergenti del cinema europeo. Proprio il 2012 è stato l’anno della sua consacrazione: il suo ultimo film, Tabu, presentato all’ultimo Festival di Berlino, è da più parti considerato uno dei capolavori dell’anno; meglio di The Artist e prima di Blancanieves (altro titolo in programma al Torino Film Festival) è una geniale riflessione sulla...

#140 cine: da giovedì 22 novembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 22 novembre in sala. Il sospetto di Thomas Vintenberg (Danimarca 2012) #140cine Il vecchio film da cineforum, pieno di dilemmi morali, di temi scottanti, di cose che in un film ben fatto non ci dovrebbero stare. E la chiamano estate di Paolo Franchi (Itali 2012) #140cine E lo chiamano autore, Franchi, e lui ci crede, cita pure Marinetti, anche se lui solo sa perché e non viene voglia di chiederglielo. Dracula 3D di Dario Argento (Italia 2012) #140cine Eccone un altro che chiamano autore, uno che è stato un gigante, ok, ma che da tempo...

Bernardo Bertolucci. Io e te

Doppiozero dedica un piccolo speciale al nuovo film di Bernardo Bertolucci, Io e te, attraverso le recensioni di Pietro Barbetta e Margherita Chiti.       Potremmo inserirlo nella trilogia romana di taglio psicologico con La luna (1979) e L’assedio (1999). Due figli rifugiati in una cantina, nascosti sottoterra come accadeva a ebrei e dissidenti durante il nazismo, come ai sequestrati che s’innamorano dei sequestratori, come in un sogno: “ero nascosta nella grande casa del Padre, qualcuno mi stava braccando, mi cercava, sentivo il suo respiro; ma io ero in un luogo sicuro, sapevo che non mi poteva trovare”.   Così Lorenzo, figlio quattordicenne di una madre preoccupata, decide di marinare la gita sciistica della classe e...