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Altri libertini

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Interviste e conversazioni 1980-1991 / Pier Vittorio Tondelli, Viaggiatore solitario

Ci sono diversi modi di percorrere l’ultimo libro che raccoglie tutte le interviste e le conversazioni di Pier Vittorio Tondelli curato da Fulvio Panzeri; poiché entrambi autore e curatore sono mancati, il primo ormai da trent’anni il secondo da pochi mesi, e poiché entrambi hanno avuto un forte senso della contingenza temporale cui ogni testo è legato, ma anche dell’aspirazione a trascenderla che ogni scrittura candidata a essere letteraria porta con sé, privilegerò proprio quest’aspetto: il tempo, quello breve in cui Tondelli ha vissuto e operato, e quello lungo quasi il doppio che è venuto dopo.  Quando nel 1980, esce Altri libertini, Tondelli è giovanissimo, ha venticinque anni e, con l’eccezione di Enrico Palandri, non ha intorno a sé alcuno scrittore della propria età, né che abbia fatto quello che gli è appena valso un successo folgorante: trasfigurare una generazione, con i suoi tic linguistici – lo scazzo che divertiva Giovanni Giudici – i suoi costumi – le droghe, l’omosessualità senza più vergogna – la sua collocazione politica – il ’77 e il disincanto che ne era seguito – in una autobiografia generazionale.   Ne è pienamente consapevole, perché ha studiato a...

A trent'anni dalla morte / Pier Vittorio Tondelli: lo scrittore e l’icona

A febbraio del 2015 mi trovavo a Correggio per effettuare le prime ricerche nell’archivio di Pier Vittorio Tondelli. Alloggiavo, come da tradizione, nelle camere dell’ostello ricavato da un ex carcere cinquecentesco, proprio accanto al Teatro Asioli e al Palazzo dei Principi. La mia vita da ricercatrice per molti inverni si è svolta nei pochi metri di una sola strada; da quell’alloggio tetro ma economico alla Biblioteca Einaudi, sede del Centro Studi Tondelli, le giornate si ripetevano uguali e lunghissime, con fugaci momenti di scambio con gli avventori del Bar del Teatro, dove mi fermavo per il pranzo. Non conoscevo nessuno eppure tutti sapevano chi fossi, in un modo che è proprio solo dei piccoli centri di provincia. Mi guardavano con sospetto, e quegli sguardi me li sentivo addosso: io ero l’elemento esterno che non sapevano ancora da che parte collocare.    Un giorno si è avvicinato un uomo sulla quarantina, presentandosi come uno degli studenti che Tondelli aveva avuto nella sua classe da catechista, a metà degli anni Settanta. Mi ha detto che gli avevano parlato delle mie ricerche e – sottovoce, come se si trattasse di una losca trattativa – ha aggiunto che aveva...

Diario 1990 / Ricordo di Pier Vittorio Tondelli

Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli nel 1983, un anno dopo la pubblicazione del suo secondo romanzo, Pao Pao. Allora gestivo la programmazione del Teatro Affratellamento di Firenze e, come attività collaterali, organizzavamo presentazioni di libri. Chiamai Franco Cordelli, che fece una lettura affettuosa del libro, davanti a un pubblico giovane: in quegli anni il teatro aveva spettatori under 30, Pier Vittorio nell’83 aveva appena 28 anni. Diventammo amici e Firenze la sua città elettiva. Gli presentai, nel corso del tempo, protagonisti e comparse della scena culturale fiorentina: Federico Tiezzi, Sandro Lombardi e Marion D’Amburgo che allora si chiamavano Magazzini Criminali, Giovanni Agosti, Aldo Rostagno, Paolo Isidori, Giancarlo Cauteruccio che aveva fondato Il Marchingegno, che poi cambiò nome in Krypton, gli artisti Luciano Bartolini e Monica Sarsini, Tommaso del Signore, Frances Lansing e Cristiano Toraldo di Francia, Michelangelo Caponetto e Lorenza Pampaloni, Ennio Bertolucci, Carlo Ducci, Patrizia Adami Rook, Derno Ricci, Gianluca Gori, Sandro Pestelli, Lorenzo Mazzini. Anche Dani Karavan, che tornava di tanto in tanto a Firenze dopo la grande mostra che la città gli...

Pier Vittorio Tondelli / Trent'anni di camere separate

Nel 2019 ricorre il trentennale di quello che probabilmente non è il romanzo migliore di Pier Vittorio Tondelli ma di sicuro è il più importante: Camere Separate.  Il libro uscì nove anni dopo quel 1980 che segnò l’esordio deflagrante dello scrittore emiliano: con Altri Libertini, Tondelli aveva mostrato una tecnica sopraffina al servizio di storie pruriginose, di provincia, talmente contemporanee da essere un insulto per una parte dell’opinione pubblica italiana, che non tardò a indignarsi e ad accusare l’autore. Altri Libertini venne ritirato dopo un anno dalla pubblicazione dal procuratore di L’Aquila per oscenità e rimane ancora oggi una delle vette della letteratura italiana della seconda metà del Novecento.  Tondelli compariva sulla scena letteraria armato di una capacità di modellare il linguaggio unica: sapeva piegare al suo volere le parole, con la consapevolezza dello scrittore navigato, pur avendo solamente venticinque anni. L’uso della lingua tondelliana diviene subito materia di dibattito e di curiosità, nascendo da quella fucina di creatività che vedeva due enfant prodige, abitanti di Bologna e animatori della sua scena culturale, conquistare la ribalta;...

Forza tutti insieme incontro all’avventuraaaaa! / Tondelli: Sette parole per Altri libertini

1. Presenza    Non tutto è andato perduto, come diceva uno slogan. Non tutto è sparito o è stato fatto cadavere dai decenni successivi e dalla retorica dominante del buio con cui troppe volte si è oscurata l’epoca del Settantasette, usando l’immagine unica della lotta armata e occultando, a distanza, la molteplicità di esperienze e i colori che animarono quel periodo. Di tale policromia, di tale vitalismo a tratti anche autodistruttivo, ma non per questo monotonale, resta, per esempio, la scrittura di uno dei libri più significativi usciti da quegli anni, Altri libertini: uno tra i migliori e, forse, il più capace di formalizzare e trasmettere un sentimento di “presenza” con il proprio tempo.    Altri Libertini esce nel gennaio 1980 (pochi mesi dopo Se una notte d’inverno un viaggiatore, di Calvino; nel medesimo anno de Il nome della rosa, di Eco, e del film di Giordana Maledetti vi amerò). L’editore è Feltrinelli, che lo manda in stampa dopo una laboriosa riscrittura guidata da Aldo Tagliaferri. Il libro segna l’esordio di un venticinquenne nato a Correggio e iscritto al corso di laurea in Discipline Arte Musica e Spettacolo (DAMS) dell’Università di Bologna...