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Tra neuroni e politica / Lo scandalo della libertà

Senza la libertà, esisteremmo in quanto persone? O non saremmo altro che meccanismi? Se non fossimo gli arbitri dei nostri giorni, che valore avrebbe la nostra vita? In che cosa consisterebbe il merito o il biasimo che attribuiamo ai nostri simili se, come tante marionette, la nostra esistenza fosse mossa da fili invisibili? Sono domande che non possono lasciarci indifferenti: siamo creature libere o siamo guidati dal fato, dagli dei, dal cieco ed eterno movimento degli atomi, dai neuroni e dalle sinapsi? Anche se, come diceva il grande Musil, “simili indovinelli si sciolgono in un modo curioso e cioè dimenticandoli”, l’autore di Il prigioniero libero (Adelphi, 2020), Giuseppe Trautteur, affronta il problema con entusiasmo contagioso, a partire dall’ossimoro del titolo. Il suo testo è di una chiarezza e precisione invidiabili e delinea con encomiabile brevità la cornice concettuale dentro la quale oggi si discute del libero arbitrio sia nel mondo scientifico che in quello filosofico. Il libro rivela, senza sconti, lo scandalo rappresentato dalla libertà che è un ospite inatteso e scomodo per la scienza che descrive un mondo dominato dal caso o dalla necessità. Al contrario, per...

L'arte come teoria della mente

Il freudiano Progetto di una psicologia, delineato nel 1895, contiene un modello biologico della mente che lo stesso Freud si affretta ad abbandonare e a disconoscere, indicandolo come un tentativo confuso e prematuro. Prima di poter studiare i processi mentali da una prospettiva neurofisiologica era necessario passare attraverso la mediazione di una psicologia dinamica della mente. Tuttavia questo episodio della variantisitica freudiana ha una funzione rivelatrice: nello “scarto” c’era l’intuizione di uno sviluppo necessario, dell’esigenza di creare una omologia tra la configurazione cognitiva della psiche e il funzionamento fisiologico del cervello.   La separazione tra psicologia e biologia della mente va intesa quindi come una mossa tattica e provvisoria, escogitata da Freud senza mai perdere di vista l’orizzonte di una disciplina unificata, come si legge chiaramente, nel 1920, in Al di là del principio del piacere. Aspettando di trovare i correlati fisiologici dei processi psichici, Freud getta le basi per la nascita della psicologia cognitiva, che sarà poi definita compiutamente da Neisser, nel 1967, come una...