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Agrupación Señor Serrano

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Triennale Milano / Gob Squad e gli altri rivoluzionari

Nella fitta galassia dei teatri milanesi, un polo fa sentire una particolare forza d’attrazione in questa stagione: è il Teatro dell’Arte diretto da Umberto Angelini. Dopo qualche anno di assestamento – dovuto anche alla necessità di integrarsi con il colosso Triennale – oggi il teatro di viale Alemagna (che molti continuano a chiamare Crt) si è imposto come un punto di riferimento per gli spettatori più attenti al nuovo, complice anche la collaborazione con vitali officine creative come Zona K. Il cartellone di quest’anno sembra un vero e proprio corso di aggiornamento sulle tendenze della sperimentazione internazionale: da El Conde de Torrefiel a Agrupación Señor Serrano, da Milo Rau a Amir Reza Koohestani.   Umberto Angelini mostra dunque una evidente predilezione per i linguaggi performativi (che non stupirà chi ricorda il Festival Uovo da lui ideato), ma anche per gli spettacoli radicalmente anti-rappresentativi, che sondano gli scivolosi confini realtà/finzione e il rapporto tra il teatro e gli altri media. Al centro di quasi tutte le ricerche sopra citate si colloca, non a caso, il dialogo tra l’immagine mediata dal video e l’immagine in presenza, in un paradossale...

L’avanguardia catalana e la scena politica / Agrupación Señor Serrano, l’arte di contraffarre le immagini

Quante insidie si nascondono dietro a un’immagine? Siamo in grado di individuarle e di difenderci? La questione, in una società che affida proprio all’immagine la maggior parte delle sue narrazioni, è cruciale e profondamente politica. Ed è questo il tema che l’ensemble catalano Agrupación Señor Serrano affronta da alcuni anni, con leggerezza solo apparente. Dunque non fidatevi troppo di Àlex Serrano e Pau Palacios (due dei fondatori) quando parlano con understatement della loro poetica, disinnescandola tra battute e sorrisi sornioni: in realtà il gruppo, premiato con il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2015, opera con precisione chirurgica su alcuni dei più delicati nervi scoperti del contemporaneo. Il merito di averli riportati in territorio italiano va a Zona K di Milano: una piccola realtà che, pur muovendosi in un territorio sovraccarico di proposte come quello meneghino, mostra ormai da qualche anno una notevole personalità curatoriale e un lodevole coraggio nella programmazione. Questa volta in cartellone, tra fine novembre e inizio dicembre, è stato presentato un prezioso focus dedicato all’avanguardia catalana: non solo Agrupación Señor Serrano, ma anche uno dei...