Confratello della Settimana santa

 

Assomiglia? A chi assomiglia? Questa faccenda della somiglianza è una passione siciliana. Un bambino, una bambina hanno appena visto la luce che un nugolo di parenti assiepati intorno al nuovo nato come i personaggi della Lezione di anatomia di Rembrandt si scontrano nell’attribuzione di impossibili, ma ai loro occhi incontrovertibili, somiglianze.

Sciascia ha scritto pagine illuminanti su questa ossessione a partire dal Ritratto di Ignoto marinaio di Antonello da Messina.

Quel ritratto assomiglia e su questo suo assomigliare è stato versato molto inchiostro.

Questo mio ritratto di confratello di Collesano a sua volta assomiglia, mi è stato detto molte volte, all’uomo del ritratto di Antonello che si trova al Museo Mandralisca di Cefalù.

Assomiglia all’uomo o assomiglia al ritratto?

Magari a entrambi. Siciliano era di sicuro l’uomo che posò per Antonello, e siciliano quello che ho colto durante la processione del venerdì santo, a Collesano. Forse i siciliani un’aria comune ce l’hanno. E al ritratto pure, forse, assomiglia, per mia spontanea, incosciente quanto inevitabile imitazione. Quel ritratto l’ho visto talmente tante volte. Fin da quando al museo di Cefalù ci portavano in gita scolastica dal liceo di Bagheria.

Le strutture formali si interiorizzano come i sapori dell’infanzia.

Due cerchi, tre rettangoli e il dito va fulmineo a schiacciare il pulsante dell’otturatore.

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