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Trasformazioni

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San Francisco

Nonostante le spiacevoli traversie dei viaggi andati a male sappiamo che non sarà questo a fermarci. Le esperienze di viaggio ci insegnano che la prossima volta potrebbe andare meglio, anche quando tutte le evidenze volgono al peggio. C’è, nel viaggio, la forza di una sorpresa, l’idea di novità, la deriva profonda dell’avventura, quella che il filosofo Jankélévitch pensava fosse la chiave dell’idea di inizio, di ri-partenza o di qualcosa che “stacca” il tempo normale e lo fa diventare una freccia. C’è, nel viaggio, la busta a sorpresa che una volta si comprava in edicola. Non importava quel che c’era dentro, giornaletti, soldatini, cianfrusaglie, ma era l’aprirla il momento magico. Il viaggio è un avvio. E soprattutto esso è una riproposizione del presente, riporta il presente dove dovrebbe stare.   Adesso che sto ballando in un posto improbabile, nell’unico quartiere off rimasto a San Francisco, Bayview, un ghetto nero in cui la gentrification tarderà ad arrivare, adesso lo sento il presente. In una dark room di un bar malandato all’angolo della...

Padre simbolico e madre virtuale

Gli adolescenti odierni navigano in acque molto diverse da quelle del passato. Il contesto in cui sono nati e cresciuti ha caratteristiche nuove rispetto a quello in cui si sono venuti al mondo e diventati grandi i loro genitori. Si tratta di un fatto innegabile. È cambiata la società, sono diversi i valori di riferimento della famiglia ed è avvenuta una sorprendente metamorfosi che ha cambiato i connotati delle mamme e dei papà.   Fino a qualche decennio fa era possibile affermare che madri e padri si fossero suddivisi i compiti in modo marcatamente differenziato. Le mamme accudivano e i padri sgridavano, davano regole mettendosi a una distanza talmente verticale da far venire il torcicollo ai figli. La storia di una tipica famiglia tradizionale del passato recitava un copione classico e ricorrente. La coppia che decideva di convolare a giuste nozze in realtà lo decideva, nel senso più letterale del termine, ben poco. Il matrimonio era una tappa obbligata al raggiungimento di una certa età, un esito naturale delle cose, un’aspettativa che tutta la società riponeva nel futuro degli individui. L’arrivo di un...

Milano ha un futuro?

Una città come questa non è per viverci, in fondo: piuttosto si cammina vicino a certi muri, si passa in certi vicoli (non lontani dal luogo del supplizio) e parlando con la voce nel naso avidi, frettolosi si domanda: non è qui che buttavano loro cartocci gli untori?   da Giovanni Raboni, Tutte le Poesie (1949-2004), Einaudi, 2014       Che posto strano, chi ci arriva da fuori e non ci è abituato si sorprende che sia una città «volutamente» trasandata. Come se la cifra più forte del suo attestarsi sulla bassa non sia il magnifico Duomo, ma l’assenza di dettagli, il voler comunicare «qui non abbiamo tempo» per la bellezza. Una città ricca – ovviamente anche povera – ma in cui i ricchi hanno sempre preferito l’interno all’esterno e in cui il lusso si dovrebbe manifestare negli immensi cartelloni pubblicitari per la moda. Ma ovviamente la cosa non tiene. All’angolo della prima crisi i cartelloni dimostrano quello che sono: solo bidimensionalità. Per chi la scopre a piedi nei suoi angoli e nelle sue opportunità rimangono un...