AUTORI
Alessandro Carrera
24.03.2019

Buon compleanno! / Lawrence Ferlinghetti: cento di questi anni

Cent’anni giusti (nato il 24 marzo 1919), quaranta libri, sessant’anni di dipinti, e una libreria tuttora aperta al numero 261 di Columbus Avenue, San Francisco: la City Lights Books, nome ispirato a Charles Chaplin, Luci della città, e col permesso di usarlo rispettosamente chiesto allo stesso Chaplin. E poi: l’arresto nel giugno 1959 per ordine dell’“esattore dei dazi doganali” signor Chester McPhee, il quale il 25 marzo 1957 aveva fatto sequestrare la seconda edizione di Urlo e altre poesie di Allen Ginsberg, pubblicato da City Lights Books ma stampato in Inghilterra e che quindi doveva passare la dogana. Due anni di tira-e-molla legali, interventi da parte della ACLU (Unione Americana delle Libertà Civili) e dei maggiori poeti su tutti i giornali in difesa di Ginsberg e del suo...

19.06.2017

Qualcosa che la letteratura dovrà infine incorporare / Bob Dylan. Il discorso del cantante

È tarda sera, e tu sei in un locale notturno perso in una piccola città, persa a sua volta nelle pianure degli Stati Uniti. Fuori non c’è niente da vedere, e dentro non è che sia più divertente. È poco più di un piano bar, anche se si concede il lusso di un cantante. Non volevi restarci fino a quell’ora, hai mangiato male e bevuto peggio, ma ci rimani, non ti va di tornare in albergo da solo. Lo show è finito e tu, per gentilezza, magari anche un po’ per compassione, vai a stringere la mano al vecchio cantante dalla voce rasposa che ha appena finito il suo numero per quattro clienti che lo stavano ad ascoltare insonnoliti. Non sapresti dire se ti è piaciuto o no, non ti ricordi neanche bene quello che cantato; forse degli standard, roba del repertorio di Frank Sinatra mescolata a qualche...

20.01.2017

Il diario di due anni insopportabili. / Qualcuno ha votato per Trump perché…

Dal 20 gennaio 2017 un idiota farneticante sarà presidente degli Stati Uniti d’America e, come da quelle parti si usa dire, diventerà “la guida del mondo libero”. Tanto per essere chiari, la sua elezione è il risultato di un colpo di stato legale – che è la maniera migliore di condurre un colpo di stato. Hanno contribuito, ma non sono stati decisivi, i servizi segreti russi, Julian Assange, l’ala dell’FBI ostile a Hillary Clinton e i media che offrendo a Trump una copertura biennale 24 ore su 24 gli hanno dato la possibilità di condurre una campagna elettorale gratis. Nulla di tutto ciò sarebbe bastato, sia chiaro. Il fattore decisivo è stata la soppressione del voto delle minoranze negli stati controllati dai repubblicani. Grazie alla decisione della Corte Suprema, risalente ad alcuni fa...

12.11.2016

You Want It Darker / Cohen. Dalla fine della vecchiaia

Una volta i devoti di Cohen erano una società segreta. Oggi la società ha rotto i sigilli ed è uscita allo scoperto. Non va confusa con i cosiddetti Eletti Cohen dell’Universo, che sono un banale ordine massonico. È la ben più potente Cabala della Depressione Cosmica, la cui dottrina insegna che quando hai toccato il fondo puoi solo dire va bene così, dopotutto è qui che volevo arrivare, sia lodato chiunque debba essere lodato, tiriamo un bel respiro, meditiamo un po’ e andiamo avanti. Ho letto tutti i libri su Leonard Cohen, almeno quelli in lingua inglese, e nessuno mi ha toccato come il profilo pubblicato da David Remnick sul “New Yorker” del 17 ottobre 2016. Nulla, nell’articolo, accenna a una sua malattia, o alla possibilità di una morte improvvisa. Può essere stata delicatezza, o...

14.10.2016

Il Nobel a Bob Dylan

La vicenda del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan, che molti aspettavano e molti temevano, comincia nel 1997, quando un professore di inglese del Virginia Military Institute di Lexington, di nome Gordon Ball, fa circolare una raccolta di firme per sottoporre la candidatura di Bob Dylan all’Accademia di Svezia. Ball non arriva per caso alla decisione di far nominare Dylan. Ha conosciuto Andy Warhol, ha collaborato con Jonas Mekas e ha curato tre libri con Allen Ginsberg. Non è fatto con lo stampino accademico, ha le credenziali. Posseggo una copia dell suo libro ’66 Frames, pubblicato dalla Coffee House Press di Minneapolis, con dedica personale. L’ho incontrato nel 2007 proprio a Minneapolis, in occasione della prima conferenza internazionale su Bob Dylan (alla quale lui, lo...

22.03.2015

Ombre di Bob Dylan

Nelle scorse settimane ho letto molte recensioni a Shadows in the Night, l’omaggio che Bob Dylan ha reso al Gran Libro della Canzone Americana e indirettamente a Frank Sinatra nel centenario della sua nascita. “The Great American Songbook” è il termine con cui si indica la formidabile produzione di standards, canzoni scritte senza un particolare esecutore in mente, disponibili ad essere riarrangiate e interpretate infinite volte, e il cui genere comprende la parlour song di inizio ventesimo secolo, lo swing tra le due guerre, la ballata romantica spesso basata su temi di derivazione classica, fino alla lenta deriva verso il pop negli anni Cinquanta e Sessanta. Il rock and roll è nato indipendentemente dallo standard, il folk non ci ha niente a che fare, e...

01.10.2014

Gli ottant’anni di Leonard Cohen

Per Popular Problems, il disco con il quale Leonard Cohen ha celebrato i suoi ottant’anni, Kitty Empire sull’“Observer” ha parlato di una voce come una metropolitana che passa a molti metri sotto il suolo. In parecchie delle nove canzoni (non più di trentasei minuti, ma ognuna da assaporare) la musica è ridotta al pulsare di una tastiera elettronica punteggiato da voci femminili che intervengono per quanto è possibile a sollevare la melodia fino alla superficie.   La produzione di Patrick Leonard, già collaboratore di Madonna e qui coautore di buona parte delle musiche, non è nemmeno minimalismo, è proprio scarnificazione. Gli elementi basilari del blues, rhythm and blues, e qualche sapore country sono tutto quello...

28.01.2014

Le grandi speranze di Bruce Springsteen

Non so se è un bene che i brani migliori di High Hopes, il più recente album di Bruce Springsteen, siano i già conosciuti “American Skin (41 Shots)” e “The Ghost of Tom Joad”. Non so nemmeno se sia un male. Entrambe le canzoni sono splendidamente trasformate da un vigoroso arrangiamento, da Tom Morello e dalla sua chitarra hendrixiana. Non sono la “versione definitiva”, che a una canzone è meglio non chiedere mai, ma fanno l’effetto di un pugile che grazie al sorso di un intruglio davvero potente si solleva dal tappeto e sferra un pugno che decide l’incontro. Ma è un intruglio che rimane strettamente “legale”. Niente steroidi in Bruce, è tutta energia biologica. E anche questo può...

26.11.2013

Sotterranei di velluto. Per Lou Reed

Con la celebre banana di Andy Warhol in copertina, vera icona dell’arte del consumo e del consumo come arte (niente dura così poco sugli scaffali come le banane), nel 1995 uscì Peel Slowly and See, “Pela piano e guarda”, il cofanetto “definitivo” dei Velvet Underground. Oltre ai quattro album in studio conteneva numerosi demo, outtakes e registrazioni dal vivo. E quando si ascolta la prima versione di Venus in Furs, cantata dal solo John Cale con accompagnamento di chitarra, si rimane sbalorditi.     Possibile che quella gentilissima ballata inglese—dalle parole un po’ singolari, sì, e dove un certo Severin non vede l’ora di sottomettersi alla sua spietata dominatrix come nel romanzo di Sacher-Masoch...

09.10.2012

Tempestoso Dylan

Recensire Tempest, l’ultima raccolta di canzoni di Bob Dylan, è come cercare di recensire l’iceberg che ha affondato il Titanic. Da qualunque parte lo si prenda, qualunque cosa se ne dica, il novanta per cento rimane sott’acqua.   L’uscita del disco è stata preceduta da un video del primo brano, “Duquesne Whistle”, che commenta la canzone in puro contrasto. Per le strade di Los Angeles un giovanotto vuole disperatamente farsi notare da una bella ragazza che non se lo fila per nulla, anzi alla prima occasione gli schiaffa in faccia una spruzzata di spray urticante. Lui, che non si scompone, ruba rose per lei da un fioraio finché, inseguito dalla polizia, butta a terra una scala senza badare a un operaio che ci lavorava in cima. L’operaio ha degli amici nerboruti che lo conciano per le...

10.01.2012

Houston. La vicinanza del cielo

La nuova chiesa dei quaccheri di Houston è stata inaugurata nel 2001, pochi mesi prima che io venissi a stare in città. Non sapevo della sua esistenza né dell’installazione di James Turrell finché un’amica venuta da Los Angeles non mi disse che voleva assolutamente andare a vederla. I quaccheri non hanno vere e proprie chiese, il loro è un cristianesimo interiore, senza credo e senza dogmi. Preferiscono definirsi una “Society of Friends”, una società di amici che si incontrano a scambiarsi le impressioni del viaggio dell’anima che stanno compiendo, e il cui scopo è “to greet the light”, la salutazione della luce. La cappella di Houston infatti si chiama “Live Oak Friends Meeting House...

28.10.2011

Conversazioni in ascensore

Una volta, durante la crisi economica all’inizio degli anni novanta, lo scrittore tedesco Hans Magnus Enzensberger andò alla borsa di Francoforte e passò l’intera giornata in un ascensore del palazzo. Ad ogni agente di borsa che entrava, lui rivolgeva le stesse domande: quando finirà la crisi, che cosa bisognerebbe fare per migliorare la situazione, dove sta andando l’economia? Voleva chiederglielo mentre stavano lì chiusi in ascensore perché così era sicuro che le risposte sarebbero state brevi e precise, senza tempo per divagare o per addentrarsi in spiegazioni complicate. Non ci furono due agenti di borsa che gli diedero la stessa risposta. Per qualcuno l’economia era in ripresa, per qualcun altro era messa decisamente...

19.07.2011

Camminare a New York

Camminare a New York è un atto politico, un negoziato, una scelta che comporta conseguenze. I semafori per pedoni che dicono perentoriamente “walk” o “don’t walk” ci sono anche altrove, ma a Manhattan l’imperativo è categorico, solo che vale unicamente per il primo dei due comandi. Come si fa a non camminare? È l’intero marciapiede, l’intera strada, isolato, quartiere, isola che cammina con te. Non puoi fermarti solo perché te lo ordina un semaforo, ma neanche puoi attraversare come ti pare. Perché un corteo senza fine di taxi e furgoni ti blocca la strada, o perché c’è un vigile nei pressi che ti farebbe sentire un jaywalker.   Gli americani hanno un termine per tutto,...

19.04.2011

Segrate / Paesi e città

Mi piacerebbe ricordare che cosa davano in televisione la sera del 14 marzo 1972. Non era A come Andromeda perché le puntate erano già finite, e nemmeno le inchieste del commissario Maigret perché la nuova serie non sarebbe cominciata prima di settembre. Era un martedì, ho controllato sul calendario perpetuo, dunque il film c’era stato il giorno prima. E poi l’ora non la so bene. Ho in mente le nove, ma potrei sbagliarmi, e la grande tapparella del tinello, quella che chiudeva la finestra sul balcone, era tutta abbassata. Non filtrava neanche uno spiffero, ed era strano perché mio padre non la abbassava mai così presto, ma forse faceva ancora freddo. Mio padre guardava la telvisione seduto di sbieco su uno dei due divani, forse mia...