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Movimento 5 Stelle

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Pubblico e privato / CoRAGGIo

Immaginiamo uno scenario ribaltato: lui, un avvocato giovane, anche se non di primissimo pelo, si candida alla poltrona di sindaco nella Roma caput mundi devastata dalle giunte di sinistra e di destra degli ultimi decenni. Siamo nel 2016, anno della misericordia vaticana, e l’elettorato romano non ne può evidentemente più di chiacchiere e tappeti rossi, di salotti nel centro storico e voragini dalla prima periferia in là, di buche stradali e buchi di bilancio.   L’avvocato in questione, trainato dai furori popolari e ben acquartierato nel movimento pentastellato che ha costruito la propria immagine su una dichiarata bonifica del linguaggio e dei costumi, vince in modo schiacciante, lasciandosi alle spalle di molte misure anche il più accreditato dei suoi antagonisti. Come vi immaginate che si sarebbe comportata sua moglie (o la sua ex-moglie, la differenza francamente non deve e non può riguardarci) il giorno dopo le elezioni? Non avrebbe forse inforcato un bel sorriso e squadernato l’orgoglioso eloquente silenzio delle first lady di tutto il mondo, ben consapevoli – come ci dicevano i nostri vecchi – che dietro ad ogni ‘grande uomo’ c’è (di solito mutola, ma non invisibile)...

Scompare il fondatore del Movimento 5 Stelle / Casaleggio, l'uomo che ha inventato il Grillo 2.0

L'incontro con Gianroberto Casaleggio, scomparso ieri a 61 anni, ha cambiato la vita di Beppe Grillo. La loro collaborazione ha travolto il nostro sistema politico. Il successo del Movimento 5 Stelle non riguarda solo l'Italia: con il suo mix di populismo e tecnocrazia, tra sollecitazioni emotive e utopie di democrazia radicale, rifiutando la tradizionale divisione tra destra e sinistra, ha anticipato i nuovi movimenti politici che stanno ridisegnando la mappa politica dell'Europa.   Sono due le persone che hanno inventato Beppe Grillo. La prima è stato Antonio Ricci, l'autore dei testi dei suoi primi successi, soprattutto televisivi. La seconda è stato Gianroberto Casaleggio, che ha trasformato un comico dall'incerto destino, cacciato dalla tv, in una star della rete. Il loro incontro ha cambiato la storia del nostro del nostro paese. Nei suoi recital, il luddista Beppe Grillo sul palco sfasciava i computer con una mazza da baseball. L'illuminazione gli arrivò dalla lettura di un articolo in rete, Il Web è morto, viva il Web. Volle incontrare l'autore. Gianroberto Casaleggio lo andò a trovare a Livorno, dopo la fine dello spettacolo, nell'aprile del 2004. Fu una...

Dopo l'Italia niente

L’Italia dopo L’Italia di Perry Anderson (Castelvecchi 2014) è un libro sulla recente storia politica del nostro paese, in particolare sulle vicende che hanno decretato la fine della seconda Repubblica e preparato l’avvento dell’epoca renziana. Più che su una struttura sequenziale, l’autore gioca su flashback e approfondimenti tematici che spostano l’obiettivo dalla storia dell’ultimo ventennio a un passato ormai remoto che va dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni ottanta, oppure come movimento inverso dagli anni novanta verso il nostro presente. Tale effetto di dislocazione temporale è dovuto anche al fatto che alcuni capitoli che lo compongono, pubblicati precedentemente in varie riviste internazionali, sono saggi autonomi che approfondiscono alcuni aspetti tematici come: le vicissitudini della Seconda Repubblica, la fine dell’epoca berlusconiana, il rapporto tra PCI e intellettuali, la Terza Repubblica e l’epoca renziana. Il fatto che tutto il discorso prenda luogo dalla Seconda Repubblica, ovvero da un’epoca di mezzo in cui tutto ancora può succedere, supporta la doppia...

La società della trasparenza

High Person è il protagonista di un breve, ma fulminante, romanzo di Vladimir Nabokov. S’intitola Cose trasparenti (Adelphi). Qui lo scrittore russo-americano mette alla berlina con la sua corrosiva arte narrativa la pretesa tutta moderna di rappresentare in modo perfettamente trasparente i moti interiori dell’animo umano, di vedere con nettezza dall’esterno l’intimità stessa delle persone, e non solo degli altri, ma anche di se stessi.   Ora la trasparenza è diventato uno dei miti del contemporaneo, come spiega Byung-Chul Han in La società della trasparenza (Nottetempo), filosofo d’origine coreana, che insegna in Germania, a Berlino. Il libro inizia con la citazione di un altro scrittore, l’austriaco Peter Handke, che vive seminascosto in Francia: “Io vivo di ciò che gli altri ignorano di me”, mentore di alcuni dei suoi recenti libri. Perché la trasparenza, virtù così a lungo evocata, dall’epoca in cui era una delle parole chiave del riformatore Gorbaciov (“glasnost” si diceva, e sembra un secolo fa), per poi trasformarsi nella parola d’ordine...

Rivoluzione Grillo

Il movimento Cinque Stelle di Grillo è un movimento “tecnicamente” rivoluzionario.  “Tecnicamente” vuol dire che, indipendentemente dai contenuti e, forse, anche al di là delle intenzioni dei suoi animatori, ha come sua finalità la sovversione del sistema. Ne consegue che, come accade ad ogni movimento rivoluzionario in una fase rivoluzionaria, il suo principale obiettivo è la distruzione della forza politica che, all’interno del sistema, rappresenta il polo riformista. Non c’è dunque nessuna speranza per il Partito Democratico di poter trovare un punto d’accordo con i grillini.    La divergenza è strategica e annulla a priori ogni possibilità di convergenza tattica. L’inconciliabilità tra le due agende è assoluta. Non bisogna, credo, farsi ingannare dalle somiglianze di famiglia tra i programmi o dalla composizione dell’elettorato che ha votato i due gruppi.  Per il Partito Democratico, erede in questo della tradizione del Partito Comunista Italiano,  l’obiettivo strategico resta il sistema paese. Che esso vada comunque salvato...

Dibattito | Impegno, delega e “me ne frego”

Whatever. Un voto di protesta, consenso espressione del populismo e tratto di qualunquismo di ritorno, pervasivo e corrosivo, anelito della società in affanno e consumata dalla crisi. Viceversa, il Movimento 5 stelle (M5s) quale momento catartico dell’italico spirito dopo vent’anni di anti-Stato e civismo alle vongole, voto illuminante e illuminato. Istanze post-materialiste (di destra o di sinistra?), politiche ‘ambientaliste’ e new style of life, coniugate con istrioniche metafore, dotte citazioni e invettive personali. Il luddismo vetero francescano, l’enfasi per le ‘nuove tecnologie’ e i social network. L’autarchia stile ventennio (quello del Novecento) e il mondialismo della Rete. L’anti-mondialismo doganale condito da dosi di nichilismo dannunziano e voglia di citoyenneté active, Marinetti, il futurismo politico, la partecipazione 2.0, visioni tecnologiche à la Stanley Kubrick, e l’orto sotto casa. Le masse, le folle più o meno oceaniche e le traversate maoiste come le mietiture mussoliniane, l’’uno vale uno’ e la leadership centralizzata. O forse autoritaria e a...