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RAI 3

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Virtù inutili?

Che cosa sono la pazienza e la perseveranza? A cosa servono? Sono ancora praticabili e utili oggi?   Prendono avvio da queste domande due brevi saggi, Pazienza e Perseveranza scritti, rispettivamente, da Gabriella Caramore, ideatrice e conduttrice della trasmissione di cultura religiosa di RAI3 Uomini e Profeti, e dal filosofo Salvatore Natoli, pubblicati dall'editrice il Mulino, in una nuova collana, Parole controtempo, che invita a ripensare la contemporaneità attraverso parole importanti e poliedriche, ma usurate e ora quasi inascoltabili.   Seguendo l'etimologia della parola, Gabriella Caramore ne mette in luce i significati e le sfumature e già nel titolo del primo capitolo, Homo sapiens Homo patiens, rileva come la pazienza sia indispensabile perché qualcosa prenda vita e si evolva. Titolo suggestivo, questo, che ne richiama un altro, Homo Patiens. Soffrire con dignità, (Queriniana, 2011), dello psicologo Viktor Frankl, fondatore di un metodo di cura, la 'logoterapia', basato sulla teoria che, insieme alla pulsione sessuale (Freud) e all'istinto di potenza (Adler), nell'uomo agisca anche un inconscio...

Celati e il cinema

Quando ha cominciato a trafficare col cinema Gianni Celati? A parte la passione di cinefilo, spettatore indefesso, di cui restano vistose tracce nei suoi libri, nei testi come nelle copertine, è negli anni Settanta, quando Memé Perlini gli scrive perché pensa di trarre un lungometraggio dal suo libro d’esordio, Comiche (1971), vera e propria sarabanda slapstick. Poi dopo aver consegnato Lunario del paradiso, alla fine di quel decennio, libro germinale del romanzo giovanile degli anni Ottanta, lo scrittore emiliano se ne va in America per darsi al cinema, come annuncia ai suoi interlocutori dell’Einaudi. Di quel viaggio a Los Angeles resta una vaga traccia in Storia di un apprendistato, racconto che è compreso in Narratori delle pianure (1985). Poi c’è ancora una sceneggiatura, con l’amico Alberto Sironi, dedicata a Coppi. Quindi un silenzio fino al 1991. L’idea di far passare dietro la macchina da presa Celati è di Angelo Guglielmi. Nel frattempo è uscito il reportage di Verso la foce nel 1988. Il direttore di Rai3 gli chiede di girare un film su quei luoghi: un po’ viaggio e un po’ reportage. Per risposta Celati carica tutti i suoi parenti di Ferrara e gli amici su un autobus e...

Per Enrico Nosei

  26 agosto 2008 Gentile Enrico Nosei   Tutto è cominciato nel 1981 da un lavoro appassionante assieme a Luigi Ghirri e venti altri fotografi, per trovare un modo di descrivere ciò che era allora un nuovo paesaggio italiano, a quei tempi definito “post industriale”.   Lavorando con fotografi come Luigi Ghirri, Gabriele Basilico e altri, mi sono trovato su un terreno senza confini precisi; non tanto una ricerca di cose “oggettive” da fissare, bensì uno studio dei modi di percepire il mondo esterno. Verso la foce è il mio libro (un attraversamento della valle del Po), nato da questa esperienza: non più letteraria, ma consacrata all’incertezza del percepire.   E quando la RAI 3 (su suggerimento di Angelo Guglielmi) mi ha offerto di trasformare Verso la foce in un documentario, ho dovuto partire da zero, per le mie scarse cognizione tecniche etc. Nel film documentario che sono riuscito a mettere assieme (Strada provinciale delle anime, anno 1991) ho imparato molto sia da Ghirri – che era con noi – sia dai miei operatori che a loro volta hanno imparato molto da lui....