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Crimea

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Scenari drammatici / Ucraina: un attore comico come Presidente

L'Ucraina vive un momento delicato della sua storia, in cui saranno presto messe in discussione le politiche perseguite negli ultimi anni, dopo la rivoluzione della dignità del 2014, che ha cacciato il presidente Yanukovich e ha tentato di affrancare il paese dall'influenza della Russia. Le drammatiche vicende successive, come l'occupazione della Crimea manu militari da parte di Mosca, e l'avvio di una guerra per procura nel Donbass da parte dell'ingombrante vicino, hanno causato all'Ucraina, oltre che la perdita di importanti territori, una caduta drammatica dell'economia e una perdita di vite umane ben superiore alle cifre ufficiali, congelate da gran tempo sulla cifra ormai irrealistica di tredicimila morti. La salita al potere dell'attore comico Volodymyr Zelensky rappresenta innanzitutto un esperimento politico innovativo, per le modalità con cui si è realizzata, e per la figura stessa del nuovo presidente, un homo novus creato e promosso dai media con una stupefacente operazione: la realtà ha riprodotto in modo speculare la finzione, in cui il protagonista, nominato presidente, tentava di spazzare via i privilegi e le ingiustizie del vecchio potere; tale il successo della...

Barconi profughi e intellettuali

Dove sono ora Jean-Paul Sartre e Raymond Aron? Su una vecchia foto, che gli archivi digitali ci restituiscono in bianco e nero sottraendoci il piacere dell'ingiallito d'antan che faceva pure il suo effetto. Ma quella foto del 1979, in cui il più imprevedibile e radicale dei filosofi gauchisti si recava “mano nella mano” all'Eliseo insieme al più liberale degli intellettuali della destra repubblicana francese, il suo effetto lo fa comunque. Era la religione universale e umanistica dell'“engagement”, dell'impegno, a unirli di fronte alla tragedia dei boat people dal Vietnam e dalla Cambogia, precipitati in soli quattro anni dalla guerra di liberazione alla galera del comunismo. Guardate le immagini di allora: non assomigliano a quelle dei boat people di oggi? Uomini, donne e bambini seminudi che annaspano nel mare, corpi dai riflessi ambrati luccicano abbrancicati a scheletri di barche. Altri corpi di cui intravvediamo a pelo d'acqua solo la schiena, gambe e braccia larghe irrigidite nell'ultimo spasimo.   Allora tutto questo avveniva nel golfo che i giornali francesi ora chiamano come un tempo “del Siam...

L’Ucraina in gioco tra Putin e Obama

Vladimir Putin stringe fra le dita la Crimea. E, probabilmente, non se la lascerà più scappare. Tutte le carte migliori sono nelle sue mani, e questa volta le utilizzerà. Salvo accordi segreti ad un più alto livello internazionale, ovvero con gli Stati Uniti, la Crimea non sfuggirà più alla Russia. E la maggioranza dei suoi abitanti, che è russa e si sente russa, vivrà il fenomeno come del tutto naturale.   Diversa, e contraria, sarà la reazione dei Tatari di Crimea e della minoranza ucraina, ma le loro armi, di fronte alla preponderanza militare russa già stanziata in loco, e alla superiorità numerica dell'etnia russa, sono del tutto spuntate. L'evidenza delle cose, e la sproporzione delle forze in campo, mostrano una soluzione quasi obbligata, che si spera non sarà cruenta. Sia i militari ucraini, sia la minoranza tatara, qualora dovessero ricorrere alle armi, subirebbero certamente una schiacciante sconfitta: dunque ci si augura davvero che non debba scorrere inutile sangue. Sino a questo momento infatti, pur di fronte a un'evidente provocazione (in pratica un'invasione),...

La terza volta

Quando passammo sotto l'ala dell'aereo guardammo in alto. La parte inferiore era completamente scrostata, come l'intonaco nei bagni dopo che anni di umidità l'hanno gonfiato e poi fatto distaccare. Era incredibile che in volo quei pezzi non si fossero staccati. Eravamo appena scesi dal volo interno di una compagnia Ucraina all'aeroporto di Simferopoli. L'areo aveva una serie di scritte sulla fiancata, alcune in arabo, altre cancellate da una mano di vernice ma ancora semileggibili, e il tutto rendeva impossibile capire a che compagnia appartenesse l'aereo. Sul biglietto c'era scritto solo la città di partenza e quella d'arrivo.     L'interno dell'aereo era rigorosamente anni 70, comprese le tendine alle finestre e l'abbigliamento del personale. Anche le hostess erano anni 70, nel senso che quelli erano stati gli anni della loro gioventù. Autenticamente sovietiche anche loro. L'intera situazione del volo ci era stata chiara fin dall'inizio, ed avevamo affrontato la cosa con una certa filosofia. Ma la parte inferiore dell'ala non l'avevamo vista alla partenza. Sinceramente non...