festival scarabocchi 2020

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quartieri

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II puntata / Elogio del neokitsch (berlinese)

Qui la prima puntata.   Il Kitsch comunista. Il suo modello è la cerimonia detta del primo maggio. […] Quando il corteo si avvicinava alla tribuna centrale, anche i visi più annoiati si illuminavano di un sorriso, come a voler dimostrare di essere doverosamente contenti o meglio di essere doverosamente d’accordo. M. Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere.   Il culto delle immagini nei regimi totalitari ha dato esiti diversi a seconda del tempo, del luogo e delle culture coinvolte, ma è partito da un’esigenza comune: rappresentare, illustrare, divulgare il discorso egemonico rendendolo quanto più possibile appagante, convincente e condivisibile. Le cerimonie e i culti che vi si consuma(va)no espleta(va)no la stessa funzione, che alle spalle avessero un ideale politico o religioso, la declinazione della “fede” in funzioni e celebrazioni rituali tende(va) a coinvolgere emotivamente e intellettualmente quanti più adepti possibile, a gestire e indirizzare le loro emozioni, a ottenere il massimo consenso. Le parate, sfilate, processioni dovevano altresì assumere proporzioni grandiose e stupefacenti, per numero di aderenti, per eccezionalità delle scenografie, per...

Lo Zimbabwe e il paradosso spaziale

English Version   Abbassare la testa e avanzare a zig zag, spostare il peso da un piede all’altro, schivare i colpi di spalla e correre veloci verso… l’altro lato della strada. È così che mi muovo, non su un campo di rugby, ma tra le strade del centro di Harare.   Ritengo di avere una buona consapevolezza dello spazio che mi circonda, so dove sono collocati gli oggetti rispetto al mio corpo e sono in grado di muovermi di conseguenza. Eppure non posso dire lo stesso di molti abitanti dello Zimbabwe.   AtWork Harare, workshop at the National Hallery of Zimbabwe, ph Kresiah Mukwazhi. Non si contano le volte in cui, trovandomi in fila, ho avvertito il fiato di un altro sul collo, il suo petto contro la schiena. Di solito basta uno sguardo per farlo indietreggiare, ma quando invece ti fissa stupito con sguardo innocente, ti fa passare per strano solo perché non vuoi che il tuo spazio personale sia occupato da un perfetto sconosciuto.   E poi ci sono i kombi. L’obiettivo è semplice: stipare dentro il minibus il maggior numero di persone possibile. Non importa se la leva del cambio ti preme contro la coscia o se i passeggeri si lamentano perché hanno fretta. Tutti...