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Bertram Niessen

(6 risultati)

Il design in doppiozero

Francesca Picchi. Il design italiano oltre la crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione   Il design è un gran chiacchiericcio, un continuo compromesso, anche un lavoro sporco, un’opera di seduzione e di persuasione occulta che porta chi compra una sedia o un secchio a vederci riflesso un mondo di desideri, significati, valori. La premessa è che tutti possano possedere questi oggetti, perché sono accessibili, costano il giusto. Questo almeno nelle intenzioni, perché il design alla resa dei conti si paga profumatamente. […] Se dobbiamo circondarci di forme gridate da autori che cercano di affermare la propria presenza, allora tanto vale far da sé, e circondarsi piuttosto della propria voce.   http://www.doppiozero.com/materiali/design/il-design-italiano-oltre-la-crisi     Yosuke Taki. L'albero della progettazione   Oggi, il design non è più uguale alla progettazione. Quanti veri progettisti con queste caratteristiche incontreremmo al Salone del Mobile? Ormai quasi nessuno. È diventata una figura pressoché estinta nel campo del design, in questo mondo industriale...

Bertram Maria Niessen. Sociale, digitale. Trasformazione della cultura e delle reti

Esce oggi per doppiozero il saggio Sociale, digitale. Trasformazione della cultura e delle reti, a cura di Bertram Maria Niessen.   La produzione di senso del nostro mondo passa sempre di più attraverso strumenti, piattaforme e infrastrutture legate al Web. La velocità con cui i sistemi di organizzazione della cultura e della società hanno compiuto questa transizione non ha lasciato spazio, nella maggior parte dei casi, alla costruzione di uno sguardo critico in grado di cogliere i legami tra le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le nuove forme di potere. Lungi dall’avere la pretesa di fornire una visione complessiva di questi cambiamenti, questa raccolta di testi inediti vuole offrire alcuni strumenti di riflessione per aiutare a gettare un ponte tra ambiti di studio ormai consolidati all’estero e il contesto italiano, nel quale ancora troppo spesso si considerano “le cose di Internet” un argomento da specialisti.   Gli autori raccolti in queste pagine costituiscono un campionario interessante delle nuove tipologie di ricercatori che si occupano di...

doppiozero all’OCA – Officine Creative Ansaldo

Il Comune di Milano presenta il progetto OCA presso l’ex-Ansaldo in via Tortona 34, a partire da oggi giovedì 14 fino a domenica pomeriggio. La finalità dell’apertura dello spazio, da parte dell’assessorato alla cultura della città, è quella di dare casa alle realtà più creative e interessanti di Milano. doppiozero è stato invitato a partecipare, insieme ad altre associazioni milanesi attive nell’ambito della cultura, per la qualità dei contenuti che è stato in grado di esprimere in poco più di un anno di vita. Per questo saremo presenti per tre giorni con la nostra redazione e terremo un workshop oggi, dalle 20.00 alle 21.00, dal titolo “La trasformazione della cultura: empatia e/o soldi?” al quale parteciperanno, tra gli altri, Marco Belpoliti, Bertram Niessen e Stefano Baia Curioni. Il programma delle Officine Creative Ansaldo inizia oggi pomeriggio con un seminario di apertura coordinato dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Cultura della Salute alle 14.30: “Costruire legalità, far vincere il sociale. Un nuovo modello di gestione dei beni...

Castellucci, i social netwok e le conseguenze della rete

Mettiamo subito le cose in chiaro. Ciò che è avvenuto a Parigi e a Milano durante le repliche de Sul Concetto di Volto nel Figlio di Dio di Romeo Castellucci rappresenta un vile tentativo di imbrigliare l’arte all’interno di confini imposti dai poteri di turno, e come tale va condannato in tutte le forme possibili. Sperando di non doverci più schierare per difendere una delle libertà basilari delle nostre società, ci sembra però importante tornare a riflettere sulla questione, ad acque calme.   I fatti sono ormai universalmente noti (un riassunto è disponibile qui): nonostante il lavoro in questione avesse debuttato già da tempo, sull’onda delle contestazioni francesi (ottobre 2011) anche in Italia (gennaio 2012) si è alzato un polverone mediatico attorno allo spettacolo della Socìetas Raffaello Sanzio, che i contestatori hanno volontariamente capito male, affermando che gli artisti lanciassero escrementi contro il volto di Cristo. In queste note non ci interessa tanto ripercorrere e analizzare gli intenti del regista attorno a questo snodo, dal momento che la questione è...

Il sabato del villaggio / Analisi di un pavimento

Macchie, cicche, lacche, bottiglie vuote. Quel pavimento è il pavimento sporco della nostra vita.   Questi versi che Franco Marcoaldi dedica all’artista Gianfranco Ferroni non sono che un elenco analitico di una serie di oggetti sparsi su un pavimento. E lo stesso si potrebbe dire del quadro dell’artista livornese da cui Marcoaldi prende spunto, se non fosse che Ferroni stesso, intitolando il quadro Analisi di un pavimento, ha predisposto lo sguardo poetico di Marcoaldi. L’indicazione dell’artista è determinante perché pone l’opera tra lo sguardo, in questo caso del poeta, e la realtà come fosse un vetro che filtra la memoria degli oggetti, da privata a pubblica.   Qualcosa di simile avviene con le bellissime fotografie di Dino Pedriali, in cui vediamo attraverso il vetro di una finestra un Pasolini sfocato che ci osserva dall’interno di una stanza. Il vetro ci impedisce di vedere il corpo nudo di Pasolini, ma al contempo rivela il corpo del poeta superando l’anatomia privata per mettere in mostra il nostro corpo di uomini e quello della società in cui viviamo. Il corpo a...

Il sabato del villaggio / Sarà un giorno di festa

Sarà un giorno di festa; Michael Frame compie gli anni, cinquanta per la precisione, sua moglie sta ultimando gli ultimi preparativi per i festeggiamenti che si terranno il giorno successivo, ma Michael non potrà esserci, infatti sta per fuggire. Scappa perché Michael non è il suo vero nome e perché il suo vero nome è Chris, e perché è inesorabilmente immerso in una storia di illusioni trasformatesi nel tempo in fantasmi, fantasmi pericolosi che stanno per modificare radicalmente la sua vita reale, quella fondata su un’identità fasulla. Così prende avvio Le mie rivoluzioni di Hari Kunzru e così sembra l’Italia lacerata tra l’ansia e l’attesa in questo ultimo sabato di maggio. Un paese che come il protagonista del bel libro di Kunzru sembra confondere in continuazione le illusioni con i propri fantasmi. Incapace più che di vedere di percepire, come ci spiega Ingo Schulze nell’intervista di Stefano Zangrando: “Per capire noi stessi dobbiamo percepire l’altro. Possiamo comprendere realmente le conseguenze della nostra vita quotidiana in Europa soltanto...