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Menzogne e sortilegi della “vita nel suo movimento” / Il cinema secondo Elsa Morante

Con la pubblicazione delle recensioni cinematografiche di Elsa Morante (edite da Einaudi nel volume a cura di Goffredo Fofi, col bel titolo La vita nel suo movimento. Recensioni cinematografiche 1950-1951) si aggiunge un capitolo necessario e originale alla storia dei “letterati al cinema”, che costituisce senz’altro un aspetto significativo della ricostruzione del contesto culturale dell’Italia postbellica.La vocazione visuale della scrittura di Morante era stata già messa a fuoco nella monografia firmata da Marco Bardini (Elsa Morante e il cinema, Pisa, ETS, 2014), che esplora tale territorio di confine nella sua complessità e nelle sue tante sfaccettature, dalle sporadiche incursioni morantiane nell’ambito della sceneggiatura alle non troppo fortunate occasioni di adattamento dell’Isola di Arturo e della Storia.   Oltre a mostrare una delle declinazioni possibili del rapporto fra Morante e la settima arte, la silloge (che raccoglie i testi scritti per la rubrica radiofonica “Cinema. Cronache di Elsa Morante”, trasmessa dalla Rai per quasi due anni, dal marzo 1950 al novembre 1951) offre un modello di spettatorialità per certi versi in linea con la ricezione mainstream del...

L’urgenza di una riflessione

Attorno al mese di dicembre del 1910 le caratteristiche dell’uomo cambiarono Virgina Woolf   I possibilisti vivono in una tessitura più sottile, una tessitura  di fumo, immaginazioni, fantasticherie e congiuntivi Robert Musil     Nelle puntate precedenti abbiamo passato rapidamente in rassegna la storia della robotica. Mentre l’evoluzione biologica ha dotato gli organismi viventi prima di un corpo e poi di un cervello, avente funzioni di controllo centrale e dotato, negli organismi più complessi, di proprietà cognitive superiori, l’intelligenza artificiale funzionalistica è partita dal cervello e ha tentato di costruire una mente senza corpo, cioè un’intelligenza che imitasse le funzioni superiori, simboliche e astratte, del cervello biologico evitando ogni interazione con un ambiente considerato fonte di disturbo. Tuttavia la difficoltà di estendere questa forma d’intelligenza artificiale al di fuori dei domini simbolico-formali ha fatto ritenere che soltanto accoppiando la mente artificiale all’ambiente attraverso un corpo artificiale, dotato di sensi e di...

Lavia e Lo Monaco. La Roma del Pirandello eterno

A oggi Luigi Pirandello contende la palma di autore più frequentato a Goldoni e Shakespeare. Come ha ricordato Sergio Lo Gatto, nella cronaca della conferenza stampa di presentazione del Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea, tentativi come quello del dismesso Idi (Istituto per la Drammaturgia Italiana), nato all’indomani della seconda guerra mondiale, troppo poco hanno fatto per dare dignità ai nuovi autori teatrali. Quello che differenzia ancora l’autore dei Sei personaggi rispetto agli altri due monumenti è l’intoccabilità. Ovvero è praticamente impossibile, se non molto difficile, trovare sulle scene italiane, anche quelle più sperimentali, lavori teatrali che partendo dai testi del siciliano mettano in scena esempi di riscrittura autonomi per linguaggio e drammaturgia. Il risultato è quasi sempre una monumentalizzazione di quei testi, sguardi certamente rispettosi, ma che ne hanno rovistato ormai da infinite angolazioni le possibilità. Di certo uno dei problemi fino a poco tempo fa era quello dei diritti, ma ora che i fatidici settant’anni sono scaduti e il Siciliano è stato...

Homo coquens

Di che cosa si nutre un centauro? Primo Levi, che anche quando scriveva racconti fantastici non deponeva l’habitus mentale di scienziato, non aveva dubbi. Dal momento che ha corpo di cavallo, un centauro non può che essere erbivoro; ma avendo testa e bocca di uomo manca di un apparato masticatorio adeguato, e quindi dovrà dedicare gran parte del suo tempo ad alimentarsi (Quaestio de Centauris, in Storie naturali, 1967).   Così i centauri. E noi? Che cosa ci dicono l’anatomia e la fisiologia umana della storia di homo sapiens? Rispetto ai nostri parenti più prossimi, le grandi scimmie, abbiamo una bocca piccola, una dentatura modesta, deboli muscoli mandibolari, e un apparato digerente che non supera il 60% di quello di un primate delle nostre dimensioni. Per elaborare cibi vegetali occorrono infatti molari larghi, uno stomaco capiente, un intestino molto sviluppato (in particolare, un lunghissimo colon). La misura del nostro apparato digerente è per certi aspetti più prossima a quella dei carnivori; ma noi non abbiamo né la dentatura né la mandibola di un carnivoro, e se assumiamo troppe proteine...

L'attore Civile, l'amore, la contraddizione e la libertà

Nei teatri bolognesi, da qualche mese, capita di assistere a monologhi di giovani attori e attrici che precedono gli spettacoli. Il pubblico si reca in alcuni luoghi “ufficiali” del circuito cittadino, dalla stanca Arena del Sole al Teatro delle Celebrazioni, una sala privata con un cartellone prevalentemente commerciale. Prima che lo spettacolo in programma abbia inizio ci sono le presentazioni di Civile, progetto di Fiorenza Menni (Teatrino Clandestino) e della studiosa e organizzatrice Elena Di Gioia. Sono dei ritratti, dei racconti autobiografici scritti e provati durante settimane di lavoro precedenti. Gli attori e le attrici parlano della loro vita, della scelta di individuare nell'arte il proprio posto nella società. Qualche settimana fa, a Roma, questi ritratti “civili” hanno convissuto tutti nello stesso spazio, l’Angelo Mai Altrove, che da un anno e mezzo ha riaperto in zona Circo Massimo ed è divenuto uno snodo cruciale del teatro che vive.     In Italia, oggi, c'è un teatro che vive e uno che sopravvive, eppure è il secondo a garantirsi la quasi totalità di date, produzioni,...