AUTORI
Omar Bellicini
14.12.2018

Un dialogo a più voci / Entrare nella mente di un terrorista

Il dialogo a più voci di cui qui si riportano alcuni dei passaggi salienti è avvenuto il 15 novembre scorso, alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento, in occasione della giornata intitolata “Nella mente di un terrorista. Per un approccio multidisciplinare al fanatismo”, con la partecipazione di numerosi esperti di differenti settori. Nata per sviluppare, su diversi fronti d’indagine intellettuale, gli spunti del saggio Nella mente di un terrorista (Giulio Einaudi Editore, 2017), l’incontro riacquisisce in questi giorni, a fronte di quanto accaduto ai mercatini di Natale di Strasburgo, una tragica vitalità. Benché non si possa affermare con certezza che le parole spese in quella sede descrivano in maniera puntuale le caratteristiche e i moventi di quest’ultimo...

14.02.2018

Il fascismo ha fatto anche cose buone / Anatomia di un luogo comune

"Il Fascismo ha fatto anche cose buone": un tabù storico sfatato. L’ammiccamento elettoralistico a un settore ben individuato dell’arco politico. Uno slogan provocatorio e quindi efficace, affidato al gioco mediatico dei rimbalzi da testata a testata, da profilo a profilo. Soprattutto, un concetto a cui è difficile replicare, anche quando si condivide poco o nulla di quella tradizione del pensiero. Perché? La domanda merita, forse, qualche considerazione d’ordine logico, prima che ideologico. Il più delle volte, infatti, risulta disagevole opporre, all’irriverente dichiarazione, un’argomentazione che non si risolva in una speculare elencazione dei torti del Regime: e già questo è un indizio, che ha qualcosa da dire. In termini più precisi, l’interrogativo che sorge è il seguente: per...

14.01.2018

Sulla moralità dell'arte / Artisti nell'era della nuova "inquisizione"

Si è arrivati a spulciare gli archivi dell’Università di Princeton, che raccolgono 57 anni di opere e appunti di un cineasta come Woody Allen, per decretare, senza la minima soggezione nei confronti del ridicolo, che ci troviamo di fronte a un’apoteosi di “riflessioni misogine e lascive”. Avete letto bene: nient’altro che riflessioni “misogine e lascive”. Sparita l’anatomia degli amori fra nevrotici, che raggiunse l’acme dell’efficacia narrativa in Io e Annie (1977), spariti i dilemmi etici di pellicole come Crimini e Misfatti (1989), sparita l’estetica dell’insensatezza e dell’impero del caso, che permea tutti i film del regista. Restano solo la lascivia, il libertinaggio, la licenziosità. Naturalmente, quello di Richard Morgan, autore delle valutazioni in questione per il Washington...