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bambola

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Giorno 8 / Bambola

C’era una volta il sogno di una bambina trasformata in bambola.  Una giovane nutrice si occupava della figlia appena nata della regina. La bellissima bambina voleva stare sempre con lei, tra le sue braccia. Un giorno, però, la nutrice era tornata a prendere la piccola dopo l’allattamento e di lei aveva trovato solo una testa di bambola, tra le sue copertine, sul letto. Quando la nutrice aprì l’involto e trovò solo questa palla di plastica, stranamente non si terrorizzò: “tanto” – ribadì a se stessa – “mi ha lasciato la parte più importante: la testa!”. Cercando e rovistando nelle ampie sale della reggia, la nutrice cominciò a raccogliere le parti sparse della piccola. Mani piedi braccia avambracci pancia gambe: tutti di plastica, compreso il cuore che era appeso ad una chiave. Ma la raccolta divenne presto frenetica, perché intanto si sentiva in lontananza il pianto della bambina.   La testa della bambola piangeva lì dove era stata lasciata, sul letto. Allora la nutrice fece più in fretta possibile per tornare da lei, ricongiungerla ai pezzi del suo corpo e non farla soffrire mai più. Ma ecco che le parti riattaccate alla testa non stavano insieme, si staccavano l’una...

Oggetti d’infanzia | La bambola

Era uno dei primi Natali del dopoguerra, quando si ricominciava a star meglio e a sperare di essere felici. Si poteva di nuovo trovare di tutto e, anche se i soldi erano ancora pochi, le feste portavano di nuovo i regali. La bambola arrivò in un pacco enorme mandato dal più caro amico di famiglia, un affascinante attore di teatro, che faceva sempre regali sontuosi. Una volta scartata, risultò grande quasi quanto lei, che aveva quattro anni. Era bionda, con degli splendidi boccoli e un fiocco. Gli occhi azzurri si muovevano, si chiudevano e si aprivano. Le labbra rosse erano aperte in un sorriso. Era vestita di bianco, un vestito moderno, corto sulle gambette nude, ai piedi calzini e scarpine.   La mise in piedi, poi seduta, per poterla dominare meglio. Superava tutte le altre bambole in suo possesso che, al confronto, sembravano smorte e sciupate. La mamma entrò nella stanza. “È bella, vero?” “Tanto! È bellissima.” “Vedi? È fatta come Shirley Temple.” “Chi?” “Una bambina bellissima e bravissima che ha fatto tanti film in America.” Continuando a...