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Un mistero nuovo vi canta nelle ossa / Asperger: la sorte di un nome

Scriveva Nietzsche in La gaia scienza che “comprendere […] che sono indicibilmente più importanti i nomi dati alle cose di quel che esse sono”, era la cosa che gli era “costata sempre e [gli] costa[va] ancora il più grande sforzo”. Il nome conta.  Un tempo accadeva che alti prelati e mistici lasciassero il mondo in odore di santità, per poi essere esumati, processati come eretici e quindi arsi sul rogo. Qualcosa di simile è accaduto di recente a Hans Asperger. Nel maggio del 2013 viene pubblicata la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, e il board dell’Associazione degli psichiatri americani decide di accorpare la sindrome di Asperger, accolta nella quarta edizione del DSM nel 1994, allo spettro autistico, come sua fascia alta, senza compromissione cognitiva. La parabola della fortuna della sindrome era in piena ascesa, aveva ormai travalicato i confini della diagnostica psichiatrica per trasformarsi in un fenomeno culturale globale interessantissimo, ma che sembrava destinato ormai a esaurirsi, a essere riassorbito nella categoria madre dell’autismo.     La sindrome di Asperger era scomparsa per il discorso psichiatrico che l’...

Vermi sonori e usignoli meccanici

«Bastaaaa!» Ecco quello che ognuno di noi, almeno ogni tanto, urla silenziosamente all’ennesimo, allegro motivetto che ci martella da qualche onnipresente altoparlante. Una musica persecutoria accompagna ormai di regola l’utente di ogni aeroporto, bar dalle happy hours, negozio in franchising, centro commerciale, palestra. Forse i ritornelli della musica commerciale, come i canti delle varie specie di uccelli in natura, istituiscono e definiscono intorno a noi un territorio urbano nel quale, altrimenti, ci sentiremmo spaesati. Come dicono in Millepiani Deleuze e Guattari (1980) “ritornello” è sinonimo di principio di organizzazione contro il caos: nel buio, colto dalla paura, il bambino si rassicura canticchiando, «si mette al riparo con la sua canzoncina». Forse per lo stesso motivo cantiamo sotto la doccia, quando siamo svestiti, esposti a un getto d’acqua che altera la nostra temperatura e invade le nostre superfici e i nostri orifizi. Con il consueto gusto del paradosso, Woody Allen immagina un tenore che riesce a cantare solo sotto la doccia cosicché gli allestiscono un box con tanto di acqua corrente sui...

Un altro accesso all’alterità

«L’esteriorità si constata, l’alterità si costruisce», è il graffio che incide la quarta di copertina di una recente opera di François Jullien dall’eloquente titolo Contro la comparazione. Lo “scarto” e il “tra”. Un altro accesso all’alterità (Mimesis, 2014). Con questo testo – tratto dalla sua prima lezione per la Chaire sur l’altérité promossa a Parigi nel 2011 presso la Maison des Sciences de l’Homme – Jullien ci permette di entrare nel vivo del suo “cantiere”, termine quanto mai appropriato per descrivere il lavoro di scavo operato dal filosofo francese tra l’Europa e la Cina.   Lungi dall’abdicare dall’Occidente in favore dell’Oriente, la sinologia di Jullien rappresenta piuttosto una «decostruzione dal di fuori» (p. 34) del pensiero europeo, una fuoriuscita tanto da Atene quanto da Gerusalemme e, soprattutto, dalle ingombranti categorie che si portano dietro. Prima tra tutte quella che rappresenta la grande madre genitrice della filosofia occidentale, da Platone a Heidegger: l’...