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Nuova Prosa

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Il comico come strategia in Gianni Celati

L’ultimo numero della rivista Nuova prosa, Le strategie del comico in Gianni Celati & co, raccoglie gli atti del convegno di Copenaghen dedicato a Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni.     Lo presentiamo attraverso un’intervista di Aurora Capretti a Gianni Celati ed un breve video, di Gianni Canali, in cui Nunzia Palmieri introduce il volume. Nuova prosa è edita da Greco&Greco (info@grecoegrecoeditori.it) che ringraziamo per averci concesso di pubblicare l'intervista a Gianni Celati.     Negli anni Sessanta inizia a collaborare e a scrivere su una serie di riviste; tra queste, molte delle quali vicino alla Neoavanguardia, anche “il Caffè” diretta da Giambattista Vicari. Può parlarmi della sua esperienza a riguardo?   L’avanguardia aveva uno sfondo ideologico, anche se questa tendenza era evitata da molti, oppure astratto-fenomenologico, con tendenze abbastanza accademiche. Nelle poche volte che ho avuto a che fare con i suoi promotori, mi sono trovato a disagio. “Il Caffè”era invece una nave in mezzo al mare, senza dottrine, veramente anarchica...

Miguel Falquez-Certain. Racconti di Triacas

Pubblichiamo un’anticipazione del numero 56/57 della rivista Nuova Prosa di imminente uscita (Greco&Greco Editori, pp. 341, 15,50 €). È un numero monografico intitolato Periplo Colombiano. Arte, musica e narrativa per il nuovo millennio, a cura di Federica Arnoldi e Fabio Rodríguez Amaya, ricco di saggi e di racconti di 16 scrittori quasi tutti inediti in Italia.     Abbiamo scelto un saggio della prosa brillante e nervosa di Miguel Falquez-Certain (Barranquilla, 1948), ritenuto uno dei migliori poeti latinos di New York, città dove risiede da oltre trent’anni: tre microracconti che ricreano l’atmosfera fervida, violenta e nel contempo critica di un periodo caldo della vita politica latinoamericana oscurata da una guerra fredda imposta dagli Stati Uniti e che vede come protagonisti Che Guevara, Camilo Torres e altri attori delle lotte anti imperialiste.     Il bivio   – Cinquecento seicento, Capitano – mi dicono all’altro capo del filo, confermandomi che lo vogliono morto. Entro nella stanza e lo vedo riverso accanto alla parete con le mani legate dietro la schiena, sporco...