Categorie

Elenco articoli con tag:

professore

(5 risultati)

Indicativo presente | Duecento giorni in classe / Cominciare

Una classe spesso comincia ad essere classe prima che arrivi un professore. Venti o più ragazze e ragazzi non sempre hanno davanti il tizio che sarà con loro per un anno. Conoscono i docenti di ruolo, e cominciano a conoscere i supplenti. Supplenti per due settimane, per un mese, o tutto l’anno. La scuola italiana rimane un organismo burocratico enorme, nonostante la legge che istituiva l’autonomia scolastica, la 59 del 15 marzo 1997, abbia voluto rendere ogni istituto una sorta di azienda statale più indipendente, con un migliaio di studenti e cento-duecento dipendenti tra docenti, amministrativi, “bidelli” (il personale ATA Amministrativo Tecnico e Ausiliario). I docenti di ruolo (quelli che resteranno sino alla pensione) sono la maggioranza, ma tanti sono “precari”. Attendono in genere la nomina annuale in una o più scuole, che arriva dall’Ufficio Provinciale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica a fine settembre, o a inizio ottobre. Quindi la storia della mia classe è cominciata prima di me, il professore.   Ricevi una mail dalla scuola che ti propone un contratto “sino ad avente diritto”: vuol dire che cominci a lavorare ma non sai...

Progetto Jazzi / Gerhard Rohlfs. Il professore che amava camminare

Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Pubblichiamo qui una serie di ritratti di camminatori e camminatrici, a partire da quello del linguista Gerhard Rohlfs; persone che hanno legato il proprio lavoro - più una passione che una professione - all'attività del camminare.   Gerhard Rohlfs, filologo, linguista e glottologo, nato a Berlino nel 1892, sviluppò le sue ricerche e organizzò il suo pensiero camminando, come lo scrittore Robert Walser. Insegnò filologia romanza nelle Università di Tubinga e di Monaco di Baviera. Ricevette l’incarico di studiare i dialetti del Sud Italia da Jakob Jud e Karl Jaberg, due romanisti svizzeri, e prese quindi parte alla realizzazione dell’AIS (Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale).   Ho appreso dal libro di Salvatore Gemelli, Gerhard Rohlfs. Una vita per l’Italia dei dialetti, che il filologo tedesco era figlio di un vivaista e che, durante la sua infanzia, si divertiva a imparare a memoria nomi di piante e animali. Era già, nei...

Tanti auguri per la sua ideal insomnia / Io . . . (un altro) Bruno . Eco . . Joyce

Un ricordo del Professore da parte di uno qualunque che ne ha condiviso l’ossessione per il Finnegans Wake, totem erudito e – dimenticatissima – cornucopia semiotica.   Marino! Chi era costui?   Non deve stupire il rapporto personale che chiunque abbia anche solo inciampato nei suoi scritti, lo abbia visto anche solo una volta parlare in pubblico o abbia anche solo minimamente interagito con lui, ha finito per instaurare con Umberto Eco. Figuriamoci chi su quegli scritti si è formato, chi è stato tante volte parte del suo pubblico, chi ha avuto modo di scambiarci più di qualche parola. Umberto Eco era – è – un mito, “l’intellettuale contemporaneo per antonomasia” (checché ne dicano “i sondaggi”), come ben spiegato da Michele Cogo in Fenomenologia di Umberto Eco, un libro che doveva intitolarsi Scherzando sul serio. Sì, perché Eco, se proprio lo si vuole bignamizzare, era questo: “l’uomo che sapeva troppo” e che sapeva dirtelo, poliedrico, in maniera sempre brillante. Come l’Acqua Recoaro.  È stupido uccidersi appresa la notizia della morte di Rodolfo Valentino? È osceno non trattenere l’eccitazione e lavare con la propria urina gli spalti dello stadio all’ingresso...

Speciale Gianni Celati | Un padre scapestrato

A quell’epoca andavo all’università in via Guerrazzi 20, a Bologna. La prima lezione della giornata e della settimana cominciava alle 9.00 del lunedi. Arrivavo alle 8.50 e mi sedevo sulla panca bianca di fianco all’ingresso dell’aula C. Ero l’unico studente che si vedesse in giro a quell’ora nel corridoio del DAMS. Alle 8.55 il professore imboccava il corridoio e mi concedeva, nel suo filare diritto verso la porta dell’aula, un mezzo sorriso compiaciuto e insieme un po’ sorpreso che, a una matricola e mezza come me, non poteva che apparire un segno di predilezione. Perciò mi infilavo in aula subito dopo di lui, salvo constatare che da quel momento in poi e in rapida successione arrivavano tutti gli altri studenti.   Ma giustizia era già stata fatta: il primo giorno di lezione, con l’aula C traboccante, un Celati irritato fino alla collera aveva messo bene in chiaro che il suo corso sarebbe stato una strage - “e cosa venite a fare qui; qui si parlerà della letteratura inglese e se non sapete l’inglese andatevene a casa...”. Forse non disse esattamente queste cose, ma...

Aboliamo le tesine di maturità

Ultimata la lettura e, per così dire, la discussione delle tesine di maturità, congedati i candidati e i commissari d’esame, pubblicati gli esiti, si va in vacanza con alcune fragili certezze.   Liceo delle Scienze Sociali. Una ricca città del Nord. Innanzitutto gli uomini del ‘900 erano degli inetti, a causa della perdita dell’identità, certamente, ma lo zampino ce l’hanno messo anche la scoperta dell’inconscio e l’alienazione della società di massa; la società occidentale ha superato la sfida dei totalitarismi, nonostante i milioni di vittime di svariati stermini, ed ha imboccato la strada maestra della democrazia; devianza, violenza, razzismo e xenofobia restano in agguato, ma scuola, famiglia e volontariato vigilano e fanno ben sperare. Nonostante le multinazionali e la globalizzazione. E il divario Nord-Sud del mondo.   Letteratura Italiana e lingue straniere: gli autori e i personaggi a scadenza illimitata restano D’Annunzio, Svevo e Pirandello, a tratti Montale, Andrea Sperelli, Zeno Cosini, Mattia Pascal e Vitangelo Moscarda, Gavroche e la Madeleine, Emma Bovary, Le...