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anni '60

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Ricordi berlinesi / Hans Magnus Enzensberger. Tumulto

Dalla copertina del libro ci guarda un irriverente signore dall’aria giovane, che tuttavia ha superato da un pezzo la trentina, un casco di capelli biondi da paggio, stravaccato su una sedia da ufficio anni Sessanta, una gamba che scavalca il bracciolo, il tavolo da lavoro inondato di fotografie e di carte, sullo sfondo la libreria, davanti ad essa una macchina da scrivere.    È lui, non ci sono dubbi, sebbene l’Enzensberger di oggi con il suo aspetto di raffinato gentleman europeo sembra quasi agli antipodi dell’enfant terrible che negli anni Sessanta a Berlino Ovest scandalizzava i benpensanti tedeschi insieme a Rudi Dutschke e agli altri membri del movimento studentesco. Il ‘tumulto’ a cui si riferisce il titolo del libro (Tumulto, Einaudi, 233pp., 19,50 €), ottimamente tradotto da Daniela Idra, è il ‘disordine’ generalizzato – “lo sconvolgimento dell’ordine tedesco” – a cui aderì una generazione di giovani in lotta in quegli anni col perbenismo piccolo borghese della Germania postbellica, una generazione antisistema, come si diceva allora, che all’ordinato conformismo borghese dei padri aveva opposto la fantasia irriverente delle forme di lotta, la contestazione...

L’Italia del miracolo economico (1958-1963)

Si è usi circoscrivere il boom o miracolo economico tra il 1958 e il 1963, anni nei quali fenomeni fino ad allora in stato di incubazione esplodono in tutta la loro virulenza. Il quadro politico, a parte la vistosa eccezione del governo Tambroni – monocolore DC sostenuto dall’appoggio monarchico e missino che insanguina l’Italia nella primavera-estate del 1960 –, registra il progressivo avvicinamento del PSI all’orbita democristiana, offrendo uno sfondo quieto alla grande trasformazione dell’Italia da nazione proto-industriale a nazione moderna (tenendo conto di tutte le insidie che questo aggettivo nasconde).   Qualche dato ci aiuta a riflettere: nel 1962 gli abitanti di Torino aumentano del 35,5%, arrivano cioè oltre 66.000 persone, gli abitanti di Milano aumentano del 36,6%, con l’arrivo di 118.000 persone. Nello stesso 1962 il Mezzogiorno perde il 12,2% della popolazione pari a circa 226.000 persone. Nel 1958 vengono prodotte 369.000 automobili, 10.000 lavatrici, 500.000 frigoriferi, nel 1963 le automobili divengono 1.105.000, le lavatrici 1.263.000, i frigoriferi 2.187.000. Bastano questi pochi dati per...