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Scicli

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Scicli è la più bella delle città del mondo

Da qualche tempo mi capita, arrivando in un posto nuovo, di trovarci molto di conosciuto. Non si tratta esattamente dell'impressione di aver visto il posto, e quindi di ritornarci, quanto piuttosto del fatto, mentre lo vedo e lo attraverso, che alla novità del paesaggio si sovrappongono fotogrammi di altrove, angoli di strade, dettagli di palazzi, insegne di bar, salite e discese per cui il corpo è già passato, in un tempo e luogo che quasi mai è possibile definire. Presumo che dopo qualche anno la memoria dei luoghi tenda a confondersi e a mescolare dettagli; è per questo che arrivando a Scicli per la prima volta non è stata una sorpresa riconoscere nelle sue vie e nella sua conformazione fisica – tutta stretta tra montagne e chiese, con salite che portano ad altre chiese e ad altre montagne – caratteristiche di Ronda, un paesino andaluso altissimo e bianco in cui sono stata anni fa.   Mentre camminavo per la prima volta a Scicli pensavo che la città era anche Malaga, Ragusa, Noto, Mazara del Vallo, Palermo, come se la città in cui ero ne contenesse in sé innumerevoli altre, forse per una...

Settantacinque chilometri di mare

Quando non si ha niente, avere il mare – il Mediterraneo – è molto. Come un tozzo di pane per chi ha fame." J.C. Izzo     El-Houaria è l’ultimo paesino del Cap Bon, la punta più settentrionale dell’Africa. Dalle grotte di ardesia, si vede Pantelleria. Settantacinque chilometri di mare hanno ricoperto nei secoli l’istmo che collegava Sicilia e Tunisia. Se si passeggia per Tunisi, quei chilometri di mare sembrano assenti: stesse bouganville, fichi d’india e dolci alle mandorle. Volti scottati dal sole, uliveti, mare cristallino. Quel mare, quel posto di violenta bellezza, racchiude nello spazio dell’orizzonte la storia degli ultimi venticinque anni.   Solo oggi sono morte 90 persone e 250 risultano disperse al largo dell’isola dei conigli. Ieri altri 13 corpi sono stati recuperati a Scicli, qualche chilometro più lontano. Dal 1988 si stimano che siano morti nel Mediterraneo almeno 19.142 persone, di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011 (da Fortress Europe). La stima è chiaramente al ribasso. Per dare una proporzione, sono l’equivalente numerico...

Il buon senso

Noi, esseri umani, da piegati a sapienti ed eretti, certamente; abbiamo vita migliore, certamente, e, come noi, o esseri umani, anche ogni oggetto, qualsiasi cosa toccata o immaginata ha vita migliore, vi è chiaro, lo so. E’ incredibile ci si sia spinti ad innalzare palazzi di sei sette otto piani o grattacieli. La verticalità ha fatto pressione su di noi, il senso del divino ci ha tramutati in formiche, abbiamo lasciato l’orizzonte a sparuti gruppuscoli di fortunati, i quali ringraziano, e, per loro fortuna - come diceria vuole - rimangono uniti, fra esistenza e leggenda. Con l’andatura di chi sta andando a fare la spesa, così rifletto confuso, camminando per Modica in un tardo pomeriggio d’afa. Con me sono d’accordo, di sicuro, un ometto esile dall’orribile camicia a strisce verticali fitte gialle rosse e blu su bianco e il sosia di Lou Ferrigno, l’altrimenti detto Hulk, trattenuto dalla moglie. Ciondolando, un acufene mi visita, sarà che la gente mi guarda mentre di soppiatto cerco di appuntare… Procedo, imbattendomi in una boutique grandi firme, ma nulla mi interessa; noto la sensualit...

Il monaco della Stradanuova

La fontanella di Corso Umberto I, la fontanella della Stradanuova, la fontanella ai piedi del Carmine, la fontanella - porta d’ingresso allo stomaco di Scicli. Non tante, ma una.   Una gonfia vena preme dal basso, non si vede tutta l’acqua che contiene, tutto quel che scorre solcando la terra; certo è lì che lo zampillo spreme tutta la sua forza, da quell’unico foro, quello primario, prende forma e ordine, rassicurazione e calma, tutta la ferocia e la violenza di ogni moto.   Non c’è tappo che tenga, l’acqua riempie ogni nostra mancanza e guai a chi si gonfia d’acqua le tasche, scordandosi dell’immane e raffinata fiera che si mette dentro.   Io ho bevuto a questa fontana. Soprattutto a metà anni ottanta ho bevuto, ne ho buttata giù tanta. Di ritorno dalle partite negli improvvisati campetti vicini, dalle scorrerie olimpioniche nel quartiere dove abitavo ed abito.   Lo zampillo dista sì e no cento metri in linea d’aria dalla mia casa. Non è una vedovella, è un fiero monaco, pare aver disseccato le altre vedovelle che pure in città...

Scicli / Paesi e città

Trovare e descrivere l’anima di una città è ripugnante. La creazione di un’identità sommaria alla quale sia quasi possibile credere – alla quale anzi si finisce per credere – è della moda, del capriccio, della ciarla. Lancia uno o più tratti e blocca lo sviluppo del corpo individuale. Dentro questa motriglia collettiva, dove il critico di paese, il politico, il dirigente e il ciarliero riposano in pace, giace Scicli.   Qui si fa ironia, si parla e si scrive diplomaticamente; non ci si firma, non ci si espone; se due parlano, altri due cadono dalle nuvole e riesci a coglierli con la coda dell’occhio posarsi obliqui, maledetti cucchi, e trattenere il respiro. Ventiseimila abitanti meno qualcuno, insomma, scorrono nella fogna incrostata dal cui foro primario e unico si determinano le naturali persecutorie (dicono loro) e disperate (diciamo noi) entrature. Ricorrenza di topi che la sfangano.   Che poi sia una cittadina (un paesazzo) bellissima non dovrà interessare a nessuno. La chiesa di San Matteo domina Scicli dall’alto, a destra S. Maria la Nova col Gioia, a sinistra S....