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1998

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Speciale Gianni Celati | Dormire con Celati

È molto vera una cosa ripetuta dalle persone che stanno raccontando il loro rapporto con Gianni Celati, e cioè che – rispetto ad altri autori magari più amati, o a torto o a ragione considerati più “importanti” – la sua scrittura fa appello a qualcosa di profondo e intimo, o magari nient’affatto profondo e forse neppure così intimo, ma che sentiamo ci riguarda a un livello molto personale. Qualcosa nella sua scrittura, ribadisco; anche se questo qualcosa di personale si precisa solo una volta che di Gianni si sia fatta la conoscenza di persona.   La prima volta che l’ho visto avevo letto, credo, solo Verso la foce. Eravamo alla fine degli anni Novanta, anzi era il ’98, il centenario di Leopardi. Quel libro, Verso la foce, mi aveva lasciato alquanto incerto. Proveniva da quella che mi appariva, ancorché così recente, un’altra epoca – anni che mi facevano antipatia. Ma già non mi sfuggiva il suo fascino. Sia come sia, Gianni venne alla «Sapienza» a parlare appunto di Leopardi. Ricordo che alla pomposa Aula Uno di Lettere lo presentò un vecchio...

A (new) history repeating

La produzione artistica contemporanea sembra essere sempre più infatuata del passato. Non è un fatto nuovo, anzi è abituale che il presente dialoghi con il passato: la conoscenza è del resto basata sulla memoria, su qualcosa di anteriore quindi. Ciò che sorprende oggi è un rapporto con il passato non più mimetizzato nel processo di realizzazione dell'opera d'arte ma così predominante da diventarne il soggetto. Basti pensare al format del re-enactment e alla sua definitiva istituzionalizzazione in tutte le arti. Più singolare la scelta di quegli artisti che hanno deciso di interagire con il passato per renderlo presente, quindi significativo, non attraverso la semplice riproduzione o rappresentazione, ma con una rielaborazione più personale. Non considerando pertanto la storia come un corpo morto da riesumare, ma come un corpo vivo sul quale intervenire per modificarlo e modellarlo a piacimento. Tra i numerosi lavori esemplificativi di tale approccio ho selezionato quattro opere di altrettanti artisti: Adam Chodzko, Renée Green, Jonathan Monk, Mario Garcia Torres. Nel 1998, a 23 anni dall...