Brindelli spolitici
Umberto Fiori

È nato a Sarzana nel 1949. Dal 1954 vive a Milano, dove si è laureato in filosofia. Dal 1973 al 1983 ha fatto parte, come cantante e autore di canzoni, degli Stormy Six, uno dei gruppi storici del rock italiano. In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale ha scritto due libretti d’opera e numerosi altri testi), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. È autore di saggi e interventi critici sulla musica (Scrivere con la voce, 2003) e sulla letteratura (La poesia è un fischio, 2007), di un romanzo, La vera storia di Boy Bantàm (2007) e del Dialogo della creanza (2007).

Il suo primo libro di poesia, Case, è uscito nel 1986 per San Marco dei Giustiniani. Sono seguiti, per Marcos y Marcos, Esempi (1992, 2004), Chiarimenti (1995), Parlare al muro (con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), Tutti (1998) e La bella vista (2002). Del 2009 è Voi, Mondadori. Nel gennaio 2014 è uscito un Oscar Mondadori (Poesie 1986-2014) che comprende i libri editi, più un inedito. Nel 2019 Marcos y Marcos ha pubblicato un racconto in versi, Il Conoscente.

17.10.2016

Canzoni e poesia continua la polemica / Bob Dylan e la vizza corona di alloro

Più che una sorpresa, il Nobel per la letteratura a Bob Dylan mi è sembrato un déja-vu. Da anni la cosa era nell’aria, e prima o poi doveva succedere. Doveva succedere, perché era già in sé una notizia. Anche i commenti, le prese di posizione pro e contro e le loro argomentazioni (soliti discorsi su Omero, Saffo, i trovatori…) sono quelli che si potevano immaginare prima ancora che i media dessero loro corpo.   La questione resta sempre la stessa: è poesia, la canzone, o non lo è? Che palle. Fino agli anni Settanta del secolo scorso, il problema non si poneva: gli steccati tra i generi e i loro rapporti gerarchici sembravano un fatto acquisito e indiscutibile. Nella prima metà del Novecento, in Italia, nessuno si sarebbe mai sognato di sostenere che Armando Gill (autore della...

05.01.2015

Pino Daniele: el duende

Cantautore. Sono passati più di sessant’anni dalla coniazione di questo scialbo, petulante, italianissimo mot-valise, e ancora non siamo riusciti a liberarcene. Abbiamo archiviato matusa, valletta, maggiorata, capellone, ma del termine escogitato nei primi anni ’60 negli uffici della Rca di Roma ancora oggi ci serviamo. Così, Pino Daniele, disgraziatamente mancato a soli 59 anni per un infarto il 4 gennaio 2015, passa bruscamente alla storia con questa bislacca qualifica.     È stato un cantautore, Pino Daniele? Per massmediatica comodità dobbiamo accettarlo, e raccontarcelo pubblicamente. A me, che ho attraversato gli anni in cui nel nostro Paese questo bollino assumeva un senso quasi sacrale, riesce difficile chiudere il povero,...

04.09.2014

Hendrix, Zero

Il rock and roll degli anni ’50 (Bill Haley, Elvis Presley) e il beat degli anni ’60 (i Beatles, i Rolling Stones) erano ancora folklore, materiale per giornalisti e sociologi. Il rock (questo il nuovo termine) comincia a pensare una sua storia e a produrla solo nei primi anni ‘70, dopo Woodstock e l’Isola di Wight; ed è subito storia sacra. A scriverla non è quasi mai uno storiografo accademicamente inteso: sono gli apostoli di questa musica, i suoi evangelisti. “In principio era il Ritmo… e il Ritmo si fece Carne, e venne ad abitare presso di noi…”.   I divi del rock (nel rock non ci sono altro che divi) sono incarnazioni della Musica originaria, Corpi sacrificati, trasfigurati e infine assunti nell’empireo...

20.05.2014

Marco Petrus. Atlas

Scorci prospettici vertiginosi, colori brillanti, pastosi bianchi e neri, mobili geometrie: al primo impatto, i quadri di Petrus (Marco Petrus, Atlas, Triennale di Milano, 29 aprile-2 giugno 2014) sono una festa per gli occhi, celebrazione incondizionata dell’architettura, sua felicissima, appassionata illustrazione. Nuovo lustro, nuova gloria le facciate ricevono sulla tela; senza nulla perdere del proprio rigore compositivo si fanno fantasmagoria,  lampo caleidoscopico. Eppure, a uno sguardo successivo, qualcosa ci inquieta. Qualcosa manca, in queste scene urbane. Queste visioni sono innaturalmente nette, nitide, pulite. Viene alla mente il Rêve parisien di Baudelaire, sogno di una città di pure forme di metallo e marmo, da cui è stato rimosso l’...

25.12.2013

Oggetti d'infanzia | Il presepe

A fianco del grande camino di arenaria, nel soggiorno della casa di Sarzana dove sono nato e ho vissuto la prima infanzia, c’era una scala interna, di legno scuro, vietata di regola a noi bambini. Abitavamo all’ultimo piano (il terzo); per quegli scalini proibiti e cigolanti si saliva a una mansarda affacciata sui tetti. Lassù, mio padre aveva il suo studio di scultore. Di ex-scultore, dovrei dire: con la nascita di noi tre figli, le sue ambizioni artistiche erano state accantonate per sempre. La stanza si presentava comunque come un atelier in attività: statue e statuette compiute e incompiute, scalpelli, spatole, raspe, attrezzi per modellare, gessetti, stracci, grafite, blocchi di creta. Su tutto, un sentore di carta e di plastilina. L’accesso allo...

24.05.2013

Scrivere una canzone

In altri contesti culturali (penso soprattutto agli Stati Uniti) manuali come questo Scrivere una canzone si trovano ad ogni angolo; in Italia sono una rarità. Nella nostra cultura – ancora profondamente crociana, nonostante tutto – l’idea che la scrittura “creativa” (la poesia!) possa essere oggetto di insegnamento, continua a incontrare molte resistenze. Gli autori del volumetto, Giuseppe Anastasi e Alfredo Rapetti (figlio di Giulio, in arte Mogol), si sono lasciati il problema alle spalle: da tempo, in qualità di affermati parolieri professionisti, mettono la loro esperienza a disposizione degli iscritti al Centro Europeo di Toscolano (CET), l’“università della canzone” fondata da Mogol. Da loro ci si aspetterebbe...

17.04.2013

Benvenuti nel ghetto: Moni Ovadia e gli Stormy Six

Il 19 aprile del 1943 gli ebrei del ghetto di Varsavia – uomini e donne, vecchi e bambini - si ribellavano alla violenza delle SS e tenevano loro testa, armi in pugno, per quasi un mese. Si tratta del primo episodio di resistenza armata contro i nazisti; un episodio tanto più significativo perché a esserne protagonisti –in condizioni di disperata inferiorità militare e di quasi totale isolamento- sono le vittime designate della persecuzione razzista e del genocidio, i “subumani senza onore” dai quali le truppe di Hitler si attendevano solo viltà e sottomissione.     Quando Moni Ovadia ha proposto a noi Stormy Six di progettare insieme  una serata di rievocazione di quell’episodio (Reggio Emilia, Teatro...

14.04.2013

È allarme beige

Nel Paese dilaga l’arcipolitica, e per fermarla forse è già troppo tardi. Gli scandali si moltiplicano a lisca di leopardo. Il caso delle ville e dei viaggi reggalati potrebbe essere la classica scintilla che fa traboccare il vaso.   Non si esclude la pista. Comunque vada dige la radio che le indaggini prozheguiranno angora vigino Roma a 365 gradi.

30.03.2013

Tre anni fa se ne andava Enzo Jannacci / Per Enzo Jannacci

A farmi conoscere Enzo Jannacci, cinquant’anni fa, sono stati mio padre e mia madre, entusiasti dello spettacolo Milanin Milanon, andato in scena al Teatro Gerolamo nel 1962 per la regia di Filippo Crivelli. Il disco d’esordio, La Milano di Enzo Jannacci, con la sua copertina rosso-nera, girava in continuazione sul giradischi di famiglia. Quelle canzoni così lontane dalla moda corrente (Beatles, Rolling Stones), così fuori tempo e così vive, i miei fratelli e io le ripetevamo a memoria, come tante preghiere. A Milano, in quegli anni, il dialetto circolava ancora: lo si parlava dal prestinaio (panettiere), all’ufficio postale e persino a scuola; anche i neo-milanesi come noi lo masticavano abbastanza per apprezzare Tì te sé no, Sun chì sensa de tì o M’han ciamà, nella cui straziante...

18.03.2013

Giochi preziosi!!!

Arrivano in edicola i nuovi SUPER-MITICI! Continua l’avvincente battaglia tra i Belli e i Brutti: il Signore Abbronzato, dai poteri insondabili; l’Yggenista Dhentale, che si trasforma in Pifferaia Magica; le agili Orgettine; i Khommuniszti, creature del Tempo Curvato, abili ad ingannare vista orecchie e fiuto; l’unghiuta Nipotina di Assurdanipall; la raggelante Khulona Inkiavabile, signora dell’orda dei Brutti, e tanti, tanti, tanti, tanti altri…   Collezionali tutti!!!

04.02.2013

L’esperto

“Allora professore, questo bicchiere lo vede mezzo pieno o mezzo vuoto? Sarà volentieri o sarà spesso, il voto di giovedì?”   “Non c’è dubbio. Assssolutamente sì!”   “Molto bene. Però sugli scenari è giallo...”   “Ho appunto qui la sfera di cristallo. Dice che può succedere di tutto di più, e quant’altro”.   “Il CRIC è in calo, il CROC rimane alto… e la ripresa tarda…”    “Bisogna soprattutto mantenere bassa la guardia. Al sistema-paese occorrono incertezze, tasse, galera, licenziamenti, esecuzioni dal vivo…”    “E...

21.01.2013

Bersani, mi ricordo di te

“Pensa:/ cangiare in inno l’elegia, rifarsi;/ non mancar più.”, scrive Eugenio Montale in Riviere (1920). Trasformare l’elegia in un inno: cosa significa? Che cos’è, un’elegia? E in che senso l’inno dovrebbe esserne l’auspicabile superamento?   Detto molto semplicemente, l’elegia è un genere poetico associato in origine a riti funebri, poi comunque a temi malinconici, nostalgici; il suo carattere è quello della dolente riflessione, del ripiegamento su se stessi. L’inno, all’opposto, è un’aperta celebrazione, un pubblico appello (“Fratelli d’Italia…”; “Debout, les damnés de la terre…”); anche musicalmente ha di...

07.01.2013

Risposte

Il condizionale è d’obbligo.   Trecentosette sogni nel cassetto. Due punti convenienza, un altare, un hobby, un panda di peluche. Quotazioni di borsa, scene di sesso.   “Ma io - chi sono?” si domanda, mentre posta su Facebook emoticons e cuori, la sedicenne Jessica (sedicente ragazza dolce, solare) tra cori da stadio e rutti.   Voce dalla regia: “Tu sei un costo. Il costo del lavoro. Vai abbattuta, nell’interesse di tutti”.

31.12.2012

Conferenza stampa

“Grazie ai provvedimenti per la ricrescita - dichiara il Presidente del Consiglio - archivieremo il vecchio effetto-piazza.                       Ho già disposto gride, decreti, ordini per dare occupazione alle ragazze, ai nostri amici, ai miei figli.   Dicono i dati che il debito pubico è il doppio del prodotto interno sordido; altri segnali preoccupanti arrivano dagli inguini di borsa e dai mercati.        Bisogna agire subito. Sono ormai indispensabili cene eleganti ed erezioni anticipate.”

10.12.2012

Bar Delfi

Tasse, e poi tasse, e poi ancora tasse: l’IVA, l’IRPEF e l’IMU, e poi la RAI… Roba che se uno le pagasse - ma te lo immagini? Guai!   Dov’è più quel bel senso della patria che tanti abbiamo dato la vita? Adesso basta un arbitro bastardo e ti rubano la partita.

18.11.2012

Aggiornamenti

È bufera sull’emergenza frane. Nel mirino della magistratura - che è e rimane tra i più gettonati - ci sono i molti strascichi polemici, le grandi sfide che ci attendono: l’allarme pioggia, l’allarme siccità,  l’allarme gelo, l’allarme zanzare, l’autunno caldo. L’occhio del ciclone intravede una luce in fondo al tunnel. Ed è subito strappo. Culi e tette. Gli 007 in grande spolvero per abbassare i toni.

05.11.2012

Fine del mondo

  Per colpa dell’ecologia dice che non c’è più domani. Questo si fa… quest’altro non si fa… E dove la mettiamo, la libertà? Io me ne fotto. Si estingue l’umanità? Restiamo sempre noi italiani.

22.10.2012

Lieti eventi

Mamma e papà, ziette, nonni e parenti erano tutti contenti quando voi siete nati: è naturale; i mercati però hanno reagito male.   Prima di avvoltolarsi tutti nudi fra le lenzuola, i vostri genitori non potevano chiedere un parere a Standard & Poors, a Moody’s?

14.10.2012

Il discorso è diverso

Dobbiamo allontanarci dalla gente, dai suoi problemi di tutti i giorni, dobbiamo badare alle parole, non ai fatti. Dobbiamo essere molto più vaghi, più astratti, porci degli obiettivi inesistenti. Le cifre sono ben note: il vuoto è due terzi del niente.   Il discorso è diverso. Siamo entrati in Europa? Si tratta ora di uscire dall’universo.

07.10.2012

Quarta Repubblica (Quinta? Sesta?)

Grazie all’azione del pool “Mani più libere” nuovi soggetti politici emergono dalle macerie della Costituzione. Si afferma Concussione e Rivelazione.   Fa notizia la maratona-lampo del movimento “Forza Falsi Invalidi”. Il Popolo della Briscola è pronto a scendere in campo.   Molti consensi ottiene nei sondaggi, secondo gli ultimi dati, l’Associazione Sconosciuti al Fisco; la Lista Civica Raccomandati conserva però il suo vantaggio.   Pare imminente un apparentamento elettorale: l’Unione Facce di Bronzo   correrà con il Circolo Europeo Amici della Patonza.

29.05.2012

Luigi Manconi. La musica è leggera

Negli ultimi anni in Italia i libri sulla canzone, e in generale su quella che gli anglosassoni chiamano popular music, si sono moltiplicati. Il loro taglio è assai vario ed eterogeneo: si va dalle monografie più o meno agiografiche alle interviste (auto)celebrative, dagli album fotografici alle antologie e ai dizionari, dagli studi sociologici, storici, linguistici, alle analisi più propriamente musicologiche (molto molto rare). A prevalere, comunque, è lo sguardo devoto del fan. Anche nei saggi di carattere più accademico, sembra di avvertire ad ogni riga lo sforzo che l’autore fa per dissimulare il proprio personale coinvolgimento in questo insidiosissimo oggetto d’indagine. Studiare Mogol-Battisti non è come studiare l’...

12.05.2011

Milano / Paesi e città

Ricordo perfettamente quando mi portarono a Milano la prima volta. Era il 1954, avevo cinque anni. Della Stazione Centrale non mi colpì tanto la maestà delle campate di ferro, quanto il nerume, la polvere, la tetraggine. In quegli anni, oltretutto, erano ancora in funzione – accanto alle motrici elettriche – le vecchie locomotive a vapore: la stazione era un antro di Vulcano, vaporante e fetente, echeggiante di inafferrabili comunicati; un rombo sotterraneo inghiottiva le nostre voci. Questo il benvenuto. A me bambino, con ancora negli occhi la luce della Liguria, la metropoli che mi avevano tanto magnificato faceva un’impressione di squallore, di angustia. Tutto mi stringeva il cuore: gli stenti giardini pubblici, le latterie e i prestinai, i muri...

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