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Topolò

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Le falene della seta

Si dice che la seta fu inventata dalla bella Hsi Ling Shi, la giovane consorte del mitico “imperatore giallo” Huang-Di che regnò in Cina intorno al 2600 a.C. La leggenda narra che Hsi Ling Shi si rifugiò su di un albero di gelso per salvarsi da un serpente che la inseguiva. Un’altra versione dice semplicemente che l’imperatore, stufo di vedere i propri gelsi andati distrutti, la inviò a verificare chi ne fosse responsabile. E così, l’imperatrice scoprì sui gelsi le grandi larve del baco da seta, quello che gli entomologi di oggi chiamano Bombyx mori, intente a tessere i loro bozzoli con fili finissimi ma robusti. La leggenda prosegue e dice che l’imperatrice a quel punto si sedette per bersi un tè; per caso, uno dei bozzoli che aveva trovato sui gelsi cadde nella bevanda calda sfilacciandosi. Il filo era lungo e incredibilmente solido. L’imperatrice non ci mise molto a capire che c’era di che passare alla storia e così nacque la seta.   La Cina, nascondendo il segreto della sua produzione, ne ebbe il monopolio per due millenni. Poi, un paio di secoli prima di Cristo...

Il sabato del villaggio / Addio confort

Con le scuole ormai chiuse, gli esami di maturità in dirittura d’arrivo, l’estate, tra alte e basse temperature, sembra essersi ormai avviata e si avvertono i primi timidi tentativi di fuga dalla città. Ritrovare la natura, lo spazio selvaggio, ma senza perdere i confort: una natura a misura d’uomo sembra essere il bisogno da soddisfare. Addio alla natura quindi, ma soprattutto un addio alla sua idea culturale e falsificante, questo l’auspicio contenuto già nel titolo dell’ultimo libro di Gianfranco Marrone recensito questa settimana da Marco Belpoliti e Franco Farinelli e su La Repubblica da Maurizio Ferraris in un ampio articolo. Uomo e natura, due conviventi che mal si sopportano, ma anche una corsa ciclistica, la Milano-Sanremo, tra le più affascinanti ed estreme del mondo. Un percorso vario ed imprevisto, un paesaggio naturale, sorprendentemente nel cuore di uno dei territori più urbanizzati d’Europa: ce lo racconta Igor Pelgreffi. Di tutt’altra natura la sparizione che si materializza sotto gli occhi di Giuseppe Montesano, ossia quella della spazzatura napoletana in parte spostata dalle...

La stazione di Topolò

Sabato si è aperto presso la Stazione di Topolò – Postaja Topolove, il Festival di Topolò, il più piccolo e inconsueto festival culturale italiano, che prosegue sino al 17 luglio, Moreno Miorelli, uno degli organizzatori ci ha mandato questa presentazione che volentieri pubblichiamo.     Molti si chiedono se esista o meno la Stazione di Topolò / Postaja Topolove, capolinea circondato da boschi fittissimi e dal confine con la Slovenia, in provincia di Udine. Malgrado evidenti lacerti fotografici circa la sua inaugurazione e un incontestabile orario della tratta Cividale-Topolò, impreziosita da ben dodici fermate intermedie, ancora c’è chi ne contesta la realtà.    Quest’anno, quando i vagoni, tra il 2 e il 17 luglio, riprenderanno a sferragliare apparirà addirittura un angelo, l’Angelo delle storie dimenticate, donato da Guido Scarabottolo e posto sul sentiero che collega Topolò/Topolove, estremo lembo orientale dell’ex Ovest, con Livek, in Slovenia, estremo lembo occidentale dell’ex Est. Può provocare sconcerto il recarsi in un luogo con...

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