AUTORI
Matteo Vegetti
18.08.2015

Dopo l'Impero latino

D'accordo, l'iniziativa di Sarkozy varata nel 2008 sotto il nome di Unione per il Mediterraneo si è risolta – è il caso di dirlo – in un buco nell'acqua, e forse qualcuno non se ne dispiacerà. Difficile in effetti evitare il sospetto che il presidente francese coltivasse ambizioni di leadership sull'area; troppo pretendere che la sensibilità post-coloniale (forse l'unico vero fattore ideologico in comune tra i paesi interessati) accettasse senza diffidenza questa prospettiva. Eccessiva era forse anche l'ambizione del progetto, che mirava a coinvolgere tutti gli Stati membri dell’Unione europea, l’Albania, l’Algeria, la Bosnia-Erzegovina, la Croazia, l’Egitto, la Giordania, Israele, la Libia (come...

11.06.2015

Warscapes: droni nello spazio globale

1) L'effetto convergente della mondializzazione e del progresso tecnologico conferisce alle società una mobilità sempre più elevata. Non solo le emancipa dal loro quadro territoriale mettendo loro a disposizione molteplici risorse per eluderlo, ma produce anche nuove strategie d'azione. Più che La fine dei territori diagnosticata da Badie, dovremmo pensare all'insorgenza di nuove geografie dettate dall'eterogenea spazialità dei flussi di interconnessione transnazionale: flussi che, è vero, trascendono frontiere e territori, risultando perciò privi di estensione, ma che poi determinano sui territori ricadute spaziali tanto significative da produrre inediti paesaggi socio-economici o antropologici, e con essi nuove linee...