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metafora

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L’idea del bianco come lingua in potenza / Campioni # 17. Laura Pugno

Laura Pugno da Ead., Bianco (Roma, «poeti.com» nottetempo, marzo 2016, pp. 87,  € 7), p. 9 neve, tu sei venuta qui, sei venuta come la neve questa è la voce, i rami di ciliegio nudi, la tua voce e ora ora, nelle macchie di neve le macchie di sole – tutto sembra diventato neve sulla terra   Bianco, il nuovo libro di Laura Pugno, appena pubblicato nella collana «poeti.com» di nottetempo, non si apre semplicemente con un’immagine che evoca il colore del suo titolo, ma con il senso di una percezione fisica: un riverbero. In questa prima poesia, come nel resto della raccolta, il riverberare è quello della neve («nelle macchie di neve / le macchie di sole»), che genera il bagliore invernale e il biancore generale di una parola intensa, da cui quasi dobbiamo schermarci con la mano: «il bianco – si legge nel componimento che sigilla la raccolta – è nel bagliore». Luce, bagliore, riverbero non corrispondono qui solo a un fenomeno ottico di abbagliante spaesamento percettivo e soggettivo, già riscontrabile nell’assiderante accecamento bianco al centro della precedente raccolta dell’autrice romana, La mente paesaggio (Perrone 2010). Il riverberare è infatti da intendersi...

I racconti di Felisberto Hernández

Fino a pochi anni fa, in Italia, dell’uruguaiano Felisberto Hernández (1902-1964) avevamo letto soltanto la raccolta di racconti Nessuno accendeva le lampade, tradotta per Einaudi nel 1974 da Umberto Bonetti e rapidamente scomparsa dagli scaffali delle librerie. Dopo un lungo periodo in cui l’autore è stato relegato all’angustia delle attenzioni specialistiche degli amanti inveterati delle lettere rioplatensi, Hernández conquista nuovo spazio e (si spera) nuovo pubblico grazie all’editore romano La Nuova Frontiera che, negli ultimi tre anni, ha proposto una nuova edizione di Nessuno accendeva le lampade (2012, stesso titolo ma diversa composizione del volume Einaudi del 1974, in cui apparivano anche racconti che non fanno parte originariamente del libro) e due nuove raccolte di narrative brevi sparse nel tempo, Le Ortensie (2014) e il recentissimo Terre della memoria (2015), tutte per la traduzione di Francesca Lazzarato (d’ora in avanti NAL, O e TM).     Pianista viaggiatore non troppo facoltoso, costretto spesso a suonare in bettole di provincia, collezionista di matrimoni e uomo a suo modo marginale, Herná...

Labirinti

Il raffinato editore emiliano Franco Maria Ricci ha appena inaugurato un labirinto realizzato tra il 2004 e il 2015, a Fontanellato (in provincia di Parma). Il labirinto è fatto con piante di bambù di specie diverse. In uno spazio di 7 ettari, la struttura ospita complessi culturali per un’estensione di oltre 5.000 metri quadrati: un museo per la sua collezione d’arte di oltre 500 opere; una biblioteca (con i 1.200 libri stampati da Giambattista Bodoni, e 15.000 volumi di storia dell’arte); una casa editrice (la già nota Ricci Editore, che il proprietario ha venduto nel 2004 per finanziare il progetto e ora ha ricomprato); una sala delle feste e dei balli; la piazza di un borgo con la sua chiesa; una torre belvedere. Ricci ha scritto sul proprio sito:   Da sempre i Labirinti mi affascinano. Insieme ai Giardini, sono tra le fantasie più antiche dell’umanità. Il Giardino, o Eden – così bello che Adamo ed Eva, freschi di creazione, continuavano a stropicciarsi gli occhi – incarna l’innocenza e la felicità; il Labirinto è, invece, una creazione del Potere e una fonte di turbamenti...

Campioni # 6. Umberto Fiori

Umberto Fiori, Esempi da Id., Poesie 1986-2014 (introduzione di Andrea Afribo, «Oscar» Mondadori, gennaio 2014), p. 25   Esempi   Come in treno nei tratti di gallerie: il fresco, poi di colpo la luce acceca e buio, luce, buio e luce di nuovo, e subito buio luce e via, buio: nemmeno il tempo di guardare, di affezionarsi.   Una volta lontani, di tutto questo cinema alla fine in testa cosa rimane? Una fila di esempi, una serie di facciate di case, rapide e serie.   Stanno lì, queste case, come le spiegazioni che i bambini pretendono e che poi mai che le ascoltino.     *   Un esempio, di nome e di fatto. Spunto migliore, a posteriori, era difficile trovarlo, ed è l’autore stesso a fornircelo, nella persona della prima poesia della seconda raccolta (Marcos y Marcos 1992), entrambe intitolate, tutto tranne che a caso, Esempi. Come giustamente evidenzia Andrea Afribo, nell’introduzione all’Oscar che raccoglie tutta sua la parca produzione poetica, strutturale nella poesia di Fiori è l’esplorazione a tutto campo della figura della similitudine, come specchio per...

Giuseppe Tornatore. La migliore offerta

La migliore offerta, mai titolo fu più adeguato. Questo, infatti, è il cinema italiano che piace di più agli italiani. Parlano i numeri: uscito il 1 di gennaio è ancora terzo al Box Office, con una tenitura infrasettimanale di rara forza, viaggia verso i 7 milioni di euro di incasso, che certamente passerà. Un ottimo risultato per un film che conferma quanto Tornatore sia forse il più sopravvalutato dei registi italiani.    L’intenzione era evidentemente quella di fare un film dal respiro internazionale: interamente girato in inglese, con un cast di altissimo livello – Geoffrey Rush, Donald Sutherland, Jim Sturgess, Sykvia Hoeks – ambientato in un non luogo che potrebbe essere Vienna o una qualche amena, pulita, ordinata località del Nord Europa. La confezione ovviamente è perfetta, anche perché con un budget di 14 milioni di Euro non poteva essere meno che perfetta… La storia  è quella di Virgil Oldman (Rush), celeberrimo battitore d’asta e collezionista d’arte, misantropo, misogino e ricchissimo, ossessionato dalle donne che non riesce ad avvicinare e...

L’euro del buon soldato Svejk

Il profilo del soldato Svejk, protagonista di quell’inesauribile parodia della modernità messa in scena nel romanzo di Jaroslav Hasek, campeggia sull’euro della Repubblica Ceka. E subito scatta un pensiero: e noi quando avremo il nostro Pinocchio sulle tintinnanti monete d’Europa? Oppure vorremmo vedervi Renzo e Lucia? Il Gattopardo? O forse il Cavaliere dimezzato, visti i mutati scenari politici?   Che ne avrebbe fatto Jaroslav Hasek del suo bravo soldato Svejk traslocato su sonante moneta? Se lo sarebbe bevuto, non c’è dubbio. Euro dopo euro. Boccale di birra dopo boccale. Peccato che questi euro sono falsi. La Repubblica Ceka non aderisce all’euro. La Slovacchia sì ma la Cekia no. Quello che vedete è un euro che circola solo in rete. Qualcuno – forte in ironia e sarcastico contro i poteri forti della nuova Europa – ha rimesso in circolazione quell’ “idiota” del soldato Svejk affinché, con surreale ironia, ridicolizzi un pochino le asettiche gerarchie della nuova Cacania. Mica male come metafora! Comunque, per quel che conta il mio parere, sull’euro vorrei Pinocchio. E...

Rizoma

Presentato per la prima volta in un testo omonimo pubblicato dalle Éditions de Minuit nel 1976 e poi ripubblicato come primo capitolo (Introduzione) di Millepiani quello di rizoma è un concetto cardinale della coppia filosofica formata dai francesi Gilles Deleuze (filosofo) e da Félix Guattari (antipsichiatra).   “Il rizoma (da rizo-, radice, con il suffisso -oma, rigonfiamento) è una modificazione del fusto con principale funzione di riserva. È ingrossato, sotterraneo con decorso generalmente orizzontale” (da Wikipedia). Tuttavia nel repertorio concettuale di Deleuze & Guattari il rizoma indica tutt’altro che radicamento, verticalità e gerarchia (si pensi alla metaforica heideggeriana legata al Grund): il rizoma cresce infatti orizzontalmente e ha struttura diffusiva, reticolare, anziché arborescente. Il rizoma è un anti-albero, un’anti-radice, un’anti-struttura.   L’orizzontalità rizomatica è giocata simbolicamente contro l’immagine filosofica di una conoscenza “verticale” (l’albero della conoscenza, dalla Bibbia a Descartes a...