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I salotti di Edra, domenica 5 novembre ore 14.00 / Giulio Paolini. Opere su carta

1. Lacerare   “Qualora non sia necessario delimitare con precisione un margine, ossia tracciare una riga dritta sul foglio oppure scontornare una figura con la forbice, mi sembra più corretto appropriarmi di un frammento di carta, toccandola, sentendone la consistenza, lasciandola dialogare con la mano che la strappa e a cui fa resistenza.” Così Paolini definisce il gesto intrinseco alla tecnica del collage: l’appropriazione di un elemento preesistente (un foglio di carta, oppure un particolare desunto da materiali a stampa) che dichiara di essere stato parte di qualcos’altro proprio attraverso il proprio margine strappato. Il frammento lacerato può perciò dirsi concettualmente similare al motivo iconografico paoliniano delle rovine antiche, in quanto, come queste, evoca un vuoto: a essere rilevante non è ciò che resiste al gesto della lacerazione oppure alla consunzione dettata dal tempo, ma la parte invisibile, assente, irrimediabilmente perduta. Se Arnheim teorizza la capacità dell’occhio di colmare un’assenza sulla base di esperienze passate Paolini la evidenzia mediante il contorno consunto delle rovine e il margine strappato del foglio lasciato sempre ben in vista. Da...

Naomi Baron. Words Onscreen: pensare e scrivere new normal

Leggere sulla carta e leggere in digitale non sono per nulla la stessa cosa. Questa la tesi di Word Onscreen. The Fate of Reading in a Digital World, saggio con cui Naomi S. Baron – Executive Director del Center for Teaching, Research and Learning dell’American University di Washington D. C. – studia i cambiamenti che il digitale sta apportando proprio alla pratica della lettura. Come nel famosissimo Apocalittici e integrati di Umberto Eco, anche in questo libro si contrappongono gli integrati, pro digitale, e gli apocalittici, che lo accusano di essere la fonte della (presunta) rovina della cultura. L’autrice si pone nel mezzo, consapevole che l’eBook è parte di un processo tecnologico inarrestabile, curiosa ma anche preoccupata («And so the migration began from reading in print to reading onscreen. I watched with curiosity – and concern», p. X) perché il medium uniforma i libri a qualsiasi prodotto digitale (un filmato su YouTube, un post su Facebook, un tweet, un videogioco) di cui ormai la vita, soprattutto dei lettori più giovani, è satura.   Il “concern” dell’autrice riguarda...

Béatrice Coron: storie nella carta

Il mondo visionario di Béatrice Coron è ricreato grazie a una sottrazione del superfluo: l’artista, che si autodefinisce una “tagliatrice”, rimuove dal foglio tutto ciò che non fa parte della storia che si accinge a raccontare. L’immagine esiste già, è imprigionata nella carta, attende solo di essere visualizzata dagli occhi dell’immaginazione e “liberata” da mani sapienti.   L’arte di Béatrice mira a rivelare l’essenziale, perciò anche la scelta dei materiali e della tecnica è volta a un’essenzialità di fondo: la carta è economica, leggera e versatile; la tecnica prescelta è graficamente efficace e diretta nei suoi intenti comunicativi. Il procedimento dell’artista è molto semplice: visualizza la storia e, dal momento che l’immagine si trova già nella carta, deve solo rimuovere il superfluo perché essa possa venire alla luce. Sembra quasi che l’immagine preesista alla creazione artistica, che abbia una propria autonomia concettuale, ma che si trovi imprigionata dal foglio e attenda di esserne...

Parigi. Propreté de Paris

È il giorno della raccolta della carta, o meglio: domani è il giorno, questa è la sera in cui i cassonetti di plastica vengono messi in strada e lasciati in attesa del passaggio dei netturbini. Abbandonati, spesso sulle piste ciclabili o agli angoli tra i portoni e le vetrine dei negozi, i cassonetti sono sempre più preda di razzie e non è raro che almeno la metà del loro contenuto venga sottratto alla propreté de Paris.   Una forma anticipata e diretta di riciclaggio che ha visto negli ultimi mesi a Parigi un evidente aumento. Non esiste cassonetto che non venga ispezionato come non esistono cose utili che non vengano buttate via. Il fenomeno è una diretta conseguenza di una crisi economica che per prima cosa ha lasciato per strada, inteso come senza lavoro e senza casa, un numero sempre maggiore di persone. E ci si arrangia come si può.   I cercatori di carta sono forse la categoria più ampia tra le persone che tentano di soddisfare i propri bisogni alla meno peggio. Fuori dai supermercati si affollano principalmente anziani in attesa della frutta e della verdura ormai scaduta e che viene...