AUTORI
Claudio Vercelli
03.12.2018

Dal corpo della nazione al corpo individuale / Forza Nuova e Casa Pound d'Italia

Diverso è il discorso per due altre organizzazioni, la cui visibilità mediatica è senz’altro maggiore rispetto a quella di tanti gruppi che le hanno precedute. Alla fine degli anni Novanta va sviluppandosi Forza nuova. Nel triennio 2005-2008 si consolida il progetto di CasaPound Italia. A tutt’oggi sono le due forze maggiormente significative sul piano nazionale per ciò che resta (o rinasce) dell’ampia galassia neofascista. Entrambe nascono sulla scorta di progetti o comunque di sollecitazioni provenienti dagli ambienti della ex militanza in Terza posizione, ed in particolare con le figure di Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Forza nuova data la sua nascita al settembre del 1997. Roberto Fiore e Massimo Morsello (deceduto poi nel 2001) ne sono dall’inizio i maggiori esponenti.   La...

10.10.2018

Il “bravo” ragazzo e i 49 milioni / Che cos'è la Lega di Salvini?

«A livello internazionale la priorità è sgretolare questo euro e rifondare questa Europa. Sì, quindi, alle alleanze anche con gli unici che non sono europirla: i francesi della Le Pen, gli olandesi di Wilders, gli austriaci di Mölzer, i finlandesi… insomma, con quelli dell'Europa delle patrie». (Matteo Salvini, citato da Guido Caldiron, Dal verde al nero. La Lega di Salvini sceglie Marine Le Pen, in Europa, 12 dicembre 2013). Per capire cosa sia la Lega e il perché del suo successo, oggi, bisogna partire dal suo maggiore esponente, Matteo Salvini. Il quale non ha il carisma di chi l’ha preceduto, Umberto Bossi, ma in compenso può contare su una maggiore autorità. Come commentano Gianluca Passarelli e Dario Tuorto in La Lega di Salvini. Estrema destra di governo (il Mulino 2019, pp. 167,...

19.06.2018

Razzismo contemporaneo e sovranismo / Sovrano senza scettro

  Afferma l’enciclopedia Larousse che il sovranismo è «la dottrina dei difensori dell’esercizio della sovranità nazionale in Europa». La sua radice sarebbe essenzialmente difensiva (quindi negativa, perché derivata per sottrazione), intendendo impedire il trasferimento di poteri, funzioni, saperi e competenze dallo Stato nazionale ad un organismo ad esso sovraordinato, federale o internazionale. In tale processo, infatti, il sovranismo identifica l’indebolimento e la disintegrazione dell’identità storica di una collettività, insieme allo svuotamento progressivo del principio democratico, soprattutto laddove esso invece istituisce e vivifica un nesso di rappresentanza diretta tra cittadini e decisori politici. La risposta alla globalizzazione senza confini, quand’essa si fa spazio...

05.06.2018

Andante con moto / Il nuovo che avanza

Serve a poco, se non a nulla, cospargersi il capo di cenere oppure, con un altro rituale falsamente auto-risarcitorio, bendarsi la testa (che era già rotta da prima). Semmai, sarà meglio prendere l’elmetto, allacciarsi la cintura di sicurezza, assicurarsi che le dotazioni di emergenza siano al loro posto e poi affrontare le turbolenze a venire, che non saranno poche. Poiché delle due ipotesi, una o l’altra prevarrà: la prima è quella per cui il governo verdegiallo, inauguratosi dopo una perigliosa navigazione verso il porto d’attracco e lunghi giorni di tempesta, si riveli incapace di tenere fede alle promesse da paese dei balocchi con le quali le forze politiche che lo compongono hanno ottenuto il consenso da una parte degli italiani; la seconda, invece, è che questo esecutivo prosegua...

22.05.2018

Uno streaming interminabile / Ruspa e appretto, il Matteo perfetto

Al momento Matteo Salvini è al centro di una raffigurazione perfetta, quella che riconnette il «popolo» al «sano pragmatismo», contrapponendo l’uno e l’altro alle aborrite élite (il termine ha ripreso quota, dopo una lunga stagione di fortune per l’espressione «casta») e alla loro parassitaria distanza dagli interessi, dai bisogni e dalla verace quotidianità della società “qualunque”. Non è quindi un caso se si stia giocando le carte, cercando di non bruciarle, con il Movimento Cinque Stelle e, soprattutto, con il suo antagonista, nonché alter ego, Luigi Di Maio. La loro, infatti, è una complementarietà conflittuale che li obbliga, condividendo la stessa piattaforma generazionale, prima ancora che politica, a una sorta di abbraccio fatale. Non necessariamente per se stessi ma per chi è...

20.04.2018

Il discorso fascista e le sue rimodulazione / Destra. Tristi tropi

Come definire, senza correre il rischio di risultare anacronistici, una destra che, oramai, pare essere così pervasiva da occupare spazi e linguaggi, pratiche e narrazioni che un tempo sarebbero appartenute a ben altri soggetti? Aggiungiamo: quanto della matrice fascista e, in immediato riflesso, di quella neofascista, rimane in essa? Ribaltando l’approccio, piuttosto che domandarsi quanto del passato non sia del tutto trascorso non è forse meglio chiedersi cosa il presente richiami ancora di un certo passato, e in quale misura ciò può risultare di nuovo funzionale alla costruzione di una parte delle identità politiche correnti? Il rischio, peraltro, è sempre il medesimo, ovvero quello di girare a vuoto, sfoderando stancamente i toni della polemica nel momento stesso in cui il suo oggetto...