Categorie

Elenco articoli con tag:

governo

(13 risultati)

Cifre e numeri / Cosa fa il governo per la cultura

È vero come dice il sottosegretario Vacca in risposta alle critiche sulla legge di bilancio (AG Cult 9 novembre) che la cultura è un investimento “e continueremo a puntarci”? Se guardo alle scelte di allocazione delle risorse compiute ho reazioni contrastanti.   La prima cosa che intuisco è che il Ministero ha a cuore il built heritage e che su questo dimostra di agire in continuità con il governo precedente.   Il Ministero ha dichiarato di aver varato un piano di investimenti per la sicurezza sui luoghi della cultura di 109 milioni a valere su 314 siti. Si tratta di un’operazione decisamente necessaria, stanti i cambiamenti climatici in atto e le condizioni idrogeologiche del nostro paese, e operata in continuità con il governo precedente. A febbraio 2018 infatti, l’allora Ministro Franceschini aveva firmato un piano sicurezza da 600 milioni ed è giunto il momento di “sbloccarne” una tranche.    In più, la legge di bilancio 2019 prevede 500 assunzioni nel 2020 e altre 500 nel 2021 per il MIBAC, che si aggiungono alle 1000 realizzate fra il 2016 e il 2018. Non è poca cosa. In un Ministero in drammatica crisi d’organico nel quale l’età media è di 54 anni, è...

Andante con moto / Il nuovo che avanza

Serve a poco, se non a nulla, cospargersi il capo di cenere oppure, con un altro rituale falsamente auto-risarcitorio, bendarsi la testa (che era già rotta da prima). Semmai, sarà meglio prendere l’elmetto, allacciarsi la cintura di sicurezza, assicurarsi che le dotazioni di emergenza siano al loro posto e poi affrontare le turbolenze a venire, che non saranno poche. Poiché delle due ipotesi, una o l’altra prevarrà: la prima è quella per cui il governo verdegiallo, inauguratosi dopo una perigliosa navigazione verso il porto d’attracco e lunghi giorni di tempesta, si riveli incapace di tenere fede alle promesse da paese dei balocchi con le quali le forze politiche che lo compongono hanno ottenuto il consenso da una parte degli italiani; la seconda, invece, è che questo esecutivo prosegua nel suo cammino. La variante della seconda ipotesi implica però che la Lega si rafforzi al punto tale da potere tornare alle urne, incassando poi una cambiale in bianco e assoggettando i partner di coalizione. Molto d’altro, almeno al momento attuale, non è dato pensare né, tanto meno, prevedere. Se mai ci dovesse essere un’opposizione degna di un tale nome, questa dovrà rivelarsi nei tempi a...

Intervista a Alexandra Irimia / Il risveglio della Romania

Nonostante i riflettori della stampa internazionale si siano spostati altrove, il risveglio collettivo della coscienza civile in Romania avvenuto nei mesi passati continua a mietere i suoi frutti. Anche in questi giorni continuano le partecipatissime manifestazioni politiche contro la corruzione, completamente auto-organizzate ed autogestite dai cittadini rumeni che hanno dato prova di grande coesione, solidarietà e soprattutto efficacia nell'ideare una protesta omogenea e trasversale alle varie aree politiche e alle molteplici realtà sociali presenti nel loro paese.   Ma come si organizza un'azione di piazza efficace nel 2017? Quali sono i retroscena di una protesta pacifica che ha impedito che la corruzione fosse resa legale dalle istituzioni stesse? Come è nato e come si è espresso il malcontento verso la palese corruzione dello stato rumeno? Quali sono i mezzi, i luoghi e le entità coinvolte? Lo abbiamo domandato ad Alexandra Irimia, dottoranda e assistente di ricerca presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Bucarest e attivista coinvolta fin dall'inizio nell'organizzazione delle proteste.   “Il malessere che anima le proteste è partito molto lontano”, dice...

L’Italia si ricorda del Sud quando va in vacanza

Mi piacerebbe intervenire nel dibattito tipicamente estivo sul Mezzogiorno d’Italia. Non a caso ci si ricorda che l’Italia ha un Sud quando si va in vacanza, il Sud è la pausa estiva per politici, governanti, giornalisti e opinion makers. Eppure ben venga un’attenzione rinnovata nei confronti di questa metà del paese. Non voglio entrare nel merito delle polemiche. Certamente c’è molta banalità circolante, purtroppo anche in chi ci governa. Il “piagnisteo” di cui viene tacciato chi si preoccupa del Sud fa parte di una maniera elegante di fuggire i problemi trasformandoli in retorica. A me interessa entrare nel merito della posizione particolare in cui si trova oggi il Meridione a partire dalla mia esperienza diretta della Sicilia e dell’enclave palermitano in particolare. Chi mi conosce sa quali emozioni contrastanti mi muovono quando tratto, scrivo, filmo, mi occupo della mia terra e come mi è difficile non solo viverci ma anche tornarci. E però mi sento chiamato in causa quando se ne parla.   Qual è la situazione umana, culturale, civile siciliana e in particolare quella della...

L'Ucraina nelle mani di Mosca

Settanta veicoli, abbandonati e distrutti, giacciono sulla strada che avrebbe dovuto rappresentare il corridoio umanitario per le truppe di volontari ucraini intrappolati nella sacca di Ilovaysk. Nonostante un accordo per consentire loro di evacuare la zona in modo sicuro, proposto dallo stesso presidente russo Vladimir Putin, i volontari sono stati bombardati e attaccati in modo massiccio, riportando gravissime perdite. Uno scenario di morte e desolazione segna la ritirata dell’esercito ucraino dal proprio territorio, dopo il confronto con una forza soverchiante.   Un esercito invisibile, ma potentissimo, ha rovesciato in pochi giorni le sorti del conflitto nell’Ucraina orientale: dopo che nel corso dell’estate l’esercito ucraino aveva riconquistato buona parte del territorio occupato dalle milizie separatiste, composte per lo più da mercenari ceceni e caucasici infiltrati dalla Russia, ed era riuscito a isolare le città di Donetsk e Lugansk, roccaforti dei separatisti, la sorte della DNR, la Repubblica autonoma del Donbass, ideata e istituita nella regione dopo la caduta del regime di Yanukovich su precise indicazioni di Mosca,...

L’esperto

“Allora professore, questo bicchiere lo vede mezzo pieno o mezzo vuoto? Sarà volentieri o sarà spesso, il voto di giovedì?”   “Non c’è dubbio. Assssolutamente sì!”   “Molto bene. Però sugli scenari è giallo...”   “Ho appunto qui la sfera di cristallo. Dice che può succedere di tutto di più, e quant’altro”.   “Il CRIC è in calo, il CROC rimane alto… e la ripresa tarda…”    “Bisogna soprattutto mantenere bassa la guardia. Al sistema-paese occorrono incertezze, tasse, galera, licenziamenti, esecuzioni dal vivo…”    “E… quale esecutivo, per il futuro?”       “Basta col muro contro muro. Io sono per una maggioranza mista. Vedrei bene un governo di idraulici e gommisti con il sostegno esterno di Padre Pio”.

Tutti i segreti del Presidente

Dicono che un tempo (durante la prima Repubblica? durante la seconda? Nell’intervello tra le due o nei tempi supplementari dell’ultima?) le cose funzionassero grosso modo così. Il Presidente, qualche giorno prima della riunione del Consiglio, riceveva i più influenti dei suoi ministri che gli sottoponevano i decreti e le misure che avrebbero dovuto essere adottate. Poi c’era il giro delle udienze concesse a una mezza dozzina di grand commis dello Stato che facevano sentire la voce dell’alta burocrazia e delle istituzioni nodali. Su cosa? Essenzialmente sulle modalità e sui tempi con cui queste decisioni avrebbero dovuto “impattarsi” sullo status quo esistente. Il parere di queste voci non era sul “cosa” ma sul “come”. In effetti, dato che ognuno stava a guardia dei confini della propria nomenklatura di appartenenza,  la soluzione era inevitabilmente quella di sterilizzare ogni provvedimento. Così che interferisse il meno possibile su interessi piuttosto muscolosi, su realtà particolarmente permalose. Soggetti, insomma, pronti a reagire piuttosto ruvidamente nei confronti di...

Spagna. Le leggi e la memoria

Madrid o Barcellona? si domanda il magnate Sheldon Adelson, presidente della compagnia Las Vegas Sands che ha scelto la Spagna come sede del suo progetto di Eurovegas. I politici locali parlano di grandissime opportunità, posti di lavoro e ricchezza, e ognuna delle due regioni fa a gara per venire incontro a Adelson, sempre che come nuovo paese di cuccagna sia scelta la propria zona.   La Spagna come meta turistica di sole e spiaggia è un’invenzione franchista degli anni sessanta che si rinnova in questi giorni con l’aggiunta del gioco d’azzardo e degli altri piaceri che lo accompagnano. Ma per insediare Las Vegas in Spagna si dovrebbero cambiare tante leggi, come quella che decreta il divieto del fumo in luoghi pubblici, e soprattutto andrebbero stravolti i diversi piani regolatori che ne impediscono la costruzione. Ci vorrebbero leggi fatte su misura per Adelson, perché vuol fare le cose a modo suo: grandi alberghi di lusso in zone rurali non urbanizzabili e tabacco in luoghi chiusi, a cui sarebbero esposti clienti ed impiegati. Basta far capire a Pinocchio che il Paese dei Balocchi merita un adattamento delle leggi: “Ecco...

Iván Thays. Un posto chiamato Oreja de Perro

La voce narrante non perde tempo. Scopre le carte fin dalle primissime pagine: la paternità mutilata del protagonista, l’abbandono da parte della moglie, l’incarico che il direttore del quotidiano gli assegna in una delle zone più desolate del paese, la musica caraibica del tutto inopportuna in mezzo alle Ande peruviane, le fosse comuni e il silenzio di mosche di Oreja de Perro. Orecchio di cane, in italiano. Forse per la particolare conformazione del territorio, di difficile accesso, i sassi che ricoprono il terreno brullo sembrano nei sulle estremità cartilaginose dei cani. In realtà sono stati i militari a dare questo nomignolo alla fascia meridionale del distretto di Chungui, nel dipartimento di Ayacucho, che visto su una qualsiasi carta geografica sembra la sagoma di un cane seduto. O forse c’è un’altra spiegazione plausibile, quasi una premonizione, considerata la storia recente del Perù, perché per vent’anni in quel luogo si sono ammazzate centinaia di persone con la stessa efferatezza riservata alle bestie nei mattatoi.   Mescolando la messa in scena della dimensione pubblica della...

Parigi. Il confronto ritrovato

Gli italiani, che hanno visto in tanti La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, lo sanno bene: la Francia con il suo passato coloniale ha un grosso problema. Io sono senza dubbio un francese che ha un atteggiamento negativo, ma trovo che questo problema, questi oblii, sono molto più interessanti per capire il nostro presente di tutto ciò che vogliono imporci in quanto memoria ufficiale, attraverso le commemorazioni, per esempio.   Gli italiani, come i francesi, sanno pure che ormai non è più necessario essere un uomo o una donna culturalmente preparati per accedere alle più alte cariche dello stato. Pertanto siamo inclini a un entusiasmo un po’ esagerato, quando per caso il “cambiamento” porta al governo a Roma un vero “professore di economia” o alla presidenza a Parigi uno che è uscito dalla prestigiosa quanto impervia Scuola Nazionale di Amministrazione, appassionato di storia.   In Francia, il primo governo di François Hollande è stato d’altronde messo sotto segno classico, lui pure un po’ maltrattato, della grande meritocrazia francese: molti suoi membri, a...

Enrico Macioci. La dissoluzione familiare

Viene da chiedersi: La dissoluzione familiare di Enrico Macioci (Indiana, 331 pp, 24,50 €) è un romanzo? La domanda sembra il titolo di un quadro di Magritte, visto che sulla copertina, sotto l’immagine di un libro apparentemente privo di parole ma consunto ai margini come se fosse stato letto, compare la scritta Romanzo, come a dissolvere un dubbio legittimo e prevedibile.   È proprio il concatenarsi continuo di ambiguità semantiche e metaletterarie che permette all’autore di giocare con il lettore proponendo innumerevoli “exercises de style”, narrazioni contenute in altre narrazioni che suggeriscono divertenti regressioni all’infinito, elenchi borgesiani in cui le categorie che tengono insieme gli elementi sono prive di qualsiasi criterio intellegibile e la cui lunghezza non può che suscitare una sincera risata, come a chiedersi: “Ma veramente la lista continua per due pagine?”. E tuttavia, da questo proliferare barocco di testo, quasi indipendente da qualsiasi principio di unità e utilità, deriva un’opera interessante, stimolante e divertente, che invita a non perdersi...

È l'Europa che lo vuole

Si faceva cenno, nello scorso post, al precedente Governo. Ma ora alla Presidenza del Consiglio c’è Mario Monti, a capo di un “governo tecnico”. Si palesa così la deposizione delle armi dialettiche da parte della politica, in favore di un deus ex machina incarnato - anzi no, perché è dis-umano -, interpretato da una maschera criptica della tecnologia.   C’è stato un tempo in cui la politica ragionava, si fa per dire, per stereotipi paternalistico-feudali. C’è un tempo, quello odierno, in cui le ragioni della politica, o meglio di chi governa, sono altrettanto oscure, oscurate. Il basso continuo è quello del comando: ora è l’“Europa” che lo “vuole” e, se non fosse drammatica la situazione in cui versa la democrazia occidentale, ci sarebbe da ridere, pensando al ciclotimico Zenone (Enrico Maria Salerno) che schiamazza “Deus vult” ne L’armata Brancaleone (Mario Monicelli, 1966). E così, a me Mario Monti sembra tanto diverso quanto omologo del dottor Max, l’isterico padrone dell’omonimo libro di Goffredo Parise, pubblicato...

Le dimissioni di Stefano Boeri

Cosa succede a Milano? È già terminata la primavera milanese? Il vento che aveva portato Giuliano Pisapia a vincere le elezioni sull’onda di un cambiamento è caduto? Le dimissioni di Stefano Boeri da assessore alla cultura segnano un’effettiva battuta d’arresto. Ma qual è la questione in gioco? La disobbedienza di un assessore, cui il sindaco vuole ritirare la delega? Un eccesso di personalismo? La mancata discussione nella collegialità di una giunta? Forse tutto questo, ma non solo. Il vero problema che pongono le dimissioni di Boeri è quello di un’assenza di discussione pubblica intorno ai problemi che riguardano la città in un settore importante. Per capire la crisi della giunta meneghina, bisogna partire dal fatto che nelle grandi città la cultura è un elemento decisivo attorno a cui ruota la vita di molti, l’economia, la fruizione del tempo, gli stessi spazi della città. Da quando tempo di lavoro e tempo libero hanno perso la loro identità, a causa delle nuove tecnologie, da quando l’intrattenimento è diventato un motore economico, la cultura si è...