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Il Cairo

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Al al-Aswani. Una conversazione

Nel mese di giugno ho compiuto un breve viaggio in Egitto. Ero al Cairo nei giorni in cui venivano scrutinati i voti delle elezioni presidenziali, e i militari procrastinavano i risultati, che poi hanno portato alla vittoria dei Fratelli Mussulmani e di Mohammed Morsi, attuale presidente. In quest’occasione sono andato a trovare quello che a mio parere è lo scrittore più interessante dell’Egitto attuale, Al al-Aswani, un narratore popolare, indubbiamente, come sanno coloro che in Italia hanno letto Palazzo Yacoubian, edito da Feltrinelli nel 2006, suo libro più bello, oggi reperibile in edizione economica.   Prima di partire per questo viaggio avevo letto la raccolta di articoli di al-Aswani, forte voce di opposizione a Mubarak, apparsi sui giornali egiziani prima dello scoppio della “rivoluzione di gennaio”, La rivoluzione egiziana (Feltrinelli), una diagnosi e una prognosi molto attendibile della situazione sociale e politica del suo paese che vale anche oggi che Morsi è a capo di uno stato senza una Costituzione, un parlamento sciolto dalla magistratura e una situazione molto complessa nell’area geopolitica...

Il Cairo, andata e ritorno

L’andata Mi stanno ancora inseguendo quando mi accorgo che Magdy è dall’altra parte del guardrail. Perché sia lì è un mistero al quale non ho voglia di dare una spiegazione ora. Ci saranno quaranta gradi, la valigia, e un gruppo di tassisti egiziani da cui fuggire. Mi divincolo e attraversando sei corsie di auto infuocate e saettanti mi dirigo verso di lui. In altre condizioni avrei chiesto a Magdy per quale motivo non mi aspettava al solito posto, e perché mai mi ha fatto attraversare una specie di autostrada per andargli incontro. Ma sono le due del pomeriggio, è maggio, e siamo al Cairo. Entro in auto, abbasso i finestrini e partiamo per andare a Garden City, il quartiere a sud di piazza Tahrir. Chiedo ad Ahmed per chi ha intenzione di votare tra una settimana. Il 23 maggio ci saranno le elezioni presidenziali, tredici candidati che si contendono il passaggio di turno al ballottaggio per diventare il primo Presidente eletto dopo Mubarak. Per andare dall’aeroporto del Cairo al centro si impiega in auto tra i cinquanta minuti e le tre ore, a seconda del traffico. Oggi siamo abbastanza fortunati, in un’...

Il Cairo alle urne

Quando arriviamo sotto le Piramidi a Giza, la mia guida, un copto, scuote la testa. “Lo vede? Questo oggi è davvero un deserto”. Indica i due pullman parcheggiati là dove prima c’era la casa di Sadat, poi abbattuta: il punto più bello per osservare la Piramide di Cheope. Qui sino all’anno scorso c’erano decine di torpedoni, e bisognava farsi largo tra videocamere, cellulari, migliaia di persone che ogni giorno s’accalcavano vicino al basso muro del terrapieno. Oggi siamo in qualche decina a fare le foto rituali con il dito che poggia otticamente sulla cuspide del monumento egizio, o a salire sui cammelli per la piccola escursione nel deserto di sabbia (15 euro a persona per venti minuti, più un euro d’obbligo di mancia ai giovanissimi cammellieri). Mario (ma non si chiama così) parla un ottimo italiano, si è laureato nella facoltà di lingue e fa questo mestiere da quasi venti anni. Pensa di lasciare il suo paese adesso che i Fratelli musulmani, e Morsi, il loro candidato, hanno vinto le elezioni. “Siamo otto milioni di copti, abitiamo questo paese prima ancora degli arabi, e...

Mona Prince. Mi chiamo Rivoluzione

La candidata alle prossime presidenziali egiziane Mona Prince, figura molto discussa, decisamente un’outsider del panorama politico cairota,  ha presentato al Festival Mediterraneo di Scritti Femminili di Rabat (21-23 Marzo 2012) il suo ultimo libro Ismi Tawra – Mi chiamo rivoluzione (2012). Docente di Letteratura inglese e traduttrice, Mona racconta il suo impegno politico, tra scrittura e attivismo, e le sue speranze per il cambiamento democratico in Egitto.     Come mai da scrittrice hai deciso di candidarti alle elezioni presidenziali?   Per cambiare le cose bisogna lavorare sul lungo periodo. So che non diventerò Presidente dell’Egitto, ma il mio impegno attuale serve a ottenere risultati in futuro, magari alle prossime elezioni, tra cinque anni! Attraverso la scrittura [ è autrice di numerosi romanzi, tra i quali So you may see”, in inglese ] ho voluto offrire ai miei lettori una prospettiva diversa e oggi voglio concretizzare questa mia aspirazione. Ma non è la Presidenza che m’interessa, quanto l’essere una candidata! Il mio obiettivo è andare aldilà dei cliché...