raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Stefano Malosso
08.10.2020

Incontro con il regista premio Oscar / Oliver Stone, l’America e noi

“La mia è anche una storia di fallimenti”. Oliver Stone, 74 anni da poco, sembra incarnare l’essenza stessa dell’America, capace di grandi cadute e di improvvise resurrezioni, sia che si guardi al destino degli ultimi della piramide sociale statunitense che alle trame ordite dal potere nei grattacieli che svettano nelle sue metropoli. In questa oscillazione – che non risparmia nessuno – si situa la cinematografia del regista nato a New York, tra i pochi a perseguire un’ostinata ricerca nell’intrico della verità, nell’epoca dello svuotamento della centralità del reale in favore dell’interpretazione e della manipolazione operata dai supporti tecnologici, tema cardine di molte pellicole di Stone, dall’amato/odiato Natural Born Killers (1994) all’ultimo Snowden (2016). E proprio in questa...

25.11.2019

Una conversazione / Antoine Volodine: post-esotismo in dieci domande

Se come profetizzava William Burroughs la parola è un virus, dobbiamo figurarci sul tavolo autoptico il corpo ormai freddo del Novecento. Dilaniato dalle infezioni trasmesse dalla storia, dalle ideologie, dalle rivoluzioni, dalle restaurazioni più o meno violente. Ventre molle di questa salma inerte, il linguaggio sopravvive alla fine della civiltà occidentale e trova nella poetica del fallimento e della catastrofe un nuovo corpus creativo, dentro al quale rigenerarsi in spore e proliferare come tanti piccoli aracnidi pronti a esplodere verso il mondo esterno. Precisamente dentro questo ventre risiede la letteratura di Antoine Volodine, tra i più inclassificabili autori contemporanei, mimetizzato in un mare di eteronimi che firmano i testi cardine della letteratura post-esotica, manifesto...

02.07.2019

Maselli alla Milanesiana / Citto, ma come hai fatto?

Con quell’eleganza della quale solo la gentilezza è custode, Citto Maselli ringrazia chiunque incroci il suo percorso. Con due occhi attenti che sembrano stare perennemente dietro all’amata cinepresa, intenti a fendere il mondo, cercando di trovarne una chiave di lettura. Sulla soglia degli 89 anni, nei giorni scorsi il regista romano è stato ospite del festival La Milanesiana, ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi; un’occasione per tornare ad attraversare il suo cinema attraverso pellicole come Gli sbandati (1955), Gli indifferenti (1964), Il sospetto (1975) e l’ultimo lavoro Le ombre rosse (2009), intrise di impegno e ideologia, di desiderio e rivoluzione, con una coerenza che oggi lo rende uno dei grandi maestri della tradizione cinematografica italiana.    Milano l’ha...

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