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Doppiozero al Circolo dei lettori / Parole del contemporaneo

  Ci sono parole che circolano sui mass media, nei giornali e nel web, parole che rinviano a loro volta ad altre parole e suggeriscono campi semantici. Questo ciclo di incontri, in collaborazione con il Circolo dei lettori, sceglie alcuni di questi termini che sono il nostro vocabolario quotidiano e cerca di capire non solo quello che significano, ma anche i riferimenti che implicano, i rimandi impliciti. Le parole non sono mai neutre, segnano il nostro rapporto con il mondo: indagarle è una delle vie per fare chiarezza sul mondo contemporaneo e sul nostro collocarci in esso.   Condivisione Ugo Morelli 25 gennaio 2018, ore 18.30.   Follower Tiziano Bonini 22 febbraio 2018, ore 18.30.   Poliamore Marta Dore 29 marzo 2018, ore 18.30.   Cittadinanza Gustavo Zagrebelsky (in dialogo con Marco Belpoliti) 18 aprile 2018, ore 18.30.   Sfruttamento Marco Revelli 23 maggio 2018, ore 18.30.   Stellati Gianfranco Marrone 31 maggio 2018, ore 18.30.   Salario Andrea Brandolini 25 ottobre 2018, ore 18.30.   Periferie Luca molinari 28 novembre 2018, ore 18.30   Torino – via Bogino 9 +39 011 432 68 27 info@circololettori.it   Novara – via F....

Domani a Mudima alle 17.30 (Bookcity Milano) / Instaturisti (non) per caso

Nel momento in cui scrivo (16 ottobre 2017) le ultime statistiche su Instagram indicano in ottocento milioni il numero di persone che, con cadenza variabile, spesso molte volte al giorno, usano l'applicazione di condivisione delle fotografie creata nel 2010 da Kevin Systrom e Mike Krieger e acquisita nel 2012 da Mark Zuckerberg. Ma è probabile che dalla fine di settembre, quando i dati sono stati resi pubblici, a oggi, la cifra sia cresciuta. E lo sarà di sicuro quando queste righe verranno stampate e – forse – lette.  Tra giugno 2016 e aprile 2017 gli utenti di Instagram sono aumentati di venti milioni al mese, con un’accelerazione continua e progressiva. Presto un umano su sei sarà in grado di mostrare nel giro di pochi secondi i suoi scatti e le sue “stories” a una platea che copre l’intero pianeta. Molto più di altri social media, Instagram ha una diffusione globale: l’80 per cento dei suoi utenti si trovano fuori dagli Stati Uniti e in paesi come l’Indonesia, l’Iran o il Mozambico superano in numero quelli di Facebook o di Twitter (World Map of Social Networks, gennaio 2017).  Quanto alle ragioni di questo successo, si riassumono rapidamente: l’ubiquità e la...

Storie che svaniscono / La guerra di Instagram, Snapchat e Facebook

Quasi due anni fa, qui è stato pubblicato un mio articolo su Snapchat, un social network all’epoca non molto conosciuto in Italia che ho scelto di analizzare per la peculiarità delle sue storie, brevi testi sincretici composti da video e immagini, dalla durata e dalla permanenza limitata, copiate neanche troppo velatamente da Instagram e Facebook, grazie a cui sono diventate di dominio pubblico. Negli ultimi tempi, infatti, le storie sono diventate il canale comunicativo preferito dei personaggi pubblici, tanto che la stampa spesso e volentieri le usa come fatti oggetto di notizia.   Dopo un boom iniziale, le storie di Snapchat hanno registrato un declino di visualizzazioni attestato attorno al 40% causato dall’avvento di quelle di Instagram che, dal canto suo, in 25 settimane dal lancio, da agosto 2016 fino metà gennaio 2017, ha raggiunto i 150 milioni di utenti giornalieri dopo un periodo di magra, probabilmente dovuto al social di Spiegel e Murphy. I primi a venire meno agli aggiornamenti di Snapchat sono stati gli influencer, che hanno immediatamente appurato il calo di visualizzazioni spostandosi sul più fruttuoso Instagram. Il maggior volume di condivisioni di...

Twitter è novecentesco

Twitter, al netto della storia dei 140 caratteri, ha due grandi e sostanziali differenze con gli altri social network come li abbiamo conosciuti nell’ultimo decennio. La prima è la relazione non biunivoca. Un utente può seguire qualcuno, senza essere seguito, e viceversa. Un Vip (Fiorello, Fabio Volo, Jovanotti) ha centinaia di migliaia di followers mentre segue al massimo qualche centinaio di persone. La seconda differenza è che si sviluppa attraverso i famosi hashtag, ovvero parole chiave, sotto cui è possibile far confluire un flusso di informazioni su un determinato argomento: X Factor, Monti, le elezioni o il derby. Clicchi derby, e ti vengono fuori tutti i tweet sul derby. Detto questo (per gli a-twitterati) c’è da chiedersi cosa può significare, dal punto di vista della comunicazione e della rete.   La prima cosa che viene in mente è che un sistema di relazioni non biunivoco è un sistema gerarchico. Genera dei grandi e dei piccoli, dei medi, giganti e minuscoli. Il numero di followers detta il peso specifico della tua voce. E l’eco del cinguettio. Maggiore è il tuo canale di...