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Non possedere la famosa capacità di problem solving / Traslocare: che tenerezza!

Il 2 aprile ho traslocato. Mio figlio, che ha quasi sette anni, trova la parola trasloco molto interessante. Per settimane non ha fatto che ripeterla, lasciandosela rimbalzare in bocca come una caramella succulenta. E a sentirla pronunciare da lui, questa parola ancora così esibitamente latina, con quel prefisso tras- che precede loco (da locus), anche a me suona quasi leggera, inadatta a significare ciò che in effetti significa, ossia una delle azioni umane più pesanti e faticose che si possano immaginare. Credo invece che, col senno di poi (di questo poi che non è ancora abbastanza poi, trovandomi mentre scrivo nella risacca degli effetti psicologici e fisici del mio trasloco), ancora più pesante e faticoso sia comprendere con quanta leggerezza, inconsistenza, vanità, gli altri affrontino l’argomento, specie quando a traslocare siamo noi anziché loro.   Il fatto è che, in questi ultimi tempi, ogni volta che mi sono ritrovato a parlare del mio trasloco, immancabilmente mi sono sentito dire: “Sai, secondo studi recenti, il trasloco è la terza causa di stress psicologico dopo il lutto e la separazione”. In realtà questi studi recenti non sono poi così recenti, essendo il...

Paola Capriolo: intervista su Gregor Samsa

Incontriamo Paola Capriolo, nella veste di traduttrice di Kafka (dopo "Il Castello" e "La Metamorfosi", è di prossima pubblicazione "Il Processo" presso SE) per parlare di Gregor Samsa. Non dell'insetto mostruoso, però, ma di ciò che Samsa era "prima" di trasformarsi. Un commesso viaggiatore, uomo che vende e parla per vendere. Come Leopold Bloom dell'Ulisse, venditore di spazi pubblicitari. Romanzo che Joyce iniziò a scrivere nel 1915, anno di pubblicazione della Metamorfosi. Mestieri che mescolano uomo e mercato, linguaggio e profitto. Da qui partiamo per un'indagine sulle descrizioni del pubblicitario, professione di sintesi per eccellenza.     Hai scritto "all'aprirsi del racconto la metamorfosi è già avvenuta". Dunque che cos'era, prima, Samsa? Perché Kafka sceglie per lui il mestiere di commesso viaggiatore?   Prima della metamorfosi Gregor Samsa è un uomo che vive per gli altri. Si sacrifica per la sorella, si sacrifica per i genitori... forse, attribuirgli un mestiere che è basato sul rapporto con gli altri, sul viaggiare...

Rabbia!

“Lo so: perché in me è oramai chiuso il demone/ della rabbia. Un piccolo, sordo, fosco/ sentimento che m’intossica:/ esaurimento, dicono, febbrile impazienza”. Così scrive Pier Paolo Pasolini in una poesia compresa nelle Poesie incivili, appendice al volume La religione del mio tempo. Lo scrittore aveva in mente di pubblicare un libro di racconti con il medesimo titolo; non ne fece invece nulla, e la parola “rabbia” finì in cima a un documentario del 1963. Secondo Emanuele Trevi – ne ha scritto in Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie) – la grande prerogativa di Pasolini è proprio la rabbia, ed è questa reazione emotiva, stato di violenta agitazione, che differenzia l’artista, lo scrittore e il poeta da tutti gli altri. Non dunque un difetto, ma proprio un’indispensabile prerogativa.   In un piccolo libro, un pamphlet, Dio è violento (Nottetempo), una filosofa, Luisa Muraro, affronta l’argomento, e fa un elogio della rabbia e della violenza in una società, la nostra, in cui, com’è scritto nella quarta di copertina, “è venuta meno la narrazione salvifica del contratto sociale”. Il tema della rabbia sembra tornato in modo prepotente d’attualità. Nei mesi scorsi è comparsa nei...