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Bernard de Fallois

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150° anniversario della nascita / Novità di Proust. Una Recherche senza madeleine

A volte mi chiedo: ma gli studiosi di Proust, nella loro caccia agli inediti, sono incredibilmente favoriti dalla Fortuna, oppure sono guidati da una sovrumana, rabdomantica abilità che li orienta verso giacimenti sconosciuti di lettere, agende, abbozzi, quaderni, taccuini, racconti cestinati e manoscritti d’ogni sorta? Probabilmente c’è del vero in entrambe le ipotesi. Ma la Fortuna un po’ c’entra, o comunque il Caso, quel Caso che nella Ricerca è tra i protagonisti; quello che fa inzuppare a Marcel la madeleine nella tazza di tè e mette così in moto tutta l’immensa macchina narrativa del romanzo. Vediamo qualche esempio, tra i più recenti, di questi doni inattesi della Fortuna. Il 6 aprile del 2005 muore il principe Ranieri III di Monaco, il fascinoso e sorridente vedovo di Grace Kelly. Che cosa c’è nella cartellina custodita gelosamente nel suo comodino? Qualche cimelio hitchcockiano? Le più belle foto di scena di Delitto perfetto? Macché: quattro lettere e un telegramma di Marcel Proust, risalenti all’estate del 1920. Non indirizzate al principe, naturalmente, che allora non era ancora nato, ma a suo padre, il conte Pierre de Polignac (1895-1964), divenuto proprio nel 1920...

Novità / Ritornare a Proust

Non credo basti il desiderio di celebrare i cent’anni dell’assegnazione del premio Goncourt a All’ombra delle fanciulle in fiore a spiegare l’ondata di pubblicazioni proustiane che ha caratterizzato l’anno che si sta chiudendo. In Francia – ma, in misura minore, anche in Italia – l’opera e la biografia di Proust hanno trovato, recentemente, un pubblico sempre più esteso ed entusiasta; come se riconoscere un contemporaneo nell’autore della Ricerca fosse più facile per i lettori del XXI secolo che non per quelli del secolo delle avanguardie e delle neo-avanguardie. E se di Proust, dopo le biografie di Painter, di Tadié, di Citati, si poteva avere l’impressione di sapere moltissimo, la curiosità ora si è spostata sulle figure più rilevanti del suo entourage. Ha così riscosso un meritato successo, uscendo simultaneamente in italiano e in francese, il bel saggio di Lorenza Foschini (Il vento attraversa le nostre anime, Mondadori, 2019) dedicato al rapporto, prima d’amore e in seguito d’amicizia, tra il romanziere e il musicista Reynaldo Hahn, figura melanconica di enfant prodige che non realizzerà a pieno le promesse della prima giovinezza, refrattario quanto l’amico scrittore a tutte...