Categorie

Elenco articoli con tag:

Brancaccio

(4 risultati)

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio (parte quarta)

Continuarono i miei giri nel quartiere anche nel mese di luglio, avevo smesso di compilare il diario e persi il conto dei giorni. Avevo caricato nella macchina fotografica il quarto rullino da trentasei pose (seguì, dopo uno stop di un paio di settimane, un quinto e ultimo rullino).   Ph A. Costa. Quella mattina prima di andare a Brancaccio avevo letto il Giornale di Sicilia. La cronaca parlava del ritrovamento di un giovane pestato a sangue e ridotto in fin di vita, abbandonato sotto il ponte di via Giafar. Ph A. Costa. Ero stato su quel ponte diverse volte nei giorni precedenti. Vinto il dispiacere iniziale, andai a cercare i segni del pronto soccorso per fotografarli.   Ph A. Costa. Rientrato a casa, non ebbi nei giorni a seguire lo spirito di continuare il reportage; lo ritrovai alcune settimane dopo. Ero così tornato nel quartiere, ma dal lato marino.   Ph A. Costa. Il calendario segnava il 17 agosto. Avevo percorso la spiaggia di Romagnolo fino al vecchio pontile; un folto gruppo di ragazzi vi si era accampato sotto, per starsene all’ombra.

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio (parte terza)

Nota dal diario: Quinto giorno (il 26 giugno) mi trovo in un’altra zona di Brancaccio, quartiere che si espande su una grande area tra le pendici del Monte Grifone e le spiagge di Romagnolo e dello Sperone. Decido di andare a vedere la chiesa di San Gaetano appunto in via Brancaccio, dove era parroco Don Puglisi.   Ph A. Costa. Lungo il percorso avevo visto dei polli per strada che stavano al ridosso di una vasta area chiusa da un grande cancello semiaperto, ma non ero riuscito a fotografarli; si dileguarono mentre stavo per inquadrarli, spaventati da un’auto che usciva in quel momento. Allora proseguii per la mia destinazione iniziale: la chiesa, che però visto l’orario trovai chiusa. Percorsi a ritroso il pezzo di strada, sperando nel frattempo di incontrare i pennuti fuori nel piazzale, ma non si fecero rivedere. Aspettai invano. Tornai così alla parrocchia di Padre Puglisi; non era ancora aperta. Passai circa un’ora facendo avanti indietro tra il cortile dei polli che non uscivano dal loro rifugio per entrare nella mia inquadratura e il portone principale di San Gaetano che rimaneva sbarrato oltre l’orario solito di apertura.   Ph A. Costa. Poi finalmente ero...

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio (parte seconda)

Il secondo giorno di lavoro l’ho finito con lo scatto al calesse e i tre ragazzi sopra a condurre il cavallo. Il cavallo è una presenza ricorrente nel quartiere. Alcuni anni fa in questo stesso stradone mi ero trovato nel mezzo di una corsa clandestina di trotto. Stavo in auto con un amico, lui guidava; inaspettatamente sbucò un certo numero di motociclisti con le luci dei fanali accesi che arrivavano in senso contrario al nostro. Volevano fare largo gridando e suonando i clacson dei loro motorini, nessuno aveva il casco; ci costrinsero a manovrare verso il bordo della strada per schivarli, poi giunsero i cavalli al trotto agganciati ai calessi. Tornato a casa la sera, ho cominciato a stilare un promemoria sul lavoro, tanto per memorizzare strade e incontri.    Ph A. Costa. Dopo alcuni giorni che mi muovevo a Brancaccio apparentemente inosservato, ho avuto il primo contatto con i “guardiani” della zona, dei picciottazzi che mi chiesero se era tutto a posto. Ovvio che per me era tutto a posto. Gli dissi che stavo fotografando il loro quartiere e gli domandai se volevano essere fotografati pure loro, ma mi dissero che non avevano il cellulare e quindi non si fece...

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio

Il primo rullino di questo lavoro fotografico l’ho usato lungo lo stradone che corre parallelo alla ferrovia nella zona industriale del quartiere Brancaccio. Per chi arriva in treno nel capoluogo siciliano, l’ultima fermata prima dello stop a Palermo Centrale è qui in periferia, nella piccola stazione denominata giustappunto Palermo Brancaccio.   Ph A. Costa. La corsa del convoglio rallenta ormai prossimo alla destinazione. I vagoni passano a ridosso di palazzine basse attaccate l’una all’altra, stanno così vicine alla strada ferrata che dal finestrino ci puoi guardare dentro.   Ph A. Costa. Ora ho raggiunto il rione arrivando dal centro città, per cominciare a fotografare la zona industriale che presenta spazi aperti con le montagne sul fondo; alcuni cartelli colore grigio con scritte in giallo ne segnalano l’accesso lasciando intendere una separazione con il complesso abitativo.    Ph A. Costa. Le due aree sono divise da un viale e stando una di fronte all’altra compongono un grande rettangolo tra le pendici dei monti e il golfo a sud della città; la parte residenziale si affaccia al mare.     Ph A. Costa. Non ci sono industrie vere e...