AUTORI
Lorenzo Peroni
31.10.2019

François Ozon, “Grazie a Dio” / La scrittura e la voce

L’ultimo film di François Ozon, Grazie a Dio – premiato alla 69ma Berlinale con l’Orso d’argento – mostra in maniera chiara la propria identità filmica fin dall’inizio, letteralmente dalle prime battute. È fortissimo infatti il peso da subito attribuito alla parola: quella taciuta, quella omessa, quella (vuota) di consolazione, e quella scritta, di denuncia, incancellabile. È un cinema che si fa testimone della qualità stessa della parola.    Da sinistra, François Ozon e il protagonista Melvil Poupaud. Con la consueta intelligenza non disgiunta dal mestiere, Ozon allestisce un dramma avvincente e sincero, ma mai ricattatorio, sul cosiddetto Affaire Preynat, lo scandalo sessuale che ha portato al processo dell’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin; una storia vera, tutt’ora...

06.04.2019

L’horror di Jordan Peele / Se il nemico siamo noi

Dopo Scappa - Get Out, forte dell’Oscar alla Miglior sceneggiatura originale (su quattro nomination), Jordan Peele è tornato a sbancare il botteghino statunitense con Noi, opera seconda in cui il regista-sceneggiatore-produttore afroamericano torna a esplorare alcune delle tematiche già presenti nel suo debutto: individuo vs. società, corpo & identità.      Santa Cruz, 1986: Adelaide è una ragazzina che si allontana dai genitori durante una vacanza e si ritrova nella casa degli specchi (Vision Quest) di un Luna Park dall’atmosfera tutt’altro che rassicurante. Da sola nel labirinto, scopre che quello che sembra il suo riflesso è in realtà una ragazzina identica a lei in tutto e per tutto. E quando Adelaide, ormai adulta, (Lupita Nyong’o) fa ritorno a Santa Cruz per una...

22.02.2019

Due film e la questione razziale / American Black & White

«Quando ti trovi in un’altra cultura, sei costretto a riesaminare la tua» (James Baldwin).   The Negro Motorist Green Book, o più semplicemente Green Book, era una pratica guida per automobilisti neri pubblicata fra il 1936 e il 1966. “Green” dal nome dell’editore che l’aveva inventata, Victor Hugo Green, per far fronte alle limitazioni imposte dalle discriminazioni razziali. Una sorta di guida di sopravvivenza nell’America dei bianchi. Oltre alle informazioni essenziali su alloggi, stazioni di servizio e garage, riportava anche dettagli sulle strutture per il tempo libero aperte agli afroamericani: saloni di bellezza, ristoranti e discoteche.  È questo il libretto che Tony “Lip” Vallelonga, italoamericano con una carriera di buttafuori nei night club della Grande Mela, si vede...