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rifugiato

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Racconti da Tel Aviv

Ieri sera sono stata a cena al Container, un ristorante trendy di Jaffa. Come suggerisce il nome, prima della trasformazione era uno dei tanti orribili magazzini che si trovano nei porti dismessi. Il porto di Jaffa era infrequentabile di sera fino ad alcuni anni fa, poi la municipalità di Tel Aviv ha pianificato un’opera di risanamento e ora ristoranti, caffè, librerie, gallerie d’arte e locali di ogni genere sono affollati anche un normale lunedì sera di maggio.   Jaffa è la parte araba della città di Tel Aviv, tuttavia tra quelle moltitudini che cicaleggiano dentro e fuori i locali del porto, non si vedono giovani donne arabe, identificabili come tali per l’abbigliamento e il capo coperto: ci sono, in giro, ma non si mischiano, passeggiano a piccoli gruppi, apparentemente incuranti di quanto accade intorno.     A poche centinaia di metri a sud del porto di Jaffa si sviluppa Ajami, un quartiere arabo cristiano e musulmano, anche questo poco raccomandato fino a qualche anno fa. Oggi, grazie alla lungimiranza di alcune famiglie e agli sforzi della municipalità, il quartiere, da sempre...

Space of confidence

Devo ringraziare Rawan Sharaf, direttrice di Palestinian Art Court ad Al Quds (Gerusalemme), per avermi ispirato il titolo di questo dispaccio. Penso racchiuda buona parte della ricerca che sto compiendo individualmente come progettista-trasformatore e insieme al gruppo di Campus in Camps. Rawan parla di space of confidence riferendosi al lavoro di engagement (coinvolgimento) che sta compiendo con abitanti e commercianti della strada dove ha sede la Fondazione da lei diretta, nel tentativo di costruire possibilità relazionali nel quartiere per ri-acquistare una reciproca e costruttiva confidenza sociale, indebolita dall’occupazione in corso.   Senza dilungarmi oltre sui dettagli di tale iniziativa, ritorno velocemente al nostro spazio di confidenza. Un commento di Fiorenza Menni da Bologna mi fa ripensare al logo e agli arredi, appena realizzati e montati, come ad applicazioni del pensiero e non a un mero “prodotto”. Semplici, economici e rapidi da realizzare, gli elementi d’arredo organizzano l’ambiente in modo flessibile nell’uso e colorato nell’atmosfera. A dominare sono le cromie, distanti dalla formalità...