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volo

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La mostra alla Maison Rouge di Parigi / Manuale di volo

L’immagine sul monitor è granulosa, sbiadita; si intravedono una linea di colline, un lago, qualche cespuglio, un uomo ripreso di spalle, maglia e pantaloni scuri: stende le braccia, le batte come le ali di un uccello, fa un salto. L’atterraggio, un metro più avanti, è goffo, ridicolo. E ricomincia: salta, agita le braccia, ricade incespicando. La performance Tentativo di volo – filmata da Gerry Schum nel 1970 per il suo documentario Identifications – è tra le più note di Gino De Dominicis, figura quintessenziale del paesaggio artistico italiano dello scorso fine secolo. Lo slapstick è il modo con cui De Dominicis si appropria, rovesciandola comicamente, di una tenace mitologia artistica moderna, il superamento dei limiti fisici, l’elevazione verso uno spazio estetico-politico posto al di là dell’immediato presente.   Gino De Dominicis, Tentativo di volo, 1970   Ma il Tentativo, come ha notato Michele Dantini, è anche la puntuale parodia di quel Salto nel vuoto (1960) con cui Yves Klein celebrava il suo singolare ingresso in uno “spazio” dell’arte tutto immateriale e mentale, così come un altro lavoro di De Dominicis, Il tempo, lo sbaglio, lo spazio (1970) – uno...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore. Dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, va avanti con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poemetto inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (Bologna). Dopo Volo sopra la città di Londra, pubblicato mercoledì 13 maggio, Volo secondo sopra la Francia, pubblicato mercoledì 20 maggio, Volo terzo sopra la Grecia con visione finale di Afrodite, pubblicato mercoledì 27 maggio, il fantastico viaggio guidato da William Blake continua oggi verso il nuovo mondo, incontro allo sciamano Zäreymakù e alla distruzione della terra, fino alla Frisco dei poeti beat e all...

Ricordi macaonici

Gli stupendi affreschi del Beato Angelico che abbelliscono le celle dell’ex-monastero di San Marco a Firenze raggiungono il picco del capolavoro con la raffigurazione della Annunciazione. In quell’opera, la figura dell’arcangelo Gabriele spicca per la sua eleganza e purezza di stile, ma anche per la slanciata e appuntita forma delle ali multicolori, davvero straordinarie con quelle piume che paiono scaglie di ali di farfalla. Ad accorgersene fu anche Nabokov che in una nota riportata dal figlio scrive, a proposito del capolavoro dell’Angelico, che le ali dell’arcangelo sono: "reminiscenza di Iphiclides podalirius con un'esile traccia di Papilio machaon e forse un accenno di Panaxia quadripunctaria, la falena diurna...". E qui, in realtà, ci sarebbe da discutere a lungo. Alcuni, infatti, ritengono che le ali ricordino quelle della mediterranea Charaxes jasius e non altre specie.   Beato Angelico, Annunciazione, affresco del 1440-1450, convento di San Marco, Firenze, particolare   Ma tant’è. Ciò che affascina è che in una sola città si trovino due opere di grandi maestri della...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore.   Dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, prosegue con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poema inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (Bologna). Dopo Volo sopra la città di Londra, pubblicato mercoledì 13 maggio,  e dopo Volo secondo sopra la Francia, pubblicato mercoledì 20 maggio, il fantastico viaggio guidato da William Blake continua sopra isole, città, venti, capre della Grecia antica e di quella di oggi, in cerca della visione della più amorosa tra gli dei, Afrodite. Nella prossima puntata il viaggio terminerà e voi, lettori,...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore. Entra nel vivo, dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poema inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (2014).   Giuliano Scabia a Oliveto Valsamoggia nel 2014, ph. Maurizio Conca   VOLO SOPRA LA CITTÀ DI LONDRA   1. Nel verde risonante   Nel verde risonante apparve la città: era nel futuro: copriva con la sua immensità ogni verde, era brulicante – era l’umanità.   Tigri, elefanti, leoni, leonesse, coccodrilli, mammuth, pitoni, pitonesse, lupi, formiche, uccelli piccoli e...

Passaporto biometrico a Londra

Un mese fa sono andato a St. Lucia. Un mese e una settimana fa mi sono accorto che il mio passaporto era scaduto da mesi. Sono riuscito a ottenere un passaporto svizzero provvisorio a Londra e a partire poco più tardi del previsto. A St. Lucia la colonna per il controllo passaporti è così ingiustificata da sembrare un monito, l’affermazione di qualcosa. Forse: «Rinunciate al tempo accelerato e funzionale, lasciatevi assorbire dalla risacca dello spazio puro e si riempirà di felci giganti e grovigli pluviali, diventerà mare e oceano, unione e cancellazione dello spazio e del tempo». Ma non credo. Quando infine arriva il mio turno il giovane impiegato gira e rigira i miei documenti, c’è qualcosa di anomalo, non vado in hotel, non sono qui in vacanza, e per cinque minuti buoni lui sembra domandarsi cosa potrebbe domandarmi, poi mi chiede un numero di telefono e io glielo do, e via verso il prossimo controllo.   Ora sono in partenza per Boston. Gli USA hanno amabilmente semplificato il processo di accettazione per gli europei grazie al programma di visto ESTA, che puoi fare da solo on-line su diversi siti e a...

Lamezia Terme, 4 ottobre 2011

In volo verso Lamezia, mezzo addormentato, di prima mattina, quando i pensieri barcollano e stanno per scivolare giù, e resistono, galleggiando tra il sonno e la veglia, ripenso agli Aristofane affrontati in tutti questi anni: tra Albe e non-scuola mi arrivano le immagini degli otto testi messi in scena (degli undici che sono sopravvissuti al naufragio del tempo: Aristofane ne scrisse circa quaranta…). Mancano al mio personale appello Acarnesi, il primo scintillante apologo contro la guerra e le storture della nascente democrazia, Vespe e Donne alle Tesmoforie. Prima o poi li attraverserò. In volo mi tornano soprattutto i versi degli Uccelli, penso alla fantasia del volo che prese l’antico scrittore di teatro, abituato a sognare sulle rive boscose del Mediterraneo, guardando le allodole e le colombe levarsi nell’azzurro.   Scendo dall’aereo e trovo nuvole nere che circondano le montagne. Forse questa interminabile estate sta davvero per finire. In giornata incontrerò Emanuele, i corsari napoletani e la squadra degli adolescenti lametini di Capusutta. Questa pausa estiva proprio non ci voleva: le non-scuole vanno sempre da...

Pattini a rotelle. Gino De Dominicis laicizzato

Questo testo dedicato a Gino De Dominicis (1947-1998) e alla sua particolare abilità di “commento” figurato del mondo dell’arte, è parte dell’inchiesta “civile” di Michele Dantini sulla storia dell'arte italiana contemporanea. Fa da pendant a Cavalli e altri erbivori, apparso in precedenza su Doppiozero e può connettersi idealmente, come contributo preliminare, al Dossier anniottanta curato da Stefano Chiodi [vedi Anniottanta. Un’introduzione].   Condotta programmaticamente “in presenza delle opere”, l’interpretazione dei documenti visivi è incrociata con la storia delle comunità artistiche e del paese nel suo complesso, e tocca questioni di grande attualità, in primo luogo la progressiva erosione di un progetto partecipativo nazionale. L’importanza del tema scelto è presto spiegata. Attorno all’attività di Gino De Dominicis si consolida, tra fine anni sessanta e primi anni settanta, un passaggio cruciale: le retoriche eroicizzanti e politicistiche dell’Arte povera (e dintorni) cedono a motivazioni più elusive, “...