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zombie

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Un romanzo sul cinema in quanto retropensiero della cultura americana / Aleksandar Hemon. Zombi

L’arte della guerra zombi è Il dono di Humboldt di Aleksandr Hemon. È la sua versione contemporanea, l’unica possibile, oggi, di quel romanzo con cui Saul Bellow rinunciava a tutto, a una progressione drammatica, una costruzione coerente del racconto, anche a una sorta di pudore o affetto nei confronti dei personaggi, per raccontare, a metà anni Settanta, il vuoto di rappresentazione e l’impasse creativa che aveva già colto la cultura modernista. Era una romanzo su Chicago, Il dono di Humboldt, così come quasi vent’anni dopo, a fine anni ’80, un altro libro di Bellow, Ne muoiono più di crepacuore, pur senza specificarlo, era un romanzo sulle Twin Cities del Midwest americano, Minneapolis e Saint-Paul, così pulite ed eleganti e ricche e anche alte, ma così irrimediabilmente piatte, così vuote e fallimentari, tenute insieme dal denaro, e vivacizzate dalla sola cosa rimasta all’uomo contemporaneo, non la politica, non l’arte e nemmeno la cultura, ma il cuore (e forse, non sempre, il sesso), in una sorta di “umanesimo oltre l’uomo”, di umanesimo come ultima spiaggia prima della dissoluzione.    Il dono di Humboldt girava volutamente a vuoto attorno a una promessa, un dono...

Zombi insight

Più reali che mai. Ecco come appaiono – e sono – gli zombi di Rocco Ronchi che nel suo ultimo lavoro dal titolo, quanto mai azzeccato, Zombie Outbreak (Textus, L’Aquila 2015), s’improvvisa regista di una fenomenologia degli spiriti e del Dead assoluto. Già ne parlano tutti, come se ne fossero stati contagiati, ma del resto Outbreak significa anche questo: epidemia.   Quello di Rocco Ronchi è un libro che vale un morso e un contagio, entrambi letali. Zombie Outbreak è infatti solo all’apparenza un libretto dedicato alle decreature generate da Haiti e adottate successivamente da Hollywood; è solo cioè all’apparenza un libretto agile e pop-filosofico consacrato agli eroi del cinema di genere. In realtà è un libro-esca che, mentre dà voce (l’unica peraltro possibile) a queste ‘creature’ virali che ossessionano l’immaginario contemporaneo, non solo cinematografico, annuncia al mondo che è venuto il tempo della sua fine.   95 pagine che avanzano stupidamente, senza evoluzione alcuna, perché “quando nella terra dei vivi i morti...

Zombie

Battaglia in corso contro l’ecomostro di Via Procaccini a Milano. La bellezza è anche una questione di resistenza.   Luna Park   In Land of the dead di Romero c’è una curiosa autoblindo ammazza-zombies. È dotata di uno speciale sistema per lanciare fuochi d’artificio. Servono a paralizzare i morti viventi che, unico caso registrato all’interno del genere cinematografico, si arrestano per contemplare stupiti e ammirati come bambini. Allora si possono fracassare i loro crani con irrisoria facilità. La sequenza è toccante. Uno zombie-Spartaco nero cerca disperatamente di svegliare i suoi fratelli dall’incantesimo e assiste con orrore tutto umano al massacro. Ad un certo punto afferra per i capelli una zombie donna che viene fatta immediatamente a pezzi. In mano allo zombie Spartaco resta solo una povera testa staccata dal corpo. Lo Zombie rivoluzionario getta un’occhiata a quel povero resto e vede che gli occhi della donna ancora si dirigono, nonostante tutto, verso l’arabesco di fuoco disegnato nel cielo. I fuochi d’artificio sono irresistibili per gli zombies, a riprova del...