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1929

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Artisti realisti / Alto là! Grigorij Šegal'. Il nuovo byt

Questa volta è una coppia di manifesti a essere protagonista. Entrambi dedicati alla condizione femminile in URSS e impostati sul didascalico accostamento di due realtà opposte, il bene da un lato e il male dall’altro, dunque esaminabili in parallelo. Il primo, realizzato nel 1929 dall’associazione degli artisti realisti, pone in primissimo piano una donna sovietica vista di spalle, sobriamente vestita come si comandava a una bolscevica responsabile ed esemplare.     Fazzoletto rosso rigorosamente annodato dietro la nuca per prendere le distanze dall’arcaico modello femminile contadino che lo legava sotto al mento, calze scure e pesanti, tacchi bassi, abito severo e braccio sinistro levato a indicare il monito che pare uscire dalla mano stessa della donna: Alto là! L’esortazione è rivolta all’universo negativo, ai residui della nuova politica economica e al mondo del capitalismo in generale, che nei primi anni del primo piano quinquennale staliniano ancora si facevano sentire e minacciavano l’edificazione del socialismo. Sul “marciapiede notturno”, così titolano i versi del poeta Dem’jan Bednyj che chiosano lo spazio scenico in basso a sinistra, sfilano i cattivi e i...

Torna il teatro di Brecht

Un boom che pare garantire benessere a tempo indeterminato, seguito da livelli d’inflazione a dir poco storici; l’investimento in azioni che sembrano destinate a crescere a dismisura e la speculazione malcelata delle lobby bancarie; i piccoli risparmiatori prima preoccupati poi in lacrime che si radunano rumorosi davanti a Wall Street, tempio dichiarato del progresso occidentale. Sembrano resoconti dell’altro ieri, mentre sono storie di quasi cent’anni fa, di quel venerdì nero che gettò gli Stati Uniti e il mondo nella Grande Depressione. Sia ben chiaro, il paragone è di comodo: parliamo del 1929 per incontrare il lavoro di Brecht, un artista e intellettuale la cui esistenza ha singolarmente coinciso con le trasformazioni cruciali del ‘900 e pare essere ancora destinata ad accompagnarne gli esiti. L’occasione è d’eccezione: dopo un lungo oblio, l’opera brechtiana sembra essere tornata all’ordine del giorno teatrale proprio in questi ultimi anni, guarda caso anche grazie a testi scritti proprio a ridosso della crisi, da La resistibile ascesa di Arturo Ui di Claudio Longhi a Orazi e Curiazi dell...

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