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TAV

(9 risultati)

Un viaggio che non promettiamo breve / Wu Ming 1, partire e tornare insieme

Un viaggio che non promettiamo breve di Wu Ming 1 rientra nella categoria degli "oggetti narrativi non identificati” che il collettivo bolognese, diventato un power trio, ci ha fatto conoscere. Al centro del racconto ci sono i Venticinque anni di lotte No Tav (così il sottotitolo): una storia corale e collettiva del presente che si fa analisi più generale del rapporto con l'economia e la politica tra il 1991 e il 2016. È un libro che diventa romanzo in forza dell'interazione dinamica di trame discorsive diverse – diario, inchiesta, reportage, saggio storico, pamphlet – reso fluido dal montaggio che la voce narrante fa di documenti, testi di e-mail, stralci di interviste e conversazioni private. Non senza verticalizzazioni liriche e diramazioni che colorano a tinte vivaci il portato simbolico del movimento contro l’alta velocità in Val Susa.   È una storia apparentemente periferica quella del progetto della “nuova” linea ferroviaria Torino-Lione attraverso le Alpi (per una lunghezza di 235 km), voluta come interesse strategico nazionale per potenziare collegamenti “ad alta velocità o ad alta capacità” (a seconda dei momenti della sua progettazione), sulla base di una presunta...

Sentenza del processo a Erri De Luca

Il processo a Erri De Luca per ‘istigazione a delinquere’ ha suscitato reazioni di sdegno in Italia e all’estero, ad esempio in Francia: come è possibile che in uno stato democratico dell’Occidente europeo si incrimini oggi uno scrittore per un  reato d’opinione? Perché una frase che incoraggia al dissenso e incita ad opporsi alla realizzazione di un’opera giudicata da molti dannosa e inutile deve essere perseguita legalmente? E perché ogni iniziativa che esprime solidarietà al movimento No Tav deve per forza assumere un connotato eversivo? A queste ragioni sono state opposte quelle di chi ritiene che la libertà d’opinione non sia un bene illimitato ma debba essere esercitata nel rispetto di regole che tutelino la libertà di chi pensa ad esempio che la Tav sia un’opera utile e che chi la costruisce debba poter svolgere serenamente il lavoro che gli è stato legittimamente assegnato. Su questa questione e sulla ‘valenza performativa’ della parola ‘sabotaggio’ si è espressa la Prima Sezione Penale del Tribunale di Torino dopo un dibattimento iniziato a...

No Tav e terrorismo: diario di un processo

Pubblichiamo un estratto sintetico del diario-cronaca del processo torinese, recentemente concluso, ai militanti No Tav accusati di terrorismo, in relazione ai fatti del maggio 2013 avvenuti al cantiere di Chiomonte. Il testo, a cura di Eric Gobetti, storico e documentarista, fa parte di un più ampio reportage sul tema, attualmente in lavorazione.       15 ottobre 2015, prima udienza Sono uno storico della Jugoslavia nel Novecento. Non so niente di processi e poco di movimento NO TAV. Un collega di Firenze mi ha chiesto di seguire il processo per lui: si tratta dell'ultima fatica del Procuratore Maddalena e di un importante causa attorno al concetto di “reato di terrorismo”. Arrivo trafelato, dopo essermi perso un paio di volte. L'udienza si tiene, per ragioni di ordine pubblico, nell'aula bunker del carcere delle Vallette, a Torino. Questo luogo si trova in estrema periferia, senza la facilità di accesso e la visibilità pubblica che avrebbe avuto l'enorme palazzo di Giustizia di corso Vittorio Emanuele. Ciononostante al presidio di solidarietà NO TAV sono presenti almeno 100-150 persone con bandiere,...

Due pesi e due misure

Per Erri De Luca è stata chiesta la condanna a otto mesi per istigazione a delinquere per aver detto che la "Tav va sabotata". L'Ufficio disciplinare di Palazzo Chigi mette sotto esame l'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e il suo direttore rei di aver imbavagliato Giorgia Meloni invitandola a "considerare per il futuro, l’opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore" parlando di musulmani ed immigrazione. Il senatore Calderoli scagionato dalla Commissione del Senato dall'accusa di istigazione all'odio razziale per aver paragonato l'ex Ministro Cecile Kyenge ad un orango.   Tre episodi, all'apparenza molto diversi, ma accomunati, oltre che dall'essere accaduti tutti nei primi quindici giorni di settembre, dal fatto di avere, soprattutto, a che fare con un nodo, mai realmente affrontato con maturità nel nostro Paese, circa il potere delle parole e dell’impatto che esse hanno sulle persone e sulle loro vite, specie quando a pronunciarle sono coloro che, svolgendo una funzione di rilevanza pubblica, sono degli opinion maker. Prendiamola al...

Giulio Milani. La terra bianca

Ha tutto inizio a milletrecento metri di quota, nel corso di una inattesa tormenta di neve, quando si tiene un incontro organizzato dall'Archivio Germinal sul tema del Terzo valico e del Tav. Sono gli anarchici a organizzarsi sull'emergenza cave. Con le prime piogge, nelle città gemelle di Massa e Carrara si era manifestato il fenomeno dei fiumi bianchi, conseguenza dello sversamento della "marmettola", residuo industriale del marmo estratto lì, nelle Alpi Apuane, alta Toscana, terra di confine, una delle aree più inquinate d'Italia, anche a causa delle polveri sottili prodotte dal traffico incessante dei camion che trasportano blocchi di marmo grandi come container, e dell'ininterrotto saccheggio della montagna che fa da contorno alla devastazione ambientale che dal Golfo di La Spezia arriva a comprendere l'intera Versilia. Il movimento discute di lotta di classe, di necessità del controllo delle produzioni e delle fabbriche da parte dei lavoratori e delle popolazioni esposte ai rischi delle attività nocive, di primato dei diritti fondamentali e indisponibili come la salute.   Massa Carrara, luglio 1988, ph...

Da un tunnel all’altro

Il più delle volte, l’immaginario collettivo associa al treno idee (progresso tecnologico, avanzata della civiltà occidentale, mistero e avventura, apocalissi anarchica, deportazione, etc.) abbastanza lontane dall’uso statisticamente più rilevante che l’essere umano ne fa, ossia il pendolarismo casa-lavoro: che è, certamente, tema assai poco ‘letterario’ e, ahimè, neppure degno dell’attenzione dei mass media, dai tempi felici del Viaggio in seconda classe di Nanni Loy.   Ancor meno dotato di appeal mediatico è il tema della costruzione di una linea ferroviaria, che pure è impresa affascinante non fosse altro che per l’enorme numero di vite e competenze che vengono coinvolte, dalla progettazione alla realizzazione e poi all’uso. Eccezione rilevantissima è, come tutti sanno, la TAV Torino-Lione, per le implicazioni politiche derivanti dalla mancata accettazione del progetto da parte delle popolazioni locali e dallo sviluppo conseguente di movimenti di protesta anche clamorosi.   C’è però un’altra TAV che, più al riparo dai clamori...

In difesa di Erri De Luca

“Per mare non ci sono taverne” è un detto napoletano che lo scrittore Erri De Luca ama ripetere e che è un po’ il riassunto della sua filosofia della vita. De Luca si sente di dover star sempre là dove il mare è in tempesta e così ha dichiarato, di recente, in più occasioni, di appoggiare l’opposizione di molti abitanti della Val di Susa nei confronti del progetto della linea ferroviaria di Alta Velocità, in quanto opera inutile, costosa e, soprattutto, dannosa. Si è audefinito “sabotatore” dei cantieri e ha affermato: “Essere incriminati di resistenza è una medaglia al valor civile, tutti dobbiamo esser incriminati di resistenza… Ogni volta che c’è un nuovo arresto, si allarga l’albo dei resistenti. Si entra a far parte di una comunità che dimostra di non lasciar passare l’insulto, l’infamia, l’oppressione, la violenza”.   In risposta alle dichiarazioni di Erri De Luca le autorità hanno tirato fuori la sconcertante accusa di “apologia di reato”, mentre alcuni commentatori si sono lanciati in...

Pasolini Superstar

Il 5 marzo ricorrevano i novant’anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini. L’avvenimento, oscurato dalla morte di Lucio Dalla - si sa che nella stessa giornata non si possono accostare morti celebri - è servita ai mezzi di comunicazione generalisti per utilizzare la figura del poeta con i più strumentali intenti. Nel giorno in cui la protesta dei No Tav si infiammava dal punto di vista mediatico grazie all’autogol dei valsusini, innescato a causa della ripresa delle offese di un ragazzo a un suo coetaneo esponente delle forze dell’ordine, molti Tg non perdevano tempo a tirare fuori dal cassetto la poesia di Pasolini scritta all’indomani degli scontri di Valle Giulia del 1 marzo ‘68, Il Pci ai giovani!!, sbandierando ai quattro venti che Pasolini aveva visto lungo e che ancora oggi sarebbe stato dalla parte dei poliziotti. E la commemorazione finiva nel momento in cui la pragmatica demagogica terminava il suo corso, con una poesia decontestualizzata e strumentalizzata al solo scopo di far cambiare l’orientamento di qualche sprovveduto telespettatore sui fatti della Val di Susa. Insomma uno dei più importanti,...

Dopo la rivolta

Lei ha di recente pubblicato un libro, La rivolta (Cronopio), tradotto immediatamente anche in Francia, in cui ipotizza che l’età delle rivoluzioni abbia lasciato il posto a quella delle rivolte. Le pare che gli avvenimenti degli ultimi anni e soprattutto mesi le diano ragione, dalle banlieue ad Atene, da Londra a Roma?   Naturalmente ogni rivolta esprime una propria peculiarità con elementi differenti che non vanno minimizzati. Premesso ciò, credo sia possibile individuare un filo rosso che lega le rivolte che stanno ciclicamente infrangendo la normale esistenza del mondo. Si tratta, per dirla in breve, di un rifiuto politico della politica che emerge con il collasso dei tradizionali centri di governo dell’esistenza ed il fallimento sociale dell’architettura neo-liberale. Il contagio delle rivolte, la loro diffusione a catena, il tratto esemplare che ognuna di esse esprime, mi sembra confermare il carattere politico di queste insorgenze. Nel volume cui lei fa riferimento, in questo senso, cerco di pensare un fondamento onto-antropologico delle rivolte: il declino complessivo del progetto politico moderno, lascerebbe spazio alla...