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Assisi

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L'elezione di papa Francesco / Cosa c’è in un nome?

Non c’è probabilmente nessun’altra figura della Chiesa cristiana occidentale che abbia esercitato una forza di attrazione sulla modernità comparabile a quella di Francesco di Assisi, il poverello, il pazzo d’amore per Dio che avrebbe lasciato scritto nel suo Cantico, il più antico componimento poetico della lingua italiana, “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengono infirmitate et tribulatione”. Nel Canto XI del Paradiso, Dante faceva pronunciare a un altro celebre personaggio medioevale, Tommaso d’Aquino, un suo complesso elogio sul cui sfondo, come del resto in tutta la Commedia, si stagliava il tema della decadenza e della corruzione morale della Chiesa. Ecco dunque Francesco, nuovo Sole sorto per illuminare la cattolicità e ricondurla alla purezza originaria del messaggio di Cristo: carità e povertà. Santo popolare e ispiratore essenziale della rinascita europea, mistico e sovversivo, uomo pratico e pensatore profondamente originale che contestò il tradizionale comptemptus mundi, il disprezzo per la realtà terrena, Francesco ha seminato la sua eredità ben oltre i confini del culto cattolico e della religione in genere, sino a trapiantare...

Assisi / Paesi e città

Un giorno o due ad Assisi. Una cosa che non ti aspetti. Non perché sia improbabile, ma perché a volte anche le cose più probabili sorprendono. Almeno se ad Assisi ci arrivi seguendo un itinerario particolare. Un convegno di studi su J.R.R. Tolkien organizzato da Padre Guglielmo Spirito e da me, in ottobre, è l’occasione per iniziare il percorso da Rivotorto di Assisi, villaggio nella piana sotto il Monte Subasio. Qui si trova la chiesa dedicata a San Francesco, la cui costruzione iniziò nel 1600. Nel convento attiguo vive una comunità di frati francescani.   Siamo in un posto quanto mai significativo. Nell’edificio sacro, semplice ed elegante, c’è un piccolo, nudo e fondamentale nucleo di spiritualità: il Tugurio, primo luogo di vita comune del Poverello di Assisi e dei suoi confratelli. Pietra esposta, compatta e solida come se si trattasse di una costruzione preistorica. Possente, nella sua essenzialità. Da una parte, la panca dove il Santo dormiva, dall’altra il punto in cui lui e gli altri accendevano il fuoco. Dalla residenza dei frati, dove sono ospite, lo sguardo si allarga sulla splendida veduta del Subasio, con Assisi che spicca per il chiarore delle sue costruzioni...

Bisi Bisi, Bau Bau

Siamo un Paese dove sempre di più il verosimile pare prendere il posto del vero. Pensate a Bisignani, l’uomo di pubbliche relazioni che viene presentato come il manovratore massimo della pubblica ribalta italiana: non c’è direttore di ministero e generale, capo dei servizi segreti e amministratore delegato che – dicono – non debba passare al suo vaglio. Si sono rivolti a lui persino per organizzare il prossimo meeting interconfessionale di Assisi, dove sarà presente il Papa. Ufficialmente il Bisi, così lo interpellano le affollate schiere dei frequentatori, è un manager della Ilte Spa. Vale a dire l’industria tipografica dove si stampano le Pagine Gialle, quelle alle quali ci rivolgeva, prima di google, per cercare il ristorante giusto. L’elettricista per l’improvvisa emergenza. L’esperto in derattizzazione da fiondare nella casa di campagna. E infatti a Bisignani, stando alle conversazioni che emergono, i potenti di rango si rivolgono per ogni esigenza, quasi fosse un volume delle Pagine Gialle. La ministra dell’Ambiente ha il problema dei cinghiali che assediano il giardinetto della...

Milano / Paesi e città

Attraversata piazza Tricolore, a Milano si entra nel Risorgimento. No, non sta risorgendo niente: in corso Concordia, davanti all’Opera di San Francesco, la fila di chi va a mangiare un pasto caldo continua ad allungarsi (ormai si sfiorano i duemilacinquecento pasti al giorno), e non solo di extracomunitari, mentre qualche metro più in là, nella piazza che al Risorgimento è dedicata, si sono aperti gli ombrelloni neri di un ristorante che, indifferente alla crisi e alla storia, inneggia all’oro. In mezzo alla piazza la statua del santo di Assisi svetta con le mani alzate (per paura?), cinque dita che benedicono a destra e tre a sinistra, “cinque e tre otto” l’avevano ribattezzata i milanesi quando ai monumenti di strada facevano ancora attenzione.   No, non pare che stia risorgendo qualcosa, ma i nomi delle vie, e i personaggi che richiamano, in questo angolo di città – la piazza vicina è intitolata alle Cinque Giornate – sono Unità d’Italia che avanza. Carlo Poerio, napoletano, famiglia liberale, condannato a trent’anni di carcere dalla restaurata autorità borbonica...