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monologo

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Definisci propaganda

Che cosa è propaganda, oggi e in democrazia? Gino Boccasile, cartellonista ma anche ufficiale delle SS, fu l'autore di un esemplare manifesto durante la Repubblica di Salò. Gli si chiedeva di mettere in buona luce i nazisti presso la popolazione civile. Nacque il nazi sorridente, con la mano tesa e un titolo che recitava "La Germania è veramente vostra amica". Nell'Italia di quei giorni, tra rastrellamenti e fucilazioni, si può immaginare anche un solo passante disposto a farsi convincere da quella sinistra apparizione?   Gino Boccasile, La Germania è veramente vostra amica   Semplicemente, non era vero. Tutta la realtà intorno a quel rettangolo di carta azzerava ogni intento propagandistico. Tanto che, come testimoniato da Dino Villani, poco dopo la prima pennellata di colla sui muri, i manifesti repubblichini erano già strappati e per terra. Puniti, possiamo dire, per aver così ostinatamente negato il vero, con quella fissità tipica dei regimi assoluti, i cui messaggi in sostanza ripetono sempre lo stesso significato: ora parla solo il potere, che racconta la sua stessa perfezione...

Mathias Énard, ricostruire il Mediterraneo

Mathias Énard è uno scrittore d'eccezione in Francia. Esempio più unico che raro nell’universo letterario d’Oltralpe, è uno dei pochi autori di successo che preferisce scrivere piuttosto che apparire; che si trova più a suo agio sulle poltroncine dei treni – preferibilmente di seconda classe e dirette verso sud-est – che su quelle dei palcoscenici televisivi o dei salotti letterari; che preferisce la vita vera alla sua sterile sublimazione narrativa; Barcellona – porto di mare dove vive dal 2000 e insegna l’arabo all’università – a Parigi, che sembra ormai un museo delle cere dell'élite editoriale francese. Proprio come per Blaise Cendrars e il collega scrittore e giornalista Olivier Rolin – autori ai quali spesso è paragonato e a cui lui stesso ammette di ispirarsi – anche per Énard la letteratura non può e non deve essere un semplice esercizio di stile, ma uno sguardo su ciò che accade nel mondo. Fin dall’inizio della sua carriera universitaria, Mathias Énard ha cercato con sistematica caparbietà di spostare il...

Nuova spettacolarità

Diverse definizioni possiamo rievocare per figurare la scena degli anni ottanta, una realtà in esaurimento e in movimento, in trasformazione. Giuseppe Bartolucci, critico-guru di varie generazioni della sperimentazione teatrale, parla di “nuova spettacolarità”; Oliviero Ponte Di Pino, in un libro che raccoglie le esperienze più significative del periodo, sottolinea la ricerca di “una grammatica del presente”.   Magazzini Criminali, Sulla strada (1982)   O forse dobbiamo piuttosto scattare varie istantanee. Una coreografia ossessiva e barbara, sotto cieli tropicali e ardori desertici, con luci coloratissime, musiche iterative a avvolgenti, in Sulla strada dei Magazzini Criminali di Sandro Lombardi, Federico Tiezzi e Marion D’Amburgo, il nomadismo elettronico innestato sul tronco del vecchio Kerouac (1982). Un correre dei personaggi attraverso ambienti disegnati con tratto da fumetto in Tango glaciale di Falso Movimento con la regia di Mario Martone (1982). Il balletto antigravitazionale, nella metropoli incombente, in vari spettacoli della Gaia Scienza e di Giorgio Barberio Corsetti. Il teatro si fa danza. La...

Premi per giovani e paesi per vecchi

L’Italia è un paese per vecchi, dunque parlare di giovani è di moda. Nel teatro italiano tutti quanti vanno in cerca di giovani: gli spettacoli sono quasi autoprodotti e costano meno, le compagnie sono spesso costrette ad accettare condizioni poco dignitose e, se nello stesso festival si mettono insieme più opere, “giovane” diviene una categoria estetica che tiene a galla le programmazioni. Pochissimi sono quelli che rischiano, andando in cerca di compagnie sconosciute e offrendo qualche opportunità vera, per quanto è possibile fare. L’Associazione Scenario si è presa questa responsabilità dal 1987 organizzando l’omonimo premio dedicato alle forme del nuovo e, in questi anni modaioli, è divenuta un punto di riferimento per i gruppi che sono all’inizio. La scorsa settimana, al Teatro Franco Parenti di Milano, sono state presentate le quattro opere “finite” dell’edizione 2011, la “Generazione Scenario”: i vincitori di Scenario e Scenario Per Ustica, riservato quest’ultimo a spettacoli dal particolare valore civile e due spettacoli che hanno ricevuto...

William Gaddis. L’agonia dell’agape

L’agonia dell’agape (Alet edizioni, Padova 2011, 144 pp., Traduzione di Fabio Zucchella) è qualcosa di più di un capolavoro, è un tentativo di capolavoro. William Gaddis decripta in poco più di novanta pagine la sua ossessione per la “meccanizzazione delle arti”. Un lungo monologo ricchissimo di citazioni e spesso dichiaratamente autobiografico con cui Gaddis tenta di riappropriarsi della propria posizione di autore, un modo per tentare di esaurire la propria ossessione coltivata per più di quarant’anni: il tempo sfugge all’autore ormai destinato alla morte.   La voce monologante è quella di un vecchio scrittore ormai morente che tenta di riannodare i fili del discorso sdraiato su un letto d’ospedale circondato da appunti e ritagli raccolti nell’arco di una vita. Nei ritagli risiede il germe, la struttura fondante di questa come di quasi tutte le opere di William Gaddis, regista spericolato ma grande montatore capace di trasformare teorie e cronaca in una struttura romanzesca che è l’unico sistema possibile per raccontare le sue storie. L’ossessione di Gaddis...

L'attore Civile, l'amore, la contraddizione e la libertà

Nei teatri bolognesi, da qualche mese, capita di assistere a monologhi di giovani attori e attrici che precedono gli spettacoli. Il pubblico si reca in alcuni luoghi “ufficiali” del circuito cittadino, dalla stanca Arena del Sole al Teatro delle Celebrazioni, una sala privata con un cartellone prevalentemente commerciale. Prima che lo spettacolo in programma abbia inizio ci sono le presentazioni di Civile, progetto di Fiorenza Menni (Teatrino Clandestino) e della studiosa e organizzatrice Elena Di Gioia. Sono dei ritratti, dei racconti autobiografici scritti e provati durante settimane di lavoro precedenti. Gli attori e le attrici parlano della loro vita, della scelta di individuare nell'arte il proprio posto nella società. Qualche settimana fa, a Roma, questi ritratti “civili” hanno convissuto tutti nello stesso spazio, l’Angelo Mai Altrove, che da un anno e mezzo ha riaperto in zona Circo Massimo ed è divenuto uno snodo cruciale del teatro che vive.     In Italia, oggi, c'è un teatro che vive e uno che sopravvive, eppure è il secondo a garantirsi la quasi totalità di date, produzioni,...