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stagioni

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Poppies! (and cornflowers)

Paradossi del paesaggio postmoderno: per ritrovare insieme fiordalisi e papaveri bisogna andare all’Expo. Per l’universale occasione li hanno seminati negli spazi verdi intorno ai padiglioni, mentre in centro vestono a nuovo le aiuole del Castello Sforzesco con il compito di richiamare alla memoria i campi di grano. Quelli di una volta, quelli ritratti da Claude Monet nei suoi celebri en plein air, vittime oggi di un’agricoltura noiosa, armata di diserbanti e volta al massimo profitto, ma che non sa (non vuole) sfamare l’intero pianeta. E pensare che mia madre raccoglieva le giovani rosette basali dei papaveri – le chiamava, chissà perché, “madonnine” – per dar gusto e consistenza alle misticanze.     Erbacee annuali, con radici a fittone, gambi nudi e pelosetti, fiori solitari, inodori ma dai colori squillanti, rosolacci e garofani dei prati (questi i loro nomi volgari) approfittavano volentieri dei coltivi per dar forma con le spighe dorate all’emblematico bouquet estivo. Scacciati dalle colture, quanti cappelli di paglia orfani! Quanti fiordalisi in crisi d’identità, in cerca di...

La frase più bella della lingua italiana

La luce è stroboscopica, l’aria opprimente tranne vicino ai banconi dei surgelati. Lì il freddo mi assale e rimpiango di non essermi portata un maglioncino. Non ce l’ho neanche per mio figlio piccolo, incastrato nel seggiolino del carrello, che si lamenta: “mmmm…mamma, freddo, ‘diamo bia”. Aspetta, cucciolo, la mamma deve scegliere fra le pizze surgelate, quella coi wurstel, che è la tua preferita, e i fagiolini già curati, e anche… ma certo, le patatine da forno, che piacciono a tutti e non fanno ingrassare. Se poi ti becchi un raffreddore, figlio mio, la mamma ti porta dalla pediatra, giusto 200 metri da casa nostra. Che sarà mai, una passeggiatina, ti ci porto anche in braccio se hai la febbre. Mia figlia dodicenne mi tira per il braccio: “mamma, mi hai promesso che andavamo a vedere il negozio di vestiti, ti prego, ho la festa di Matteo sabato”. Ma certo che andiamo a vedere il negozio di vestiti, bimba-ragazza che cresci sfuggendo al mio abbraccio. Prima, però, ti prego, fammi completare la spesa, dobbiamo prendere le verdure fresche e una buona bottiglia di vino per pap...

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