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suicidi

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Statistiche invidiose e suicidi scandinavi

1. Ha colpito il fatto che i paesi europei a cui tende la valanga di profughi dall’Asia e dall’Africa sono in effetti soprattutto la Germania e la Svezia. E questo non solo perché la Svezia è un paese particolarmente accogliente, ma anche perché è considerato – non a torto – uno dei paesi europei in cui è meglio vivere (clima a parte, forse). In certi paesi, come la Francia, xenofobi a parte, ci si è chiesti preoccupati perché i profughi non puntino più sui paesi famosi per dare asilo: “Ma allora, la Francia non attrae più nessuno!” si chiedono sconsolati.   Parlando di questo con amici, alcuni paiono perplessi e mi dicono “…ma in Svezia hanno un alto tasso di suicidi.” Sono decenni che, quando capita di parlare di paesi scandinavi, sento questo refrain, in pratica un riflesso pavloviano: se si accende la luce rossa “Scandinavia” – e soprattutto “Svezia” – allora nell’italiano o italiana con cui parlo spesso si produrrà una salivazione che darà “Alto Tasso di Suicidi”. Che gli Scandinavi...

Ermanno Rea: "Non volevo fare il giornalista"

È in un appartamento elegante di un palazzo dei primi del Novecento, a un passo dalle mura vaticane, che mi accoglie Ermanno Rea. Il sole caldo di questa tarda mattina illumina le stanze e, superato l’ingresso, riconosco alle pareti alcune delle fotografie scattate nei suoi viaggi da inviato. Mi colpisce il primo piano di una giovane donna velata, in un niqab bianco, i suoi occhi scuri, malinconici e indagatori. La foto è stata scattata ad Algeri all’indomani della liberazione dal colonialismo francese.     Atri scatti di quel reportage sono pubblicati in Io reporter (Feltrinelli, 2012) il volume che raccoglie molta della produzione fotografica di Ermanno Rea. Nella breve introduzione al portfolio sull’Algeria, lo stesso Rea ricorda come in quel periodo, primi anni ‘60, fu colpito dai numerosissimi casi di suicidi femminili di cui si dava notizia sui giornali locali. La ragione era una sola: quelle giovani donne si toglievano la vita perché vittime di matrimoni forzati, vendute dai loro padri. In quel soggiorno ad Algeri, mentre documentava la nascita di una nazione indipendente, a Rea accadde un incontro fortuito, casuale, per quanto folgorante. Invitato a partecipare...

Morti a credito

Imprenditori e disoccupati, agenti di custodia e carcerati. L'aumento dei suicidi nel paese sembra allarmante. Viste fuori dalla comunicazione mediale, che tende a generalizzare, le insidie suicidarie accomunano persone che un tempo apparivano antagoniste, gli uni dalla parte opposta della barricata rispetto agli altri. Entro in un carcere con l'incarico di condurre un gruppo sull'autolesionismo, tra operatori sanitari e agenti di custodia l'aula è affollata. I carcerati non sono presenti. Meglio così che come in quest'immagine.     Agenti seduti da una parte, personale sanitario dall'altra. Separati da una linea invisibile. La richiesta dominante tra il personale sanitario è: come facciamo a impedire l'autolesionismo e il suicidio tra i carcerati, tecniche affidabili. Gli agenti invece raccontano: “Autolesionismo è venire qui tutti i giorni” dice un agente. Un altro: “Come si può vivere ascoltando discorsi che raccontano di come si è uccisa e fatta a pezzi la propria moglie”. Un altro ancora: “Abbiamo paura del dato che parla di un incremento preoccupante dei...