Alfabeto Pasolini

Speciale: Alfabeto Pasolini

Venti incontri, venti parole, venti biblioteche, venti oratori, venti podcast: cento anni di Pasolini. Un ciclo di incontri e di testi affidati a scrittori e esperti per attraversare l'immaginario pasoliniano, un progetto Doppiozero in collaborazione con Roma Culture.

Alfabeto Pasolini / Il Decameron: un sogno in napoletano

Si può dire qualcosa di nuovo su Pasolini? La domanda aleggia (imperversa?) un po’ ovunque, nel corso di questo centenario. “Non penso ci sia nulla da dire su Pasolini”, ha dichiarato con l’abituale piglio tranchant Franco Maresco, che nel 2000, in coppia con Daniele Ciprì, gli aveva dedicato Arruso, film-omaggio dissacrante fin dal titolo (che in palermitano sta per “omosessuale”, ma con una sfumatura evidentemente ingiuriosa). Eppure non si cessa di parlarne, di chiosare, di citare (meglio se a sproposito). Comunque la si pensi su di lui, che lo si ami o che lo si detesti, Pasolini è un classico: qualcosa di cui si preferisce dire “sto rileggendo” e mai “sto leggendo”, avrebbe detto l’amico/rivale Italo Calvino (che però precisava, con fare vagamente ammonitorio: classico è ciò che continuamente solleva un polverone di discorsi critici e che al tempo stesso riesce sempre a scrollarseli di dosso).   Del classico, Pasolini ha senz’altro la mole (anche bibliografica: dieci “Meridiani”, più di qualsiasi altro autore della collana): “pesante e ingombrante”, come l’ha definito su “Film TV” Alberto Pezzotta, non sembra aver perso un grammo della sua rilevanza, malgrado l’aria...

Alfabeto Pasolini / La Grecia secondo Pasolini

Dal mondo antico in poi, “barbaro” e “greco” hanno avuto il senso di termini antitetici. Agli occhi dei Greci, “barbari” erano quelli che parlavano male e storpiavano la lingua greca, “gli altri”, gli incivili, quelli privi di cultura. Una “Grecia barbarica” sembra dunque una contraddizione irrisolvibile, eppure è così che Massimo Fusillo introduce il suo saggio La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema (Carocci, 261 pp.). Il libro, apparso nel 2007, viene ora riproposto con una nuova prefazione, in cui l’autore spiega la scelta di non aggiornare il saggio (un’impresa difficile, vista l’enorme bibliografia accumulatasi su Pier Paolo Pasolini in questi quindici anni, compresa l’opera completa uscita sui Meridiani Mondadori); in compenso, nella prefazione alla nuova edizione, Fusillo ne approfitta per segnalare come il poeta e regista friulano stia diventando ormai una sorta di icona, tanto forte è il fascino che la sua figura esercita sulla cultura contemporanea, nell’arte e nel teatro in particolare.   Al centro del saggio di Fusillo ci sono tre opere di Pasolini che hanno come sfondo la Grecia antica, Edipo re (1967), Medea (1969) e Appunti per un’Orestiade africana (1968-...

Alfabeto Pasolini / Pasolini: la letteratura non basta

La critica per me è sempre stata una forma di autobiografia. Non posso immaginare di scrivere su un autore che, in un modo o in un altro, non abbia incrociato il mio cammino e che non mi abbia lasciato tracce profonde. Tutto ciò che di buono può uscire dalla forma della mia critica dipende ogni volta dal trauma conoscitivo dei miei incontri reali o immaginari.   *   1973. Con mio padre a Cervignano del Friuli, a casa di Giuseppe Zigaina (1924- 2015), pittore e amico di infanzia del poeta. Avevo dieci anni. Mio padre scriveva poesie. Anch’io. Avevo iniziato a nove anni. Il modello, allora l’unico, lo avevo a portata di mano.  Quando ci penso mi sembra incredibile, ma a quell’epoca già leggevo Pasolini e Pavese. Erano i due poeti italiani della nostra adolescenza (certo, c’erano anche Rimbaud, «i poeti maledetti», García Lorca e Pablo Neruda). Il primo, due anni dopo, a 53 anni, sarebbe stato assassinato a Ostia, vicino a Roma, vicino al mare. Il secondo si era suicidato nel 1950, a 40 anni, solo e dopo l’ennesimo disastro amoroso, in una stanza dell’hotel Roma a Torino, vicino alla stazione dei treni. Alla mia epoca gli adolescenti volevano sempre morire assassinati...

Alfabeto Pasolini / Walter Siti: quindici riprese con PPP

Sono ormai cinquant'anni che Walter Siti, il curatore dei Meridiani consacrati a Pasolini, si dedica allo studio del medesimo. In questo corposo volume di oltre quattrocento pagine “riprende” quindici studi già editi (veramente sarebbero venti, dato che l'ultimo ne raggruppa in realtà cinque, ancorché brevi). La parola “ripresa” è declinata qui nel suo senso essenzialmente pugilistico: ripresa come round: quindici round, dunque, proprio come negli incontri di boxe validi per i campionati europei o mondiali. Il termine dice tutto: Siti non vuole essere uno studioso neutrale.   Va di proposito contro la “buona educazione filologica” (p.201) e anche contro la buona educazione critica. Dichiara apertamente di aver invidiato Pasolini, di esserne stato geloso; di essersi vendicato di lui con meschinità “facendogli le pulci” (p.12). Insomma di aver perpetrato il crimine che un critico non dovrebbe in teoria mai commettere: la contaminazione tra analisi del testo dell'autore e situazione personale dello studioso (p.202). Per questo, nei brevi cappelli introduttivi che accompagnano queste “riprese”, affiorano ricordi autobiografici, sapidi aneddoti e cenni alla propria vicenda di...

Alfabeto Pasolini / Pasolini e il suo doppio

Mi si perdonerà il gioco di parole: ma credo di poter dire che il cuore di questo bel libro di Marco Belpoliti appena uscito per Guanda, Pasolini e il suo doppio, è proprio il capitolo Avere un cuore, il quinto dell'opera. Esso è dedicato agli Scritti corsari e alle Lettere luterane, ossia ai volumi che raccolgono gli articoli che Pasolini venne scrivendo negli ultimi due anni della sua vita per le pagine del “Corriere della Sera” e del “Mondo”, più una parte delle recensioni che redasse per il settimanale “Tempo” (le altre essendo state edite nel volume del 1979, Descrizioni di descrizioni, per Belpoliti uno dei vertici della scrittura pasoliniana, così in Settanta, Einaudi 2001, p.67). Nel Pasolini corsaro e luterano ciò che spicca è il metodo semiologico-visivo. Egli decifra la realtà basandosi su quello che vede: volti, mimica, taglio di capelli, modi di vestire, posture, gesti. Questo è quello che conta, non tanto quello che viene detto, dato che ormai la lingua è passata tutta dal livello espressivo di un tempo a quello elementarmente e banalmente comunicativo attuale. Ecco perché il primo articolo apparso sul “Corriere” detiene un autentico valore inaugurale: il celebre...

Pasolini 100 anni / Pier Paolo Pasolini: folgorazioni figurative

La discesa sotto il piano stradale apre le vie di un altro mondo. Nel sottopassaggio di via Rizzoli a Bologna un tempo c’erano negozi di scarpe, di abiti, di valigie, di indumenti intimi, un pavimento di brutta plastica e la bottega meravigliosa di un vecchio burattinaio, Demetrio “Nino” Presini. Residuo degli anni sessanta, era stato abbandonato e riutilizzato qualche anno fa dalla Cineteca per una bella mostra sulle memorie fotografiche di Bologna. Ora scendi quelle scale ed entri in un mondo Pasolini. Tra voci di film e suoni trovi pareti scure, corridoi torti o diritti, slarghi, spiazzi di forma rotonda, nicchie e due muri che si aprono sui lastricati di antiche strade romane. Un labirinto, un assalto di sensazioni, stimoli, filmati. Sui muri foto di scena di film in bianco e nero o a colori e particolari di quadri antichi o novecenteschi a colori.    Certi scatti dai set di Pasolini si specchiano in dipinti, di Masaccio, di Giotto, di El Greco, di Pontormo e Rosso Fiorentino, di Caravaggio, di Velasquez, fino a Léger, a Carlo Carrà, a Francis Bacon. Vedi subito una natura morta con bottiglie di Giorgio Morandi, e un regazzino in canottiera di Accattone che ha...

Alfabeto Pasolini / Pasolini. Un sogno nato a Casarsa

L’avvento dell’agricoltura ha condannato i nostri antenati a una vita più faticosa e più povera di esperienza di quella dei loro predecessori in cambio della speranza di avere un pasto assicurato nel futuro e di difendersi meglio dai predatori.  Le carestie e l’inermità hanno in seguito esposto i nuovi agricoltori a falcidie e umiliazioni, ma non sono tornati indietro (per l’inermità, con il tempo, hanno provveduto costituendo gli eserciti, dove morivano e uccidevano, a volte credendo di sapere perché, altre volte senza nemmeno quella consolazione).  La stessa cosa si può dire del progresso industriale, a ogni strappo in avanti, sempre meno vita originale, maggiore dipendenza da fattori imprevedibili, crescente omologazione. Fino a quando il futuro produttivo ha preso il posto di Dio e poi ha occupato tutto il presente in vista di un’esistenza che programma ogni istante a venire.   Mi pare un buon inizio. Ma poi come vado avanti? Forse l’ho presa troppo da lontano. La cosa però non si capisce, se non si guarda indietro. Marco mi ha chiesto 10.000 battute (spazi inclusi) su Pier Paolo Pasolini. C’è il centenario della nascita. Forse farei meglio a scrivere di ieri...

Alfabeto Pasolini / Pasolini e il nuovo Petrolio

Alla domanda: Petrolio (opera testamentaria di Pasolini) è un romanzo sul Potere? Walter Siti risponde oggi, in limine al centenario: sì. Alla domanda: ma Petrolio non è anche un’altra cosa? Siti risponde: sì, anche. Alla domanda: ma l’edizione di un’opera può essere il frutto di una mediazione con il potere? io risponderei: in questo caso sì. E alla domanda: ma la quarta, marmorizzata e graficamente esasperata edizione di Petrolio (1992 Einaudi, la prima, con una candida copertina, curata da tre filologi, Roncaglia Careri e Chiarcossi, 1998 Meridiani la seconda, 2005 Oscar Mondadori la terza, nera, con un importante apparato di note di Silvia de Laude) cambia le carte in tavola? io rispondo: non quanto mi sarei aspettato.    La prima di queste quattro domande corrisponde alle interpretazioni non tanto del romanzo in sé, ma di una serie di fatti contestuali ricostruiti già da Carla Benedetti, e oggi rimpolpati dal nuovo editore. Pasolini, in qualche modo, aveva messo il naso su piste intricate di uno scenario politico al centro del quale si trova la figura di Eugenio Cefis, presidente di Eni dopo la morte avvenuta in circostanze misteriose di Enrico Mattei. Siti, con una...

Roma Culture e Doppiozero / Alfabeto Pasolini

Venti incontri, venti parole, venti biblioteche, venti oratori, venti podcast: cento anni di Pasolini. Un ciclo di incontri e di testi affidati a scrittori e esperti per attraversare l'immaginario pasoliniano, un progetto Doppiozero in collaborazione con Roma Culture.   Biblioteca Guglielmo Marconi sabato 5 marzo ore 11 Alfabeto Pasolini. Corsaro con Marco Belpoliti   Biblioteca Cornelia mercoledì 16 marzo ore 11 Alfabeto Pasolini. Romanzi con Filippo La Porta   Biblioteca Pier Paolo Pasolini mercoledì 27 aprile ore 11 Alfabeto Pasolini. Teatro con Stefano Casi   Biblioteca Goffredo Mameli giovedì 5 maggio ore 16.30 Alfabeto Pasolini. Televisione con Walter Siti   Biblioteca Arcipelago giovedì 12 maggio ore 11 Alfabeto Pasolini. Cinema con Stefania Parigi     Biblioteca Europea martedì 17 maggio ore 17 Alfabeto Pasolini. Petrolio con Emanuele Trevi    Biblioteca Villino Corsini martedì 24 maggio ore 12 Alfabeto Pasolini. Poesia con Roberto Galaverni   Biblioteca Vaccheria Nardi lunedì 30 maggio ore 11 Alfabeto Pasolini. Morte/...