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Sudafrica

(8 risultati)

Under a different sun / Intervista con Lerato Shadi

English Version   Per Why Africa? EX NUNC presenta una serie d’interviste con artiste africane e delle Diaspore, partecipanti al progetto curatoriale UNDER A DIFFERENT SUN. Il programma espositivo e performativo, che ha avuto luogo a Venezia a Dicembre 2016, si concentra su storie perdute e memorie negate, riviste attraverso prospettive femminili e diasporiche. UNDER A DIFFERENT SUN è un progetto ideato e curato dalle co-direttrici di EX NUNC, Chiara Cartuccia e Celeste Ricci, nel più ampio contesto della terza edizione di Venice International Performance Art Week | Fragile Body-Material Body, curata da Verena Stenke e Andrea Pagnes.   La terza intervista della serie vede la partecipazione dell’artista Sud Africana Lerato Shadi. Shadi discute l’importanza della partecipazione nella sua pratica, e ci racconta i suoi interventi performativi quali strumenti per ripensare il passato e il presente.   1-EXN Il tuo lavoro esplora i limiti della rappresentazione storiografica dominante. Sembri interessata a rendere visibili narrative del passato altrimenti dimenticate, o marginalizzate nella cultura occidentale. Quali sono...

Under a different sun / Interview with Lerato Shadi

Italian Version   For Why Africa?, the curatorial collective EX NUNC presents a series of interviews with women artists from Africa and Diasporas, participating in the upcoming curatorial project UNDER A DIFFERENT SUN. This exhibition and performance programme, which took place in Venice in December 2016, discusses topics of lost histories and negated memories from female, diasporian perspectives. UNDER A DIFFERENT SUN is a project conceived and curated by EX NUNC’s co-directors Chiara Cartuccia and Celeste Ricci, in the framework of the third edition of Venice International Performance Art Week | Fragile Body-Material Body, curated by Verena Stenke and Andrea Pagnes.   This third interview in the series features South African multimedia artist Lerato Shadi. Shadi discusses the importance of participation in her practice, and talks about performance interventions as a way to rethink both past and present.   1-EXN: Most of your work explores the limits of dominant historiographical representation. You seem interested in making visible those narratives otherwise neglected, or marginalised by Western culture....

Memorie perbene / Cartoline dal Sudafrica

English Version   A short history of South African Photography, a cura di Roby Bester, Thato Mogotsi e Rita Potenza, è una mostra ospitata da Fotografia Europea XII a Reggio Emilia presso i Chiostri di San Pietro, per celebrare il 40° anniversario del patto tra la città di Reggio Emilia e l’African National Congress (26 giugno 1977) e del centenario dalla nascita di Oliver Tambo (1917-1993), leader del movimento anti-apartheid e dell’ANC. Ordinata in senso cronologico, è una selezione di immagini che ripercorre la storia del Sudafrica da dominion dell’impero britannico ai giorni nostri. Gli scatti, provengono da collezioni di archivi (Die Erfenisstigting Archives, UWC Robben Island Museum Mayibuye Archive, BAHA, Transnet, Times Media, Independent Media Archive), musei (Museum Africa, Mc Gregor Museum, Smithsonian Institution) e artisti. È da notare come l’autorialità dei singoli fotografi acquisti sempre più importanza a mano a mano che si procede nell’esposizione, ovvero che ci si avvicina ai giorni nostri. Ciò segna anche un passaggio da una fotografia che è documento storico a una che è metafora storica.   Mi stupisce che tutt’oggi venga preferito dedicare spazio alla...

Respectable Memories / Postcards from South Africa

Italian Version   A Short History of South African Photography, by Rory Bester, Thato Mogotsi and Rita Potenza, is an exhibition hosted by Fotografia Europea XII at the Cloisters of St. Peter, Reggio Emilia, to celebrate the 40thanniversary of the agreement (June 26, 1977) between Reggio Emilia and the African National Congress, and the centenary of the birth of Oliver Tambo (1917-1993), leader of the anti-apartheid movement and the ANC. Chronologically ordered, it is a selection of images that traces the history of South Africa from the dominion of the British Empire to present day. The shots come from archival collections (Die Erfenisstigting Archives, UWC Robben Island Museum Mayibuye Archive, BAHA, Transnet, Times Media, Independent Media Archive), museums (Museum Africa, McGregor Museum, Smithsonian Institution), and artists. It is notable how the authorship of individual photographers gains more and more importance as the show moves forward, progressing closer to the present day. This also marks a shift from a photograph that is historical documentation to one that is historical metaphor.   It is a surprise to me that it is still preferable to devote space to the...

Xenofobia in Sudafrica

Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?     English Version     “Afrofobia”? “Xenofobia”? “Razzismo dei neri verso i neri”? Se un nero come te può arrivare ad aggredire uno “straniero” perché la sua pelle è troppo scura, non è forse questa la manifestazione per eccellenza dell’odio verso se stessi? Di certo è l’insieme di tutte queste cose. Ieri chiedevo a un tassista: “Ma perché devono ammazzare in questo modo questi ‘stranieri’?” La sua risposta: “Perché durante l’Apartheid il fuoco era l’unica arma che noi neri avevamo a disposizione. Non avevamo munizioni né fucili né altro. Con il fuoco potevamo preparare delle bombe incendiarie e lanciarle contro il nemico a distanza di sicurezza”. Oggi non abbiamo più bisogno di stare a distanza. Per uccidere “questi stranieri”, dobbiamo essere il più vicino possibile ai loro corpi per darli alle fiamme o lacerarli, aprendo ad ogni colpo ferite così profonde che non potranno mai rimarginarsi....

Kyla Davis: To walk is easy

La incontro proprio a Nosadelladue, l'accogliente spazio che ospita artisti in residenza in un bell’appartamento all'angolo della suggestiva Piazza Malpighi, nel centro storico Bologna. Kyla Davis, performer e regista sudafricana, fondatrice della Well Worn Theatre Company, a quel punto è in Italia già da tre mesi, infatti ha ormai fatto sue le abitudini di baciare sulle guance per salutare e sorseggiare vino mentre si chiacchiera.   Per quel che riguarda il suo lavoro in residenza, invece, quando la incontro ha terminato una lunga serie di laboratori teatrali realizzati in diversi paesi della provincia felsinea, e non si è fatta mancare due incursioni nelle realtà occupate delle principali città italiane: il Teatro Valle a Roma e il Macao a Milano, in cui ha tenuto dei laboratori immergendosi completamente nelle dinamiche e nelle tematiche delle due autogestioni e dei rispettivi promotori.   Ph. Laura Molinaro   In maniera estremamente low-profile, tipica degli artisti formatisi nella cultura anglosassone, mi ha raccontato di cosa l'appassiona e di come cerchi di convogliare nei suoi lavori, i suoi...

Mandela e Gandhi

Nei giorni in cui i giornali e le televisioni di tutto il mondo accompagnavano Mandela e il suo corteo di capi di stato, mi colpiva un costante riferimento alla figura di Gandhi. Si diceva, nella sostanza, che ambedue erano uomini buoni, che avevano espunto la vendetta dalle loro vittorie, uomini pacifici e sorridenti, icone di un modello di convivenza civile tra nemici, tra avversari, che per quanto riguarda Gandhi ci ha accompagnato per decenni, e ora, immagino, così sarà per Madiba.
   Mi domando però se sia questo il modo giusto di raccontarlo. Se sia giusto, quando un uomo di stato ci lascia, costruire attorno a lui una leggenda che dimentica pezzi importanti della realtà del mondo come è davvero. Ghandi non come un leader e, a tutti gli effetti, un condottiero, ma come una particolare personalità positiva: l'uomo buono. Racconterei questa favola ai miei figli (se ancora fossero nell'età in cui sono io nella condizione di insegnare qualcosa a loro, e non piuttosto il contrario)?
 No, non la racconterei così. Racconterei che Gandhi, e Mandela, erano grandi uomini di stato, e quindi dei combattenti. Che...

Angiola

  Il romanzo è Vergogna, uno dei capolavori del nobel sudafricano Coetzee. Il personaggio principale è David Lurie, che, dopo aver sedotto una studentessa, è espulso dall’università di Città del Capo, dove insegna. Si trasferisce allora dalla figlia Lucy, in una fattoria della provincia orientale. Qui, nel laboratorio veterinario di Ben Shaw, si dedica ai cani destinati alla “dissoluzione”.   Col tempo impara a trattare gli animali prima del loro salto nel buio. Poiché Ben gli ha detto che i cani sentono “l’odore dei pensieri”, si sforza di tranquillizzarli, lascia che gli lecchino le mani. David si convince passo dopo passo che i cani percepiscano “la vergogna della morte”.   A Cantù, nella Brianza operosa, la signora Angiola Tremonti, assessore del comune e pittrice (nonché sorella di Giulio, il ministro), ha chiesto poco tempo fa che i cani randagi siano soppressi. Giustifica la sua richiesta evidenziando le spese a cui il comune andrebbe incontro per il loro mantenimento. Si richiama al buon senso, si dichiara proprietaria di amatissimi cani....